20:39 16 Ottobre 2018
Matvej e la mamma Karina

Donbass: un appello per salvare Matvej

© Foto : Ennio Bordato
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Eliseo Bertolasi
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Il ponte di solidarietà che lega l’Italia e il Donbass non si è mai interrotto. L’Associazione “Aiutateci a salvare i Bambini” continua ad avere un ruolo di primo piano in questa encomiabile azione di supporto e di solidarietà.

La guerra nel Donbass iniziata nel 2014 e mai terminata, oltre ad aver portato morte e distruzione alla martoriata popolazione del Donbass, continua a provocare una drammatica mancanza di risorse, soprattutto per il sistema sanitario. Questa carenza nega alla popolazione, ai più deboli e ai bambini ammalati, in particolare, la possibilità di accedere a cure adeguate soprattutto in presenza di malattie gravi o complicate. Il caso del piccolo Matvej ne è un esempio.

Ennio Bordato, presidente dell'Associazione Aiutateci a salvare i bambini
© Foto : Ennio Bordato
Ennio Bordato, presidente dell'Associazione "Aiutateci a salvare i bambini"
Ecco le parole di Ennio Bordato presidente dell'Associazione "Aiutateci a salvare i bambini" che ha rilasciato intervista a Sputnik Italia:

"Per "Aiutateci a Salvare i Bambini" ogni caso è importante, ma alcuni casi sono "straordinariamente" impegnativi per la portata dell'impegno finanziario richiesto e per la gravità della malattia del bambino. Matvej vive con la famiglia ad Enakievo (Repubblica Popolare di Donetsk) e da poco ha compiuto i due anni. All'età di un anno gli è stata diagnosticata una sordità neurosensoriale bilaterale di 4° grado. L'unica possibilità affinché non rimanga sordomuto a vita è un'operazione che inserisca una protesi cocleare".

— Come sei venuto a conoscenza di questo caso?

— Il caso di Matvej, come moltissimi altri, ci è arrivato poche settimane fa dalle zone di guerra via mail dalla sua mamma Karina e confermato dai nostri volontari che sul posto fanno da tramite per distribuire gli aiuti, segnalarci i casi più bisognosi e drammatici. La mamma ci ha scritto: "Qui molti parlano di Voi e per questo ho mandato questa lettera, per chiedere il Vostro aiuto". Abbiamo subito preso in carico il caso.

— Ma com'è la situazione sul posto?

— La guerra continua con la routine della guerra di posizione, senza cambiamenti significativi. Bombardamenti di routine, vittime di routine di una guerra che "non c'è" sui nostri mass-media, ma che continua a divorare vite umane e risorse. Se confrontiamo la situazione con quella di uno o due anni fa è difficile trovare cambiamenti nella situazione: i bombardamenti continuano e continua il conteggio delle vittime e della distruzione che provocano, c'e una generale mancanza di comprensione di quando e come cambierà la situazione.

Ma alla nostra Associazione più che il destino degli eserciti sul campo interessano i bambini e le loro famiglie.

L'ONU calcola che sono oltre 600mila le persone che nel Donbass dall'inizio della guerra sono prive di tutto: lavoro, reddito, pensioni, sanità….

Il Donbass vive dal 2014 esclusivamente di solidarietà, principalmente dalla Russia: oltre 70 i convogli umanitari per migliaia di tonnellate di cibo, medicine e materiale vario.

L'Ucraina insiste che vuole ritornare in possesso del  Donbass ma da parte sua non c'è più alcun interesse nell'aiutare i "suoi" abitanti. L'UE continua a stanziare denaro all'Ucraina anche per l'attuazione di progetti umanitari, ma questo denaro si dissolve in una voragine senza fondo. Ai bambini bisognosi del Donbass non arriva nulla.

Al contrario, "Aiutateci a Salvare i Bambini" dai primi giorni di questa guerra "che non c'è" si è subito mossa per portare aiuto.

— Come operate sul posto?

— Come acquisito dalla nostra esperienza abbiamo diviso gli interventi in due tipologie: le urgenze di singoli casi e i progetti collettivi.

Nel primo caso sono una ventina sinora i casi di bambini gravemente feriti e mutilati che sono stati aiutati a curarsi in loco, in Russia, o in Europa. Tra gli interventi singoli anche una mamma, diventata il simbolo del Donbass che soffre: Anna Tuv di Gorlovka. Sotto le bombe ucraine ha perso il marito, la figlioletta oltre a un braccio dilaniato dall'esplosione. Grazie ad "Aiutateci a Salvare i Bambini" è riuscita ad ottenere una protesi di ultima generazione al braccio, con la quale ha potuto riprendere una vita praticamente normale assieme ai suoi due bambini di tenera età sopravissuti alla tragedia.

Inoltre aiutiamo quasi un centinaio di famiglie al limite della sopravvivenza, mandiamo cifre minime, ma per loro vitali.

Nel secondo caso operiamo in scuole, centri per l'infanzia, ospedali, orfanotrofi..  bambini che vivono in prossimità del fronte.

Nel villaggio di Glubokoe (Gorlovka), una quarantina di bambini — i meno abbienti — da noi "adottati" possono mangiare, andare a scuola e sperare nel futuro, sapendo che non sono rimasti soli. Nell'estate del 2016 e del 2017 siamo riusciti persino a mandarli al mare per una decina di giorni lontano dalle bombe e dalle cantine dove, per la maggior parte dell'anno, devono vivere, studiare e dormire. E fra qualche settimana per tutti i bambini del villaggio, oltre 200, arriverà "Nonno Gelo" (il Babbo Natale della tradizione russa) con un regalo per ognuno. Questo grazie ai nostri donatori che ci permettono di portare loro qualche ora serenità.

— Ennio ci hai ricordato il caso di Anna Tuv. Il tuo aiuto ha avuto un ruolo fondamentale..

— Il ruolo fondamentale lo ha avuto la "bella Italia" che, attraverso i donatori che ci hanno aiutato hanno reso il sogno di Anna Tuv realtà. La nostra Associazione è solo il tramite delle moltissime persone che in Italia conoscono molto bene la realtà della guerra nel Donbass e che con le donazioni alla nostra Associazione, contrastano le menzogne e le falsità della comunicazione "ufficiale", su questa guerra, dei media occidentali che ubbidiscono a "chi comanda" oltreoceano…

Sputnik Italia ha sempre avuto un ruolo importante per la nostra Associazione. Ci ha sempre sostenuto dandoci visibilità e raccontando ciò che facciamo, vogliamo operare come ponte di solidarietà concreta fra l'Italia, la Russia e le popolazioni russe e russofone che vivono nei confini della ex-Unione Sovietica.

— Qual è l'appello che ora lanci ai lettori di Sputnik Italia?

Matvej
© Foto : Ennio Bordato
Matvej

— Matvej deve essere operato entro pochi mesi, pena, rimanere sordomuto a vita. Una condanna terribile.

Abbiamo iniziato a ricevere le donazioni, ma mancano ancora 12mila euro per raggiungere 21mila euro, la cifra necessaria per operare il bambino a Mosca.

"Aiutateci a Salvare i Bambini" vuole far "sentire" il futuro a Matvej: la voce della sua mamma, le voci del suo futuro.. La strada è ancora lunga ma l'Italia, ne sono convinto, non rimarrà a guardare nemmeno questa volta.

Aiutateci a salvare Matvej dalla sordità eterna.

#SalviamoMatvej http://www.aasib.org/bambini/emergenze-bambini/365-matvej-t.html

Donazioni sul nostro sito: www.aasib.org

Bonifico bancario: IBAN IT 44 S 02008 20800 000101660007 SWIFT CODE UNCRITM10FV

Causale: Matvej o Matteo

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Bambini, donazione, ONLUS, Ennio Bordato, Donbass, Ucraina
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