17:49 17 Luglio 2018
Il Duomo di Milano

"Italia-Russia" non si arrende, alla ricerca di una nuova sede

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Tatiana Santi
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È tuttora incerto il futuro di "Italia-Russia", associazione culturale che rappresenta dal 1946 un angolo di Russia a Milano. La chiusura dell'associazione sarebbe una perdita inestimabile per gli amanti della cultura russa, ma anche per la città stessa. "Italia-Russia" non si arrende ed è alla ricerca di una nuova sede.

Sputnik Italia si è già occupato in precedenza della vicenda riguardante l'associazione culturale Italia-Russia, situata a Milano in via Cadore, punto di riferimento già da 70 anni per chi ama e vuole conoscere la cultura russa. La decadenza della concessione degli spazi da parte del Comune ha fatto scattare il passaggio successivo: l'associazione deve lasciare l'immobile.

Annalisa Seoni
© Foto : fornita da Annalisa Seoni
Annalisa Seoni

"Italia-Russia" è alle prese con la ricerca di una nuova sede con un canone sostenibile per un'associazione culturale, ma ogni tipo di trattativa con il Comune di Milano è praticamente impossibile, le numerose mail dell'associazione vengono ignorate. Nonostante le attuali difficoltà e un futuro incerto, l'associazione porta avanti la propria missione organizzando diverse attività e incontri per il pubblico. Nonostante tutto, il lavoro di "Italia-Russia" continua. Sputnik Italia ha raggiunto per un aggiornamento Annalisa Seoni, segretario responsabile dell'Associazione.

— Annalisa, qual è la situazione attuale in cui versa l'Associazione Italia-Russia?

— Noi stiamo condividendo lo spazio con la scuola, perché fra noi c'è un accordo fino a giugno 2018. Il Comune di Milano a settembre ci aveva proposto uno spazio, che abbiamo visitato e abbiamo espresso la nostra disponibilità a trasferirci e di conseguenza abbiamo chiesto i costi e le condizioni. Più volte abbiamo espresso la nostra disponibilità, purtroppo però non ci è stata data una risposta. Tutto tace nonostante le numerose mail che sono state inviate. Ci troviamo in una situazione di un'estrema incertezza, senza contare che quest'insicurezza si riflette anche sul nostro pubblico e sui potenziali interessati ai nostri corsi. Abbiamo avuto un calo nel numero di iscrizioni, perché le persone, non essendo certe del destino dell'Associazione, preferiscono non iscriversi.

— Quali sono le maggiori difficoltà pratiche per voi adesso?

— L'accordo con la scuola comunque ha imposto una riduzione dell'orario di apertura al pubblico, quindi se gli ospiti prima potevano accedere dalle 9 fino alle 21, adesso possono accedere solo dopo le 15. Alcune iniziative che facevamo al mattino, ormai non possiamo più farle. Inoltre abbiamo dovuto modificare lo spazio dal punto di vista strutturale: abbiamo dovuto togliere gli arredi dell'Associazione, lo spazio è diventato meno ospitale, abbiamo spostato tutti gli uffici in un'unica stanza. È difficile lavorare al mattino inoltre in un contesto dove ci sono cento ragazzini di 12 anni che schiamazzano.

— L'accordo con la scuola di cui lei parla è in vigore fino all'estate prossima. Che cosa accadrà dopo?

— Non lo sa nessuno, noi stiamo continuando a sollecitare il Comune sia attraverso la Regione, in tutti i modi stiamo cercando uno spazio. È evidente che un'Associazione culturale non può permettersi un affitto di natura commerciale, perché non ce la farebbe economicamente. È necessario che venga dato uno spazio istituzionale con un canone di affitto adeguato e sostenibile per un'Associazione culturale.

— Quali saranno i vostri prossimi passi?

— Abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi proprio per affrontare questo problema. Vorremmo riuscire anche a sensibilizzare le autorità russe sul territorio russo. Una cosa che ci sentiamo dire spesso è che dal momento in cui l'Associazione promuove la cultura russa in Italia, ad occuparsi dell'Associazione dovrebbe essere la Russia. È vero che sia il Consolato sia l'Ambasciata sono molto vicini all'Associazione, loro sono intervenuti istituzionalmente presso il Comune portando alla loro attenzione il problema. Da parte del Comune non c'è una risposta.

Vorremmo che ci fosse un segnale anche dal governo russo. Noi siamo un'importante parte della cultura russa a Milano da 70 anni. È la casa dei russi e degli italiani che amano la cultura russa. Va salvaguardata sia dalle istituzioni italiane sia dalle istituzioni russe.

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione.

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Intervista, relazioni Italia-Russia, Milano, Russia, Italia
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