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    Gino, da hashtag a moda

    "E noi a Gino lo menamo, lo menamo, lo menamo... Ska, ska, ska!"

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    Mauro Lauretano
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    Questa canzone dei Latte e i suoi derivati, uno dei gruppi di Lillo e Greg, il più celebre e riuscito, mi è tornata in mente a Capodanno. Stavo spulciando l'account Instagram di alcuni personaggi famosi, miei prossimi possibili obiettivi, e il nome Gino l'ho trovato come commento a molte foto di auguri.

    Ines, la mia compagna (chiamiamola così, almeno per adesso — non ho mai instaurato legami troppo forti che mi incatenassero ponendo così fine alle mie scorribande in ogni dove), era un po' infastidita da questo, sia dal mio navigare in Internet durante il nostro primo Capodanno (che io vivo un po' come Califano, dal quale ottenni l'autografo quando fu simpaticissimo ospite della facoltà di sociologia a via Salaria), sia da questi fenomeni che non capisce. O meglio, che si ostina a non voler capire.

    Sapete la mia vocazione per i metodi vecchio stile ma ho sempre pensato che diventi davvero vecchio quando finisci di capire e inizi a giudicare, soprattutto le nuove generazioni, stigmatizzandole come peggiori delle precedenti, soprattutto della tua. Per questo uno dei miei prossimi obiettivi è Chiara Ferragni, regina dei social, ed è proprio curiosando sul suo account Instagram che ho scoperto il fenomeno virale di questo Capodanno 2017/2018.

    So ready for you 2018 (just uploaded some of my best video memories in my stories ❤️)

    Публикация от Chiara Ferragni (@chiaraferragni) Дек 31, 2017 at 2:38 PST

    Pensando a Gino, mi vengono in mente vecchi personaggi famosi che non ci sono più, come Bartali e Bramieri, o altri comunque piuttosto in là con gli anni, come Gino Paoli. Di nessuno di loro ho l'autografo e per quanto riguarda i primi due, purtroppo non avrò mai la possibilità neanche di chiederglielo.

    Ma non indugiamo in tristezze, ragazzi. È l'anno del mondiale di calcio, che come sapete è il mio grande obiettivo. Ho già compilato tutte le application sul sito della Fifa per avere i biglietti delle partite, che però — e ormai avrete capito anche questo — per me non saranno il fulcro della mia presenza in Russia, già pianificata tempo orsono, ma un'eventuale e piacevole aggiunta. Quando ci sono questi grandi eventi devi muoverti per tempo, non puoi affidarti al caso né agire con le lancette del tempo che scorrono inesorabilmente veloci.

    Sarà anche l'anno del matrimonio di William d'Inghilterra e della sua Megan e anche noi ne avremo una piccola versione in salsa nostrana, quello appunto tra Chiara Ferragni e Fedez.

    Anche dalle parti di Noto, ovviamente, ci sono già delle prenotazioni a mio nome. È strano, adesso che inizio a essere non più un giovanotto di primo pelo, "puntare" persone più giovani di me. Mi sembra che quella magica e irrazionale ammirazione che si prova per i personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport sia destinata a venire meno quando non li vedi più irraggiungibili proprio per questione anagrafiche, quando sono persone che come te vivono una vita adulta.

    È vero, questo mi succede ma non mi scoraggia mai ad abbandonare la mia passione. Perché penso che i personaggi invecchiano come invecchio io ma la magia del loro mondo resta a dispetto degli anni che non fanno affievolire le luci della ribalta (e neanche quello che succede dietro le quinte, quando queste sono spente). È il mio modo per sentirmi sempre giovane, per capire i giovani e il loro mondo, anche quando penso che inizi a viaggiare troppo veloce per me.

    Ma queste sono solo riflessioni che dovranno lasciare spazio all'azione.

    Quindi, prima di rimetterci in moto per questo 2018 durante il quale spero che Ines non mi lasci perché si senta gelosa e trascurata come tutte le altre, volevo augurarvi i miei migliori auguri, a voi come William e Megan, come a Chiara e Fedez.

     

    Perché autografo o selfie che sia, ragazzi, dobbiamo essere sempre in prima fila come il famoso abbonato RAI di qualche anno fa (ecco che ritorna il vecchio…). Auguri, auguri a tutti voi! E grazie per il tempo che avete dedicato nel 2017 alle sghembe storie del passato — vi assicuro che il 2018 ne porterà di nuove!

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