Widgets Magazine
22:39 23 Ottobre 2019
Bandiera della Transnistria

La Transnistria aspetta il riconoscimento internazionale

© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Opinioni
URL abbreviato
Di
3303
Seguici su

La Transnistria (ufficialmente Repubblica Moldava di Pridnestrovie) è uno stato indipendente de facto non riconosciuto dai Paesi membri dell'ONU, essendo considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia: è governato da un'amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.

La regione, precedentemente parte di una delle ex-repubbliche dell'Unione Sovietica, Moldavia, dichiarò unilateralmente la propria indipendenza il 2 settembre 1990. Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra sanguinosa che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Transnistria, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Transnistria comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro. Nel settembre 2006 in Transnistria si è tenuto un referendum, dove il 97% della popolazione ha sostenuto l'adesione del Paese alla Federazione Russa.

Con l'inizio della crisi ucraina del 2014, la Transnistria ha riacquisito un importante significato geopolitico a causa della sua particolare posizione geografica. Il 18 marzo 2014 la repubblica ha chiesto l'adesione alla Federazione Russa in seguito all'adesione della Crimea.

Transnistria punta chiaramente a un riconoscimento internazionale. Il 15 dicembre, a Roma, è stata inaugurata l'Associazione culturale "Italia-Pridnestrovie" (Transnistria), alla cerimonia ha partecipato il Ministro degli affari esteri della Transnistria Vitaly Ignatiev.

Vitaly Ignatiev
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Vitaly Ignatiev
In un'intervista rilasciata a Sputnik il ministro ha sottolineato l'importanza della visita a Roma:

"I nostri partner italiani ci hanno invitato a sviluppare una cooperazione a livello culturale, umanitario e sociale. Crediamo che questo tipo di relazione rafforzi l'amicizia tra i nostri popoli, e ci consentirà di capirci meglio. A volte la presenza di tali legami è più importante delle relazioni ufficiali diplomatiche. Per la Transnistria, questa è un'importante opportunità per ampliare ulteriormente e sviluppare in maniera più sistematica, a tutti i livelli, i legami con l'Italia. L'Italia, per la Transnistria, rappresenta uno dei principali partner economici e commerciali stranieri. Nel 2018, la presidenza italiana dell'OSCE ha già posto tra le proprie priorità i lavori sulla questione transnistriana per la soluzione del conflitto internazionale tra Moldavia e Transnistria. Tutti questi fattori ci indicano la necessità di stabilire e sviluppare le nostre relazioni in maniera sempre più importante e rilevante. Pertanto, siamo molto soddisfatti ad aprire la Casa dell'amicizia tra l'Italia e la Transnistria e di firmare un accordo tra l'Associazione culturale "Italia-Pridnestrovie" e il Ministero degli affari esteri della Transnistria".

— Com'è ora la situazione in Transnistria, in particolare, dopo l'inizio della crisi ucraina?

— La situazione è complicata. Nel 2014, l'Ucraina ha adottato una serie di misure per limitare la libera circolazione dei cittadini russi, compresi quelli che risiedono nel territorio della Transnistria. Hanno creato difficoltà per la fornitura di beni soggetti ad accise dall'Ucraina alla Transnistria, oltre a tutta una serie di dichiarazioni politiche secondo le quali la Transnistria minaccerebbe l'Ucraina. Ovviamente ciò non corrisponde alla realtà dei fatti: in Transnistria vivono circa 100 mila cittadini ucraini, abbiamo tre lingue ufficiali e una di loro è l'ucraino.

Storicamente la Transnistria era in epoca sovietica un'autonomia all'interno della Repubblica Ucraina. Tra la Transnistria e molte regioni ucraine e con la stessa Ucraina, negli anni ‘90 e 2000, sono stati sottoscritti una serie di accordi che prevedono lo sviluppo di legami umanitari e culturali. Esistono anche rapporti di gemellaggio tra molte delle nostre città con altrettante città ucraine. Ovviamente, vorremmo tanto che in Ucraina ritorni pace, ordine e stabilità. Questo normalizzerebbe le nostre relazioni. Inoltre, l'Ucraina è un membro attivo nel processo di negoziazione. Insieme con la Russia, l'Ucraina è uno dei mediatori del formato internazionale consultativo del "5 + 2", così come l'OSCE. Questo livello d`interazione, per noi, è di grande importanza. Speriamo di essere in grado di normalizzare la situazione e di costruire relazioni di buon vicinato tra i nostri paesi e i nostri popoli.

— Quali sono le prospettive future per il riconoscimento internazionale della Transnistria?

— La Transnistria si sta sforzando di dimostrare che "de-facto" è già uno stato indipendente, che da oltre 27 anni vive, lotta e sopravvive in condizioni di precise restrizioni, pressioni, blocchi… Riteniamo che 27 anni rappresentino un periodo sufficiente, affinché la comunità internazionale, possa rendersi conto che i transnistriani sono un popolo laborioso e pacifico in grado di costruire e sviluppare il proprio paese anche in condizioni difficili.

Abbiamo un'economia sviluppata, industrie… siamo interessati ad altri partner internazionali. Commerciamo con il mondo intero. Con più di 70 paesi sviluppiamo relazioni commerciali ed economiche. Pertanto, oggi, è giunto il momento in cui l'indipendenza "de-facto" della Transnistria dovrebbe essere riconosciuta "de-jure". Questo è il modo ottimale e più semplice per risolvere il conflitto. Il nostro compito, ora, è quello di parlare della Transnistria a una vasta cerchia di nostri partner internazionali, per mostrare ciò che veramente siamo, ciò che rappresenta il nostro stato e la nostra società. Ritengo che questo sia un orientamento molto importante che ci consentirà di ottenere il riconoscimento internazionale.

Igor Camilli, presidente dell'Associazione culturale "Italia-Pridnestrovie", ha spiegato com'è nata l'iniziativa:

— Tutto nasce un anno fa quando abbiamo fatto un viaggio in Transnistria. Eravamo attirati dall'aspetto politico e dall'aspetto sociale della repubblica. In seguito, qualche mese fa, c'è stata una visita ufficiale dove abbiamo instaurato rapporti col governo. Abbiamo trovato degli intenti politici importanti. Da qui l'idea di creare questa Associazione culturale che oggi viene ufficializzata.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Correlati:

Si chiede alla Russia di intervenire: Transnistria sull'orlo del disastro
Dodon: volontà di impegnarsi in modo costruttivo con le autorità della Transnistria
Tags:
OSCE, Vitaly Ignatiev, URSS, Transnistria, Moldavia, Crimea, Italia, Ucraina, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik