09:31 22 Agosto 2018
Petro Poroshenko

Il comune di Verona potrebbe revocare la cittadinanza onoraria a Petr Poroshenko

© REUTERS / Andrew Kravchenko/Pool
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Eliseo Bertolasi
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Il 18 dicembre al comune di Verona è stata presentata una delibera in cui si chiede la revoca della cittadinanza onoraria, donata dal ex-sindaco della città Flavio Tosi, al presidente ucraino Petr Poroshenko, in merito al rientro delle tele trafugate nel museo di Castelvecchio nel novembre del 2015 e rientrate a Verona nel dicembre del 2016.

La mozione presentata dal capogruppo Lega Nord al comune di Verona Vito Comencini ha ottenuto il favore quasi unanime di tutte le forze politiche presenti, tranne due consiglieri legati alla precedente amministrazione comunale. Con tale maggioranza la mozione ha tutti i presupposti per essere approvata, a breve, appena arriverà in aula di consiglio.

Vito Comencini, capogruppo Lega Nord nel comune di Verona, a Donetsk.
© Foto : fornita da Vito Comencini
Vito Comencini, capogruppo Lega Nord nel comune di Verona, a Donetsk.
Vito Comencini, il promotore dell'iniziativa ha illustrato a Sputnik Italia le ragioni della delibera:  "Come promesso abbiamo preso in mano la questione della cittadinanza onoraria a Poroshenko a lui concessa dalla precedente amministrazione del sindaco Flavio Tosi addirittura ancor prima della restituzione dei quadri del Museo di Castelvecchio. Nonostante si tratti di una cittadinanza onoraria è comunque significativa. Riteniamo, quindi, non sia giusto sia stata attribuita a un personaggio per lo meno "ambiguo", che imbarazza la città, riguardo agli eventi dell'Ucraina orientale nella regione del Donbass.

Abbiamo mantenuto questo dovere presentando una delibera che a breve approderà al prossimo consiglio comunale. La delibera mira a revocare il riconoscimento attribuito a Petr Poroshenko basandosi sul fatto che non si capisce su cosa si fonderebbero i suoi meriti nel aver recuperato i quadri, visto che sono stati ritrovati dalle forze di polizia, considerando inoltre i problemi che ci sono stati nel riaverli a Verona. Non sono tornati subito, addirittura li ha utilizzati in maniera impropria per una mostra a Kiev, alla quale è seguita una denuncia da parte di un avvocato di Verona per appropriamento indebito. Oltre a ciò il nesso è soprattutto in relazione ai fatti gravissimi legati alla guerra nel Donbass, che c'è ancora e che ha causato tanti morti tra la popolazione civile. È indegno che venga data la cittadinanza onoraria al capo di uno stato, Petr Poroshenko, eletto con una consultazione che ha escluso una parte importante della popolazione russofona dell'Ucraina orientale. Riteniamo che questi siano tutti elementi validi per la revoca dell'onorificenza. Da qua in poi stabiliamo che la cittadinanza onoraria della nostra città, che è una città bellissima, importantissima e con una storia gloriosa, venga assegnata con maggior cautela e non sulla base dall'emozione, come nel caso di Poroshenko per il recupero di quadri che, tra l'altro, erano nostri e che quindi ci spettavano".

Perché insisti sul fattore "guerra nel Donbass"?"

Palazzo residenziale danneggiato da un missile, Donbass
© Sputnik . Sergey Averin
Io in prima persona ho visto la distruzione e la tragedia e tutto quello che ha comportato questa terribile guerra. A maggior ragione, poiché non mi sono basato su voci riportate, ma su fatti che ho visto coi miei occhi e testimonianze che ho sentito con le mie orecchie, non solo durante le due visite che ho effettuato a Donetsk, ma anche con la testimonianza dell'amica Anna Tuv, cittadina del Donbass, che abbiamo avuto il piacere di avere qui a Verona qualche mese fa. Ci ha raccontato e mostrato la tragedia della guerra subita sia dalla sua famiglia per la perdita del marito e della figlia, che da lei stessa per la perdita di un braccio, in seguito alle bombe ucraine. Una delle motivazioni per le quali portiamo avanti la revoca della cittadinanza è proprio il fatto che Petr Poroshenko è ritenuto responsabile di questa tragedia in quanto, come prevede la costituzione ucraina, il presidente è anche a capo delle forze armate, pertanto ha una chiara responsabilità. Ci sono anche delle dichiarazioni pesanti che lui a fatto nei confronti della popolazione del Donbass. Ricordo dove riferiva che i bambini del Donbass avrebbero dovuto vivere nascosti negli scantinati.. Queste sono parole assolutamente vergognose. Una persona così non merita la cittadinanza di Verona, sono parole che si commentano da sole, sono semplicemente inaccettabili. Come amministratore della città di Verona sento il dovere di chiedere e ottenere questa revoca".

Palmarino Zoccatelli, vice-presidente Associazione Veneto-Russia
© Foto : Eliseo Bertolasi
Palmarino Zoccatelli, vice-presidente Associazione Veneto-Russia
Un impulso significativo all'iniziativa è stato dato anche dall'Associazione Veneto-Russia. Ecco le parole del vice-presidente dell'associazione Palmarino Zoccatelli:

"L'associazione Veneto-Russia da alcuni anni si interessa delle vicende del Donbass. Siamo anche stati là più volte a seguire queste vicende legate alla guerra in corso. Quando fu conferita questa cittadinanza onoraria a Petr Poroshenko, noi abbiamo subito preso pubblicamente posizione "contro", in quanto lo riteniamo un personaggio indegno di questo onore. Nel momento in cui è cambiata l'amministrazione comunale a Verona, dopo il mandato di Tosi, ci siamo attivati immediatamente tramite il consigliere comunale Comencini e altri amici, per promuovere la revoca di questa onorificenza. Finalmente questo si è concretizzato con la delibera già approvata da tutti i capigruppo e che andrà presto in consiglio comunale".

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Lega Nord, Petr Poroshenko, Verona, Donbass, Ucraina
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