09:12 18 Agosto 2018
Il presidente del consiglio Ue Donald Tusk

In arrivo nuove inutili sanzioni alla Russia

© AFP 2018 / Andreas SOLARO
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Tatiana Santi
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Il presidente del consiglio Ue Donald Tusk annuncia su twitter il via libera alle ennesime misure restrittive contro Mosca. Altri danni economici, esercizio costante di autolesionismo, un iter che sembra inarrestabile, seppur paradossale. In arrivo nuove inutili sanzioni alla Russia.

Gli allarmismi di personaggi come Joe Biden e Rasmussen sulle presunte ingerenze russe nella politica del Belpaese, fra l'altro smentite dagli 007 italiani, non fanno che alimentare il sentimento di russofobia già ben radicato nella stampa italiana. Come sempre solite accuse ai limiti del grottesco senza uno straccio di prove. Il messaggio è sempre il solito: la Russia è il nemico.

Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia
© Foto : fornita da Stefano Maullu
Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia
In termini di sicurezza internazionale, di lotta al terrorismo e tenendo conto del ruolo strategico di Mosca in Medio Oriente la via da percorrere sarebbe cooperare e sviluppare rapporti sempre più stretti con la Russia, altro che sanzioni. La guerra economica contro la Russia va nella direzione diametralmente opposta agli interessi italiani, sono i miliardi di euro persi a dirlo.

Mentre l'Unione europea si accinge a firmare nuove sanzioni, una cosa è certa: in vista delle prossime elezioni italiane sentiremo parlare molto spesso di sanzioni. Che sia la volta giusta per un po'di buon senso? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista l'onorevole Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia, membro della delegazione rapporti UE-Russia al Parlamento Europeo.

— L'Unione europea evidentemente prolungherà di nuovo le sanzioni alla Russia. Onorevole Maullu, quanto può durare ancora secondo lei questa guerra economica? Sembra non ci sia fine alle sanzioni…

— Io penso che sia un tragico errore perseverare in questa direzione, perché lo scenario geopolitico è in continua evoluzione e considerare la Federazione russa un nemico è un terribile sbaglio. Il quadro mondiale vede da un lato la Cina che sta crescendo a passi da gigante dal punto di vista economico e militare, fra diversi anni sarà in grado di fare un take over nei confronti degli Stati Uniti. Per altro la Cina è detentrice della maggior parte del debito pubblico statunitense.

D'altro canto, se guardiamo al nostro spazio vitale, che è il Mediterraneo, ciò che ha fatto la Russia con grande tempismo e determinazione in Iraq e in Siria, sconfiggendo lo Stato Islamico, è un titolo di merito. Inoltre l'influenza che Putin ha acclarato sia in Libia con il generale Haftar sia con al-Sisi in Egitto mette la Russia nelle condizioni di essere, giocoforza, l'interlocutore dell'Unione europea.

— Quindi?

— Penso che in questo momento occorra fare in modo che i Paesi più ragionevoli si pongano in una dimensione alternativa a quella che mettono in campo la Germania, la Francia e i Paesi Visegrad. Parlo di una dimensione russofobica che tende a penalizzare un grande Paese che è il naturale partner dell'Unione europea. A maggior ragione in un mondo globale dove la competizione è per grandi aree geografiche. Se pensiamo a tutto ciò che può essere un pericolo per l'Europa dai tassi demografici accelerati dell'Africa, dalla presenza cinese in Africa, ci rendiamo conto che inevitabilmente dovremmo trovare un minimo comun denominatore, non può essere la questione ucraina l'elemento che crea questa frizione da ormai troppo tempo. Dovremmo domandarci allora l'occupazione di Cipro da parte dei turchi perché non è sanzionata nella stessa maniera?

— Perché in ambito Ue la Russia viene dipinta come un nemico addirittura attraverso risoluzioni dove viene paragonata a Daesh?

— Le risoluzioni che lei ha citato hanno visto il mio voto contrario, perché la penso in modo diverso e non sono il solo. Credo che vada fatto un lavoro da parte dei deputati con buona volontà per creare le condizioni perché il dialogo torni ad esserci.

L'Europa sbaglia nel voler continuare a considerare la Russia un soggetto da tenere debole, perché la Russia è un grande Paese con ricchezze naturali sconfinate, basti pensare al gas o al petrolio. Credo che queste grandi risorse naturali debbano essere messe in connubio con la dimensione tecnologica dei Paesi europei.

C'è una paura dettata da una serie di dati come ad esempio l'intervista fatta a Joe Biden in merito al referendum costituzionale italiano, dove pare che la colpa della sconfitta di Renzi sia da attribuire a Putin e non alla volontà del popolo italiano. Sono troppe le avvisaglie che arrivano da un mondo americano, non collocato dalla parte di Trump a mio avviso, ma un mondo alternativo attorno ad Obama e Hillary Clinton. È un mondo che ha tutto l'interesse a rendere più debole la Russia e paradossalmente anche Trump.

— Nonostante le sanzioni, la Russia è comunque un mercato in cui investire? Quali possibilità rappresenta per l'Italia in campo energetico e imprenditoriale?

— Io credo che l'Italia possa continuare ad essere un grande partner economico con la Russia, non c'è dubbio. Penso che ci debba essere anche una legislazione favorevole, una certezza del diritto, un sistema finanziario che appoggi questa proiezione italiana in Russia. Sono tanti i settori, penso al lattiero caseario, all'agricoltura di qualità, all'allevamento, alle tecnologie che possono essere messe a disposizione per creare un ponte fra l'Italia e la Federazione russa. È un ponte che arriva da lontano, dai rapporti storici che abbiamo sempre avuto e che vogliamo mantenere.

Occorre continuare a lavorare in questa direzione ed evitare che l'Italia sia fagocitata da una politica estera statunitense e tedesca. Vale la pena ricordare che la Germania, straordinario Paese industriale, sta cannibalizzando un po'tutta l'Europa con il suo export, superiore a quello cinese. Qui dovrebbe essere il governo italiano a imporsi. Il tema delle sanzioni alla Russia sarà inevitabilmente uno dei punti della campagna elettorale, sono troppi i settori economici a chiedere che le sanzioni vengano rimosse.

— Lei personalmente è fiducioso per il futuro in questo senso?

— Sono fiducioso e lavoro per questo al Parlamento europeo, lavoro per spiegare. Mai come in questo momento ci vuole tenacia e determinazione per spiegare l'inutilità di queste sanzioni.

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione. 

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Sanzioni contro la Russia, UE, Russia
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