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    Il ballo della compagnia

    Il Gran Ballo Russo di Roma celebra i Romanov

    © Foto: danzastorica.it
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    Marina Tantushyan
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    La VI edizione del Gran Ballo Russo, che si terrà il 13 gennaio all'Hotel Westin Excelsior, sarà dedicata alla dinastia Romanov.

    Come ogni anno l'iniziativa è promossa dalla "Compagnia Nazionale di Danza Storica" diretta da Nino Graziano Luca con la collaborazione di "Eventi Rome" di Yulia Bazarova e l'Associazione "Amici della Grande Russia" rappresentata da Paolo Dragonetti de Torres Rutili.

    Il Gran Ballo sarà aperto dalla rappresentanza degli allievi del prestigioso Istituto di Arte e Industria di Mosca. Vedrà anche presenti centinaia di Danzatori della Compagnia Nazionale di Danza Storica provenienti da molte città italiane e i danzatori dell'associazione "Russian Waltz" da Mosca con Olga ed Aleksandr Pokrovski. Inoltre il violoncellista di fama internazionale Georgy Gusev arriverà da Los Angeles per partecipare al Gran Ballo Russo ed eseguirà due brani che in febbraio saranno parte del programma del suo Concerto alla Carnegie Hall.

    Sputnik Italia ha raggiunto uno dei padri fondatori dell'evento coreografo e studioso del ballo, il fondatore della Compagnia Nazionale di Danza storica Nino Graziano Luca.

    — Nino, quest'anno avete dedicato la nuova edizione del Gran Ballo alla dinastia Romanov. Cosa significa per te quell'epoca, soprattutto dal punto vista culturale?

    — La scelta dei Romanov è stata dettata dal fatto che noi ogni anno, volendo celebrare la cultura russa, scegliamo un tema che secondo noi è rappresentativo di quella stagione. Inoltre, quest'anno si celebra l'anniversario che dal 1613 al 1918 portò la dinastia di Romanov al potere. Io trovo che sia stata una fase straordinaria. In poco più di tre secoli sono riusciti a governare un sesto della superficie terrestre, sono stati la dinastia di maggior successo dell'era moderna. E quindi questo da solo basta per poter immaginare in qualche modo l'importanza storica così rilevante che ci ha portato a fare questa scelta. Da un lato culturale chiaramente subentrarono altre riflessioni perché se pensiamo alla Russia di Pietro il Grande ovviamente immagino la figura di un grande uomo che ha trasformato la Russia medievale e barbarica in un paese che era in grado di confrontarsi con le più grandi potenze occidentali dell'epoca. Nei testi che io ho letto per preparare il ballo, ho saputo che il Pietro incoraggiò i russi a viaggiare all'estero, promosse i restauri, la ricerca scientifica, fece tradurre e pubblicare libri occidentali, incoraggiò lo studio delle lingue straniere. Quindi, ci sono tanti elementi di grande importanza storico-culturale già a partire da Pietro il Grande.

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    — In ogni vostro ballo cercate sempre di creare un'atmosfera autentica. Come siete riusciti a ricostruire lo spirito di quel periodo storico? Su quali fonti avete basato la ricerca?

    — Ci sono delle fonti principali e alcuni testi fondamentali che mi hanno ispirato. Ad esempio, un libro di Bruce Lincoln che si chiama "The Romanovs: Autocrats of All the Russias" che è un testo molto importante per la mia riflessione intorno a questo tema. Un altro testo è invece di Lindsey Hughes "The Romanovs: Ruling Russia" e poi c'è un libro molto interessante pubblicato da Mondadori che è uscito da poco, di Simon Sebag Montefiore "The Romanovs: 1613-1918". E poi ovviamente accanto a questi libri ci sono stati tanti film ai quali io mi sono richiamato e che ricostruiscono i grandi balli dell'epoca. Vorrei ricordare una cosa interessante che nel 1903 il Palazzo d'Inverno ospitò l'ultimo evento di gala della dinastia dei Romanov che pare fosse anch'esso un gran ballo. Anche questo fatto è stato per noi un elemento d'ispirazione. È chiaro che poi per quanto riguarda le danze all'interno del ballo noi privilegiamo il periodo che vada dal tardo Settecento a tutto l'Ottocento. Il repertorio, che ho scelto in esclusiva proprio io, comunque abbraccia quel periodo dei Romanov che va dalla danza barocca alla danza del XIX secolo.

    — Tu con i tuoi compagni di idee vi occupate del ballo russo già da sei anni. Il numero dei vostri ospiti cresce di anno in anno e  aumenta anche la copertura mediatica. Come ti spieghi il segreto del vostro successo e di questo interessamento verso la vostra iniziativa?

    — In realtà ho iniziato già sette e non sei anni fa, facendo da solo come Compagnia Nazionale di Danza Storica il Gran Ballo dello Zar. Quindi, la prima edizione è stata sette anni fa. Dal 2013 ho coinvolto Yulia a partecipare al ballo e abbiamo pensato che potessimo chiamarlo il Gran Ballo Russo. Quindi sono sei edizioni come Gran Ballo Russo. Vorrei precisare questa cosa perché facciamo da sempre le ricostruzioni storiche e con il Gran Ballo Russo abbiamo voluto dare anche una veste di attualizzazione, di contemporaneità.

    Per quanto invece riguarda il segreto del nostro successo, la Compagnia Nazionale di Danza Storica lavora da sempre con una grande attenzione al particolare. Penso che il fatto di stare attenti a che ogni evento abbia una vera portata storica, cioè che sia sempre legato ad un fenomeno storico importante e poi il fatto che venga costruita con questa attenzione filologica, a mio avviso viene apprezzato dalla gente, che capisce la differenza. Immagino che quest'anno si faranno varie cose ed eventi sui Romanov ma vi posso assicurare che noi stiamo celebrando sul serio questa dinastia russa!

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    danza, Storia, Intervista, Roma, Italia
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