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    “Fratelli traditi”, un libro rompe il silenzio sui cristiani perseguitati

    © Sputnik. Valery Melnikov
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    Tatiana Santi
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    Torturati, massacrati, uccisi. I cristiani perseguitati nel mondo non fanno notizia in Occidente, ma chiudere gli occhi di fronte a una tale tragedia significa rinnegare le proprie origini e se stessi. Si tratta di un vero e proprio suicidio. “Fratelli traditi”, esce un libro che rompe il silenzio sui cristiani perseguitati.

    Non solo in Siria, sono numerosi i Paesi al mondo dove i cristiani vengono maltrattati e oppressi, dalla Cina all'India, dalla Corea del Nord all'Egitto. Secondo i dati del rapporto elaborato da "Aiuto alla Chiesa che soffre" nell'ultimo biennio la situazione è degenerata, i cristiani soffrono, nella quasi totale indifferenza dell'Occidente.

    Nell'assordante silenzio sulla persecuzione anticristiana, il 16 gennaio esce nelle librerie "Fratelli traditi" (Cairo Editore), il lavoro di Gian Micalessin, che racconta come l'Occidente ha voltato le spalle ai cristiani di Siria, appoggiando i ribelli jihadisti. Nel libro l'autore parla anche del rapporto della DIA (i servizi segreti del Pentagono) risalente all'agosto 2012, in cui gli americani già prevedevano la nascita di un Califfato salafita nell'est della Siria. Un rapporto che all'epoca Obama ignorò, perché troppo impegnato a bombardare Bashar Assad.

    Perché la persecuzione dei cristiani non è "degna" di occupare le pagine dei media occidentali? Qual è il rischio maggiore che si corre girando lo sguardo dall'altra parte? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Gian Micalessin, nota firma de Il Giornale, reporter di guerra e autore di "Fratelli traditi".

    Gian Micalessin
    © Foto: fornita da Gian Micalessin
    Gian Micalessin
    — Gian, perché hai deciso di scrivere questo libro? Che cosa significa per te il tema dei cristiani perseguitati?

    — È un tema che ha molte valenze. Innanzitutto l'Europa e gli Stati Uniti di Obama hanno tradito i cristiani di Siria favorendo l'insurrezione jihadista nell'obiettivo di abbattere il regime di Bashar Assad. Questo tradimento è stato, dal mio punto di vista, un suicidio per l'Europa: abbiamo aperto le porte al jihadismo che ci ha colpito al cuore delle nostre città, ma soprattutto abbiamo tradito quei fratelli cristiani che sono la radice della nostra identità e della nostra civiltà. Li abbiamo abbandonati al loro destino. Li abbiamo dimenticati nonostante loro fin dal 2012, i primi mesi della guerra in Siria, ci dicessero che quella guerra avrebbe portato al potere i jihadisti e avrebbe portato questi jihadisti a colpire la stessa Europa.

    — Oggi sono tanti i Paesi, purtroppo, dove i cristiani vengono perseguitati, dal Medio Oriente alla Corea del Nord, dalla Siria all'Africa. Perché in Occidente non se ne parla e perché questo problema non fa notizia?

    — Perché l'Occidente purtroppo ha dimenticato le proprie radici, la propria identità e persegue un vago laicismo che non si capisce dove voglia arrivare. Gran parte degli obiettivi della guerra siriana furono dettati dall'amministrazione Obama e quindi erano obiettivi estranei all'interesse europeo e italiano. 

    Per quanto riguarda il disinteresse sul tema dei cristiani perseguitati su larga scala principalmente è la crisi dei valori occidentali che impedisce agli europei di ricordare quali sono le proprie radici, ricordare da dove vengono e a cosa devono guardare se vogliono sopravvivere come civiltà.

    — Un esempio cruciale dell'abbondono dei cristiani l'abbiamo visto con l'assedio di Maaloula, che tu hai seguito dall'interno in prima persona. Che cosa ti ha colpito di più e che cosa ti porti dentro di quell'esperienza?

    — Maaloula è veramente il paradosso del tradimento e del suicidio occidentale. Ricordiamoci la situazione di quei giorni: quando la cittadina cristiana di Maaloula dove si parla l'aramaico, l'antica lingua di Cristo, viene assediata dai miliziani alqaedisti di Jabhat al-Nusra. Sono i primi di settembre del 2013, mentre tutto ciò avviene a Maaloula, l'America di Obama, ma anche l'Europa, hanno tutt'altri obiettivi, cioè bombardare Assad, accusato per un mai provato utilizzo di armi chimiche. Nonostante i cristiani di Maaloula siano stati assediati da al-Qaeda, la stessa al-Qaeda che ha colpito il cuore dell'America, le Torri Gemelle, gli Stati Uniti decidono di non vedere quel che succede. Gli Stati Uniti addirittura decidono di appoggiare in qualche maniera al-Qaeda, di lasciare che i cristiani vengano sterminati, massacrati e che Maaloula venga attaccata. L'Occidente si è concentrato nell'accusare il regime di Bashar Assad che viene dipinto come il principale nemico. L'Europa in tutto questo ha seguito pedissequamente quel che veniva ordinato da Barack Obama.

    — Prima parlavi dei valori cristiani e dell'allontanamento dalle proprie radici. Possiamo dire che in Russia vi è una controtendenza, cioè un ritorno alle origini e alle tradizioni?

    Vladimir Putin
    © Sputnik. Aleksey Druzhinin
    — Putin fa esattamente quello che non fanno i governanti europei e occidentali. Il presidente russo non ha rinnegato nulla del passato della Russia, neanche la sua parte comunista, anzi ha avuto la capacità di non buttare via nulla di ciò che era positivo del passato e di far crescere la Russia in un abbraccio con la grande Chiesa Ortodossa. Questa è la grandezza di Vladimir Putin come leader da una grande visione strategica con la capacità di capire quali siano gli ideali, i principi dell'anima del grande popolo russo.

    — Il silenzio mediatico sulla situazione dei cristiani perseguitati, quest'ignoranza è comunque una presa di posizione? Non parlare di questa tragedia significa anche tradire la propria cultura e sé stessi?

    — Sì, non a caso ho chiamato il libro "Fratelli traditi". Quando tradisci un fratello tradisci te stesso, la tua famiglia, il tuo passato e le tue origini. Non guardare a quello che succede ai cristiani in Siria, in Iraq, in tutto il Medio Oriente, in Egitto, ma anche in India e in Cina significa non sapere che dal Cristianesimo sono scaturiti i principi e le idee che hanno garantito all'Occidente la democrazia e la capacità di difendere i diritti umani. Chiudere gli occhi significa non saper più qual è la propria bussola, qual è il proprio passato e la base della propria civiltà. Tutto ciò significa commettere un suicidio.

    La copertina del libro Fratelli traditi da Gian Micalessin
    © Foto: fornita da Tatiana Santi
    La copertina del libro "Fratelli traditi" da Gian Micalessin

    — Qual è il rischio che si corre con quest'approccio?

    — Il rischio è quello di una grande crisi della civiltà occidentale ed europea. L'Europa oggi ricorda un po' la crisi dell'Impero romano nel V secolo d.C., quando una grande civiltà ha perso i richiami con il proprio passato e la propria identità. Quindi questa civiltà frana perché le frontiere si infrangono e chi c'è dentro non ha più la forza spirituale per reggere il contrasto con chi arriva dall'esterno.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    valori, Persecuzioni, Crisi in Siria, Cristianesimo, cristiani, Intervista, libro, media, Sputnik, Gian Micalessin, Bashar al-Assad, Vladimir Putin, Barack Obama, Occidente, Siria, Europa, USA, Russia
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