11:48 10 Dicembre 2019
Una costa del Mediterraneo

La Russia nel Mediterraneo. Intervista a Tatiana Zonova

© Sputnik . Artem Puchkov
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La Russia ha ridisegnato recentemente la propria strategia marittima fino al 2030. E’ prevista un adeguata presenza militare nel Mediterraneo al fine di contribuire a garantire a questa area strategica stabilità e pace.

La costa mediterranea della Latakia
© Sputnik . Artem Puchkov
La Russia ha ridisegnato recentemente la propria strategia marittima fino al 2030. E' prevista un adeguata presenza militare nel Mediterraneo al fine di contribuire a garantire a questa area strategica stabilità e pace. Nello stesso tempo la Federazione è interessata a sviluppare una politica di soft power orientata ad incrementare i rapporti economici e di collaborazione scientifica con i paesi del bacino del Mediterraneo. L'Italia costituisce un interlocutore e una piattaforma di cooperazione scientifica e culturale di primaria importanza in settori all'avanguardia tecnologica. In questo contesto il nostro paese può ricoprire un ruolo da protagonista, come testa di ponte, tra UE e paesi Euroasiatici. Questi in sintesi alcuni degli elementi dello scenario delineato in intervista esclusiva da Tatiana Zonova responsabile del Department of Diplomacy dell'autorevole Istituto Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO) che fa capo al Ministero degli affari esteri della Federazione Russa definito dall' ex segretario di Stato americano Henry Kissinger "Harvard della Russia" per il significativo contributo alla formazione dell'elites del paese:

— Può illustrare quale è la politica della Federazione Russa verso il Mediterraneo a partire dal 2015?

— Le Azioni di carattere militare in Siria sono state coronate da successo. La Russia rafforza la sua presenza in Siria grazie alle basi di Tartus e Khmeimim il che assicura alla Flotta Marittima Militare Russa un permanente accesso al Mediterraneo facilitato anche dal rinnovato rapporto con la Turchia che garantisce una libera navigazione delle navi militari russe attraverso gli Stretti.

La presenza nel Mediterraneo apre alla Russia la possibilita' di essere coinvolta in progetti energetici futuri per sfruttare le opportunità dei mercati legati alla produzione del gas nel Mediterraneo in primo luogo nella parte Orientale. Sono stati raggiunti accordi sul giacimento di gas Zohrcon con l'Eni, mentre la Russia si interessa anche ai giacimenti israeliani più a est nonché a quegli iraniani, nord iracheni e curdi.

— Putin ha annunciato una riduzione delle truppe nella base militare siriana di Tartus ma sta anche pesando alla possibilità di una apertura di una nuova base in Egitto. Quali sono le prospettive future?

— Nel luglio 2017 Putin ha firmato "Principi della politica della Federazione Russa nel campo dell'attività marittima fino al 2030" che prevede tra l'altro la necessità di assicurare una presenza marittima militare adeguata nell'area Mediterranea. Non a caso in questo contesto, mentre si discuteva il conflitto siriano al Consiglio di Sicurezza, la Russia è riuscita ad assicurarsi l'appoggio egiziano. Anche la partecipazione dei parà russi alle manovre militari  congiunte russo-egiziane all'altezza della Cirenaica (ottobre 2016) è stata percepita come un segnale evidente del ritorno di Mosca alla politica del Cairo.

— Italia e Russia collaborano nel settore della sicurezza e dell'antiterrorismo. Può darci qualche maggiore dettaglio?

— Il ministro Minniti parla della necessità di "rafforzare la cooperazione con la Russia in chiave antiterrorismo". Dialoga con i suoi colleghi russi sulla questione cruciale dei cosiddetti "foreign fighters" e dell'immigrazione illegale. Sono in corso le consultazioni interministeriali italo-russe sulle situazioni critiche in Africa e sulle azioni congiunte volte a fronteggiare le minacce terroristiche nella regione di Sahara-Sahel. Il ministro Lavrov prende parte ai  "Dialoghi romani" sul Mediterraneo. Quest'anno al centro dei colloqui c'è la crisi libica in cui la Russia secondo quanto afferma il ministro Alfano avrebbe un ruolo "importante e positivo".

 La Russia sta diversificando la propria economia per renderla meno dipendente dalle risorse energetiche quali petrolio e gas. Che ruolo economico il bacino del Mediterraneo può avere in questa strategia?

— Nel solco di questa strategia la Russia spera di entrare sui mercati dei paesi del Mediterraneo, per esempio, su quello siriano, dove a partire dal 2009 le societa' russe hanno investito più di 20 miliardi di dollari, considerando anche il fatto che la Russia è tra gli esportatori principali nel settore della difesa.  Una particolare importanza è attribuita anche ai settori ecologico, delle infrastrutture industriali e opere di irrigazione.

— L'Italia può costituire una piattaforma di collaborazione e cooperazione scientifica e di ricerca con la Federazione Russa? In quali settori?

— La collaborazione scientifica e tecnologica tra l'Italia e la Federazione Russa si sviluppa in numerosi settori all'avanguardia scientifica e tecnologica, tra i quali spiccano la Fisica Nucleare e delle Particelle, la Fisica del Plasma e Fusione Nucleare, la Cosmologia, l'Astrofisica e la Fisica Astro-particellare, la Matematica Fondamentale, la Chimica Inorganica e Organica, la Biologia Molecolare e Biochimica, la Neurofisiologia e la Biologia Spaziale, l'Oncologia e la Biologia cellulare.

— A quali produzioni del Mediterraneo è interessata Mosca?

— La Russia attualmente importa dall'Italia macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici, prodotti alimentari, stoffe, tessuti e calzature, metalli lavorati, legname e cellulosa. Nonostante le sanzioni occidentali le importazioni italiane in Russia di reattori nucleari, mezzi di trasporto, prodotti di metalli ferrosi, calzature, vestiario, alcool, prodotti cosmetici e profumi hanno registrato un aumento di volume.

 Quali sono gli interessi culturali di Mosca verso i paesi del Mediterraneo e in particolare l'Italia?

— I rapporti in questo campo sono molto solidi, in ambedue paesi esistono numerose associazioni, istituti e centri di cultura e di diffusione della lingua.  Si organizza la manifestazione "Anni incrociati"  Russia-Italia che sviluppa una vasta gamma di eventi culturali. Recentemente a San Pietroburgo nell'ambito del Sesto Forum Culturale Internazionale sono stati siglati accordi bilaterali tendenti a rendere ancora più saldi i rapporti di collaborazione nell'ambito della promozione della cultura, dell'istruzione e dell'arte. Il 2018 sarà l'anno delle Stagioni culturali russe in Italia. Altri progetti partiranno in Italia per poi estendersi agli altri partner a livello europeo.

— Quale soft power la Federazione Russa può esercitare nel bacino del Mediterraneo?

— La Russia attraverso "Rossotrudnicestvo" (l'Agenzia federale russa per i paesi della CSI, compatrioti all'estero e per la collaborazione umanitaria) organizza centri di scienza e cultura e corsi per lo studio della lingua russa in diverse capitali del mondo. Questi centri sono presenti in modo capillare nei paesi del Mediterraneo in Siria, Turchia, Palestina, Emirati arabi, Italia, Cipro, Slovenia, Albania, Francia, Malta, Grecia, Portogallo, Spagna, Israele, Egitto, Marocco, Tunisia.

A titolo di esempio diciamo che recentemente presso il conservatorio nazionale di Damasco nell'ambito del Progetto "Musica per la pace" i musicisti russi hanno partecipato agli eventi culturali organizzati dall'Agenzia con appoggio del Ministero della cultura della Siria e dell'ambasciata russa a Damasco.  A partire dal 2010 i partecipanti al Progetto danno concerti gratuiti in diverse zone del mondo incluse quelle del Mediterraneo che hanno sofferto guerre, terrorismo o calamità naturali. 

— L'iniziativa cinese della Via della Seta intende costruire infrastrutture marittime e terrestri per avvicinare e integrare il continente euroasiatico. Come questo progetto si integra con l'idea del Presidente Putin di creare uno spazio euroasiatico?

— Nel mese di maggio 2017 a Pechino il presidente Putin parlando dei progetti elaborati nel quadro dell'integrazione delle due iniziative, quella dell' Unione economica euroasiatica e quella cinese della "Via della Seta" (tutte e due legate al perfezionamento della "Via Marittima Nordica") ha messo in rilievo la necessità di eliminare limiti infrastrutturali che rendono difficile tale integrazione. Questi progetti sono volti a creare una configurazione della rete di trasporti assolutamente nuova per il continente euroasiatico che sarebbe cruciale per rendere più intense l'attività economica e favorire gli investimenti.

 La Russia fa parte dei Brics. Questa organizzazione nasce con la legittima ambizione di contribuire a costruire un nuovo "ordine mondiale" più equilibrato. Quale ruolo può avere il Mediterraneo in questo progetto?

— Nel quadro dell'Euro-Med l'Unione europea e i paesi del Brics hanno proposto una specie di piano Marshall per il Mediterraneo. La Farnesina dichiara che per l'Italia si apre l'opportunità di svolgere un ruolo attivo nella costruzione di un "ponte" di collaborazione tra l'UE e Brics e di creare le condizioni per un piano complessivo di sviluppo che ponga solide basi di convivenza pacifica, nel rispetto delle identità e nella valorizzazione del grande patrimonio comune dell'intera area.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
rapporti, Forum culturale internazionale di San Pietroburgo, Mediterraneo, Italia, Russia
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