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    La bandiera russa

    Russiagate, pronti per l’offensiva russa in Italia?

    © Sputnik. Alexandr Kryazhev
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    Tatiana Santi
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    Secondo il New York Times e l’Atlantic Council, quindi due voci assolutamente imparziali e veritiere per i media italiani, Mosca vorrebbe destabilizzare tutto l’Occidente. In vista delle prossime elezioni, anche l’Italia sarebbe in pericolo. Russiagate, pronti per l’offensiva russa in Italia?

    Il New York Times ha lanciato l'allarme: dopo Brexit, la vittoria di Trump e dopo la crisi in Catalogna, nel mirino del soft power russo sarebbero finite le prossime elezioni italiane. Sui media americani e italiani si parla di un vero e proprio "Russiagate italiano" che, non si sa esattamente come, dovrebbe influenzare e far votare l'elettorato in un modo invece che in un altro.

    Insomma dopo l'inaspettata vittoria di Donald Trump, la schizofrenia contro i media russi continua, ma quali saranno i veri obiettivi del fatidico Russiagate e a quali conseguenze porteranno sullo scacchiere internazionale? Sputnik Italia ne ha parlato con Guido George Lombardi, imprenditore italo-americano, già consulente della campagna sui social di Donald Trump e con Alessandro Bertoldi, consulente politico e analista, già dirigente del centrodestra (FI).

    George Lombardi e Alessandro Bertoldi
    © Foto: fornita da Alessandro Bertoldi
    George Lombardi e Alessandro Bertoldi

    — Bertoldi, che ne pensa del Russiagate?

    Bertoldi: Si tratta di un fenomeno esagerato e strumentalizzato per giustificare un risultato elettorale che una parte politica americana non ha voluto accettare. Siccome i democratici non si sono capacitati di come abbiano fatto a perdere, cercano di giustificare il tutto con la teoria delle interferenze. Abbiamo visto che non ci sono elementi seri e concreti.

    In Italia credo che sia scandaloso come si cerchi di delegittimare alcune forze politiche e di strumentalizzare delle piccolezze rispetto ad un sistema molto più forte. Qualsiasi relazione è strumentalizzabile. Per esempio dalla California mi hanno intervistato chiedendomi conto della mia amicizia con Guido Lombardi e dall'altro lato dei rapporti con la Russia. Si tratta sempre di tentativi più o meno ridicoli di strumentalizzare dei rapporti personali. Non credo che la Russia abbia lanciato delle "fake news" per aiutare Trump. Non risulta di finanziamenti, non c'è neanche in Italia fondamento su questa storia.

    — Lombardi, che ne pensa delle presunte interferenze russe nelle elezioni americane?

    Lombardi: In un tweet io dicevo che la vicenda della Russia è cominciata all'inizio della campagna elettorale, quando era assolutamente impensabile che Trump vincesse. Tutti, soprattutto in Europa, dicevano fino all'ultimo giorno che avrebbe vinto la Clinton. Putin, dopo anni di affari con una società americana produttrice di uranio e dopo anni di relazioni commerciali con la Clinton, convinto della sua vittoria, è impensabile che vada ad appoggiare uno sconosciuto come Trump. Non c'è alcun nesso logico che Putin aiutasse Trump, quando aveva dei rapporti eccezionali con la Clinton, la cui vittoria era data per certa. La narrativa dei media americani, a cui hanno fatto eco anche i giornali europei, è assurda. Una narrativa senza alcuna logica razionale.

    George Lombardi e Donald Trump
    © Foto: fornita da George Lombardi
    George Lombardi e Donald Trump

    — Il New York Times ha già lanciato l'allarme per le prossime elezioni in Italia, avvisando gli italiani della prossima "offensiva" russa. Sono in arrivo insomma altre accuse infondate nei confronti dei media russi, qual è il vostro punto di vista?

    Lombardi: Certo, il New York Times, come la CNN, sono strapagate dall'estrema sinistra internazionale. Ci troviamo con le bocche parlanti di Obama, di Clinton, del Partito Democratico americano, del Partito Democratico italiano che di democratico non ha nulla e di altri elementi come Soros. Questi personaggi hanno interesse finanziario a far sì che l'Italia fallisca, loro manipolano certi media di estrema sinistra per far sì che il popolo anziché votare secondo la loro coscienza voti i vecchi comunisti. Stiamo parlando di propaganda comunista.

    Bertoldi: Vorrei aggiungere un elemento su Soros. Pochi hanno fatto presente come costui abbia finanziato anche l'indipendenza della Catalogna per destabilizzare un altro membro dell'Unione europea e il sistema politica spagnolo. È come un attacco preventivo. Ora il New York Times avvisa che ci sarà l'influenza russa sulle elezioni italiane, quando in realtà l'unica influenza veramente pesante che ci subiremo da parte dei media sarà quella degli amici di Soros.

    Lombardi: Basta vedere come il New York Times difende Renzi!

    — Bertoldi, fra l'altro i giornalisti non spiegano come esattamente la Russia influenzi l'elettorato, no?

    Bertoldi: Non vedo come la Russia possa influenzare le elezioni in Italia. Quest'operazione di delegittimazione viene fatta in uno dei Paesi che ha la più lunga e storica amicizia con la Russia, soprattutto post-sovietica, forse nell'unico Paese europeo dove non esiste un vero partito anti russo. È un monito per tutti i partiti moderati come il PD e Forza Italia per dire di stare dalla parte "giusta" e una minaccia per i partiti come la Lega Nord e i 5 Stelle, che non hanno mai nascosto una simpatia per la Russia. L'Italia è strategica e simbolica in questa partita.

    — Non solo elezioni americane, ma anche Catalogna, Brexit… la colpa è sempre dei media russi. Si è veramente arrivati alla follia…

    Lombardi: Questa è una campagna propagandistica proveniente soprattutto da Soros e dai suoi amici di estrema sinistra, che sono disperati e non vogliono vedere la Russia andare verso la democrazia e soprattutto unirsi agli Stati Uniti. Cercano di avvelenare i rapporti fra la Russia e tutti gli altri Stati in modo che la Russia venga isolata.

    George Lombardi
    © Foto: fornita da George Lombardi
    George Lombardi

    — Alla fine quali sono i risultati di questa schizofrenia contro l'informazione russa a livello planetario? Che cosa si rischia, un ulteriore peggioramento dei rapporti politici e commerciali?

    Bertoldi: Credo si rischi una polarizzazione, questa situazione costringerà tutti a schierarsi. È una nuova guerra fredda che quasi nessuno di noi ha voluto, ma che qualcuno fomenta per costringerci a schierarci. La conseguenza è imprevedibile: gli elettori americani non hanno creduto a queste baggianate, per fortuna, e hanno votato Trump. Credo che nemmeno gli italiani ci crederanno, perché hanno una lunga storia di amicizia con il popolo russo. Altri Paesi come la Polonia è probabile che cadano in una ancora maggiore russofobia. Tutto ciò porta danni all'economia, alle relazioni umane e alle relazioni diplomatiche nel mondo. È un danno che spero possa cessare al più presto, le nostre aziende hanno già pagato caro per questo, molte sono fallite per le sanzioni antirusse.

    Lombardi: Sono d'accordo con Bertoldi, ma sono un po' più ottimista. Abbiamo visto i primi cambiamenti in Europa con Brexit, a cui è seguito il voto conservativo in Giappone, dopo c'è stata la svolta in America. Questo movimento popolarista, non populista, è partito dall'Inghilterra arrivando fino a Trump negli Stati Uniti. Spero che questo prosegua anche nelle elezioni italiane. È una nuova ventata di fervore verso una vera democrazia. Speriamo anche l'Italia faccia il passo giusto. In America, nonostante escano soltanto articoli basati su informazioni non controllabili, vediamo che nel Partito Democratico i pezzi grossi hanno abbandonato i Clinton, i quali vengono accusati di aver manomesso le elezioni. A breve probabilmente usciranno altri elementi che li metteranno in una situazione per presentarsi in Tribunale. Certe persone non possono più essere difese.

    — Lombardi, secondo lei il Russiagate non impedirà una vera cooperazione e un dialogo normale fra Putin e Trump?

    Lombardi: Il dialogo c'è già! Si sono già incontrati diverse volte, stanno dialogando sulla vicenda della Corea del Nord. Il Russiagate è solo nell'immaginazione di persone con la mente malata. Per quanto riguarda le persone ai vertici il Russiagate non esiste, loro sanno che una storia di fantascienza.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    russiagate, Intervista, relazioni Italia-Russia, Italia, USA, Russia
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