17:04 15 Dicembre 2018
La bandiera della Polonia

La zoppicante Unione Europea punta il dito contro la Polonia

© AFP 2018 / BARTOSZ SIEDLIK
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Giuseppe Paccione
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In arrivo sanzioni pesanti per la mancanza di rispetto dello “stato di diritto”.

Ormai, è ben noto che i rapporti tra alcuni Paesi membri dell'Europa dell'est e gli organismi dell'UE sono in questi ultimi anni in forte fibrillazione su varie tematiche come quella, ad esempio, migratoria sino al non rispetto dei valori fondamentale dell'Unione. Ma questa volta, la risposta di Bruxelles non si è fatta attendere nei confronti della Polonia che ha promulgato una decina di leggi che vanno controcorrente rispetto a quanto sancito dal Trattato sull'Unione Europea. La Commissione UE ha adottato la misura sanzionatoria sancita dall'articolo 7 del TUE che disciplina la procedura attraverso la quale il Consiglio, a maggioranza di quattro quinti e previa deliberazione del Parlamento europeo, può constatare un evidente rischio di violazione dei principi fonda­mentali dell'UE da parte di uno Stato parte e rivolgergli raccomandazioni; lo stesso Con­siglio, all'unanimità (con esclusione dello Stato interessato), può constatare l'esistenza, da parte di uno Stato, di una violazione grave e persistente dei valori dell'UE richiamati all'art. 2 TUE e, con voto a maggioranza qualificata, decidere la sospensione di alcuni dei diritti connessi alla condizione di membro dell'Unione. Quindi, affinché si possa avviare il meccanismo contenuto nell'articolo 7, del TUE, necessiterebbe il placet del Parlamento e del Consiglio UE.

Il j'accuse della Commissione UE nei riguardi del governo nazionalista riguarda la riforma del sistema giudiziario che pone in serio pericolo lo stato di diritto — c.d. Rule of Law — nello Stato polacco riferendosi al rischio di porre il sistema giudiziario all'uscita della sfera di indipendenza di cui gode, con l'ingerenza dell'esecutivo nell'ambito della struttura di funzionamento dell'autorità giudiziaria come quello di colpire il Tribunale costituzionale, la Corte suprema, i tribunali ordinari, il Consiglio nazionale per la magistratura, il servizio giudiziario e la Scuola nazionale di Giudiziario.

La garanzia dei diritti fondamentale e dello stato di diritto, nel contesto del sistema UE, viene assicurata dall'insieme dei principi e norme degli ordinamenti costituzionali di ogni Stato membro, come pure dai Tratti UE, dalla Carta europea dei diritti fondamentali e via discorrendo. Lo stato di diritto viene reputato quale principio per il quale gli organi pubblici devono rispettare i parametri circoscritti dalla legge attraverso il rispetto dei valori democratici e dei diritti fondamentale sotto l'occhio attento del potere giudiziario che deve essere indipendente e imparziale.

Dinanzi, quindi, alla concreta grave violazione della Polonia, l'UE può decidere di sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato polacco membro dell'UE dall'applicazione dei Trattati, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo polacco in seno al Consiglio UE; può anche promuovere procedure di infrazione per violazione del diritto UE da parte della Polonia, nel senso che la Commissione europea, nel caso in cui ritenga che lo Stato polacco abbia mancato a uno degli obblighi a esso incombenti, ai sensi dei Trattati UE, emette un parere motivato al riguardo dopo aver posto lo Stato in condizioni di presentare le sue osservazioni; nel caso in cui la Polonia non si conformi al parere nel termine fissato dalla Commissione UE, quest'ultima può adire la Corte di Giustizia dell'UE. Il procedimento prevede una serie di ulteriori passaggi in esito ai quali la Corte può comminare una sanzione nella forma del pagamento di una somma forfetaria o di una penalità.

Lo stato di diritto costituisce uno dei valori comuni su cui si fonda l'intera struttura UE, a cui ha aderito in toto la stessa Polonia, entrando a far parte come Stato membro e che come tale deve rispettare e onorare il principio pacta sunt servanda, cioè gli accordi vanno rispettati e onorati. Difatti l'articolo 2 del TUE include tale principio tra i valori fondanti l'Unione che si basa sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.

La Commissione, il Parlamento e il Consiglio UE vengono ritenuti quali responsabili nel garantire che vi sia il rispetto dello stato di diritto quale valore fondamentale dell'UE, che si fonda sulla garanzia della tolleranza della legislazione, dei valori e dei principi dell'UE. Spetta alla Polonia identificare il proprio modello per il proprio sistema giudiziario, ma dovrebbe farlo in modo da rispettare lo stato di diritto; ciò lo richiede per salvaguardare l'indipendenza della magistratura, la separazione dei poteri e la certezza del diritto.

Una violazione dello Stato di diritto in uno Stato membro ha un effetto su tutti gli Stati membri e sull'UE nel suo complesso. In primis, perché l'indipendenza della magistratura — libera da indebite interferenze politiche — è un valore che riflette il concetto di democrazia europea. In secundis, perché quando viene messo in discussione lo Stato di diritto in qualsiasi Stato membro, viene messo in discussione anche il funzionamento dell'UE nel suo insieme, in particolare per quanto riguarda la cooperazione in materia di giustizia e affari interni e il funzionamento del mercato interno.

Nelle prossime settimane sapremo cosa accadrà e quale sarà la risposta del governo di Varsavia, non dimenticando che la Polonia stessa possa disattendere alla richiesta minacciosa dell'UE, decidendo di presentare la minaccia di uscita dell'Unione. Sta di fatto, a parere di chi scrive, che l'UE è ancora nella tempesta e che non riesce a trovare un po' di serenità in settori come quello dell'immigrazione, della moneta unica, dello stato di diritto e via discorrendo dove alcuni Stati sono restii a essere partecipi all'integrazione piena di essa e nel raggiungere il grande sogno degli Stati Uniti d'Europa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Diritto internazionale, Polonia, Bruxelles, UE
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