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13:32 23 Luglio 2019
Palazzo residenziale danneggiato da un missile, Donbass

Donbass, una guerra nel cuore d’Europa

© Sputnik . Sergey Averin
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Marina Tantushyan
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La guerra nel Donbass purtroppo non fa più rumore: migliaia di morti e un fronte di combattimento ancora aperto, ma nessuna notizia sulla stampa occidentale.

Se qualcosa è trapelato, in modo vago e sottotraccia, lo si deve allo sforzo di reporter indipendenti e attivisti impegnati sul territorio per consegnare aiuti umanitari alle popolazioni colpite dai bombardamenti.

Il libro "Donbass. Una guerra nel cuore d'Europa" (Passaggio al Bosco, 2017) tramite una analisi profonda aiuta a comprendere questo conflitto sconosciuto restituendo un'immagine reale dei suoi protagonisti e delle sue vittime, senza i filtri delle narrazioni preconfezionate da qualche redattore in malafede.

Per approfondire questo tema Sputnik Italia si è rivolto ad uno degli autori del libro, Presidente dell'Associazione Culturale "Lombardia Russia" Gianluca Savoini.

— Gianluca, per quale motivo si è resa necessaria questa pubblicazione?

Situazione all'aeroporto di Donetsk
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
— Per cercare di offrire informazioni e non "fake news" su una guerra dimenticata che si sta ancora combattendo nel cuore d'Europa. Uno scontro, quello tra il governo ucraino e le sue province orientali "ribelli", causato dalle vergognose ingerenze di alcune potenze occidentali e dei soliti banchieri globalisti che hanno illuso i dimostranti di Maidan, nell'inverno del 2014, promettendo loro il paradiso in terra, in cambio di uno strappo violento con la tradizionale vicinanza con la Russia. Si è visto come è finita. L'Ucraina è in bancarotta e la gente sta peggio di prima. Le proteste contro l'ex presidente Yanukovich potevano essere anche legittime, ma sono state strumentalizzate dall'UE e dagli USA di Obama per creare problemi tra Europa e Russia e inventarsi le sanzioni contro Mosca. Nel libro si ripercorrono le tappe che hanno portato a questo bel risultato.

— I media occidentali hanno letteralmente ignorato la guerra nel Donbass. A tuo avviso, quali sono ragioni di questo imbarazzante silenzio?

— Non è proprio così. I media occidentali hanno parlato per diversi mesi del conflitto in Donbass, naturalmente accusando Putin di mandare soldati armati di tutto punto e violare così i confini di uno stato sovrano come l'Ucraina e altre frottole simili. Il mainstream globalista detta la linea e i maggiordomi nei media obbediscono senza fiatare. Poi, è calata la cortina di silenzio sul Donbass. Anche se laggiù la gente continua a morire.

— Nel vostro libro avete dedicato uno spazio molto ampio alla storia dell'Ucraina. Secondo gli autori di questo volume, in quale momento storico è successa questa fatale rottura tra ovest e Est?

— E' un libro a più mani. Io mi sono occupato dell'aumento della tensione tra Russia e NATO dopo la fine dell'URSS, che ha portato alle finte rivoluzioni "colorate" antirusse sponsorizzate dagli americani, fino ad arrivare al "casus belli" ucraino. E scrivo che la rottura tra Russia e Occidente è cominciata quando arriva Putin che si sbarazza della devastante politica di Eltsin, che stava svendendo la Russia alle lobbies finanziarie internazionali.

Immediatamente la Russia è tornata ad essere un pericolo, come se si fosse tornati in un attimo all'Unione Sovietica. Con la NATO che si è regolata di conseguenza, accerchiando con mezzi militari, basi e truppe i confini tra Europa e Russia. Le sanzioni euro-americane contro Mosca nel 2014 sono state la conseguenza ultima di un processo quindicennale e stanno danneggiando soprattutto noi poveri europei, soprattutto economicamente oltre che geopoliticamente.

— In Italia si sa imperdonabilmente poco di cosa è successo e cosa sta succedendo davvero nel Donbass. Che ruolo hanno oggi, l'Occidente da una parte e la Russia dall'altra? Come vivono, in questo momento i popoli di quelle terre?

— Leggendo i reportage di due giornalisti che si sono recati in Donbass, Fabio Polese e Ivo Jacini, intervistati nel libro, si descrive la situazione di guerra esistente in quelle regioni. Si parla di trincee, di assalti e contro-assalti, di bombardamenti su case e abitazioni civili. L'Occidente si volta dall'altra parte, finge di non sapere. Quando le truppe serbe di Milosevic difesero la regione del Kosovo dall'islamizzazione forzata alla fine del secolo scorso, la NATO bombardò Belgrado, vennero inviati i Caschi Blu dell'ONU, si mossero le potenze occidentali contro la Serbia in tutti i modi. Per il Donbas nulla di nulla. Per l'Occidente globalista esistono guerre "giuste" a seconda degli interessi in ballo. Come vivono i popoli di quelle terre lo si legge bene nel libro: una tragedia.

— Quali previsioni potresti fare sul futuro delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk? 

— Non sono in grado di fare previsioni. Dico solo che è iniziato un altro gelido inverno nel Donbass, con gente sfollata dalle loro case, profughi fuggiti in Russia, dolore e famiglie straziate. I governanti europei stanno distruggendo le radici culturali dei loro popoli permettendo l'invasione di immigrati illegali africani e la maggioranza di loro non sono profughi che scappano da una guerra, ma migranti economici. Eppure questi governanti globalisti investono milioni di euro per accoglierli, sistemarli al caldo, sfamarli, alla faccia dei disoccupati italiani, francesi, tedeschi che aumentano sempre più. Si tratta di un progetto per cancellare l'Europa storica e sostituirla con un conglomerato caotico di individui sradicati che portranno essere controllati e manipolati. Sono convinto che soltanto la Russia e paesi europei orientali come l'Ungheria potranno evitare il crollo definitivo del Vecchio Continente. E per fortuna, dall'Austria alla Polonia, dall'Italia alla Germania, cominciano a crescere sempre più risposte forti da parte di partiti politici che fanno i sovranità e identità la loro bandiera e il loro progetto politico. Non siamo ancora tutti lobotomizzati e rassegnati alla nostra fine.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Crisi in Ucraina, crisi ucraina, Viktor Yanukovych, Barack Obama, USA, Europa, Russia, Ucraina, Repubblica Popolare di Lugansk, Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donetsk, Donbass
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