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    Italia-Russia, ricucire i rapporti al di là delle sanzioni

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    Tatiana Santi
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    Nonostante le salatissime sanzioni, i rapporti economici fra Italia e Russia rimangono fondamentali. Prende sempre più piede il modello “made with Italy”, ovvero sia la realizzazione di prodotti italiani direttamente in Russia. Italia-Russia, ricucire i rapporti al di là delle sanzioni.

    Si è conclusa recentemente la XV sessione del Consiglio italo-russo di cooperazione economica, industriale e finanziaria, durante la quale il ministro degli Esteri Alfano ha sottolineato il rapporto speciale fra i due Paesi, che affonda le sue radici nella storia. Inoltre il ministro ha evidenziato l'inversione di una tendenza negativa iniziata nel 2014: nel 2017 infatti è stato registrato un aumento del 23% dell'export italiano.

    La parola d'ordine e la tendenza che emerge in questo periodo di sanzioni è "made with Italy" e non più "Made in Italy". Il nuovo progetto di un maxi-distretto dedicato alla realizzazione di formaggi nella regione di Mosca con l'aiuto di casari italiani ne è un'evidente dimostrazione. Nonostante le sanzioni volute dall'Unione europea, la Russia resta un mercato importante per l'export italiano.

    A Brescia si è recentemente tenuto un convegno dedicato alle opportunità per le aziende locali rappresentate dalla Federazione russa. Fra i relatori dell'evento era presente anche l'onorevole Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia, membro della delegazione rapporti UE-Russia al Parlamento Europeo, che ha rilasciato a Sputnik Italia un'intervista in merito.

    — A Brescia è stato organizzato un evento dedicato ai rapporti fra le imprese locali e la Russia. Onorevole Maullu, ce ne può parlare?

    — Si tratta di un evento straordinariamente interessante perché ha permesso alle imprese bresciane, fra le più importanti in Italia dalla metallurgia al manifatturiero, di vedere le potenzialità che la Federazione russa mette a disposizione delle imprese italiane.

    — Le perdite subite dagli imprenditori italiani per le sanzioni sono pesanti, parliamo di miliardi di euro. Perché secondo lei il governo non ascolta i propri imprenditori?

    — Credo che il governo abbia delle colpe rilevanti nell'aver reiterato le sanzioni alla Russia e nel non aver marcato una posizione diversa rispetto ai Paesi del Nord Europa e alla Germania, che hanno deciso di continuare su questa linea. È una strada profondamente sbagliata per i rapporti storici che intercorrono fra la Federazione russa e l'Italia. È un errore generale per l'assetto geopolitico che la Russia ha da protagonista sia in Europa sia in Medioriente.

    — Sappiamo che i prodotti italiani vengono sostituti da altri prodotti. Non crede che il problema maggiore sia la perdita di un'intera fetta di mercato? Come riallacciare i rapporti commerciali con la Russia?

    — Esatto, è questo il vero problema. Credo che una delle opportunità per le aziende italiane siano le zone economiche speciali. Facendo un salto di qualità rispetto al semplice export, essendo partner del mercato russo una possibilità sarebbe investire direttamente in Russia.

    — Nella regione di Mosca verrà avviato un distretto dei formaggi, è la Russia a finanziare il progetto, dove sono stati chiamati a partecipare dei casari italiani. È questo il futuro: produrre italiano in Russia?

    — Credo ci siano diverse tipologie di prodotto. C'è un tipo di prodotto che può essere realizzato in Russia, altri prodotti particolari invece dipendono dalle condizioni climatiche uniche in Italia che non possono essere presenti in Russia. Pensi anche a prodotti di altissima qualità che hanno una nicchia di mercato importante a livello mondiale, prodotti molto apprezzati dai russi, mi riferisco all'abbigliamento e al calzaturiero, frutto di un'esperienza centenaria. È importante fare una differenziazione legata alle tipologie produttive.

    — Parliamo comunque di una possibile via d'uscita dalla crisi legata alle sanzioni, no?

    — È sicuramente un'opportunità, lo dico credendo molto nelle relazioni fra l'Italia e la Russia. Ritengo si debba superare questa condizione di crisi che non serve sicuramente all'Italia e non serve all'Europa. Con la Russia abbiamo radici comuni, abbiamo un rapporto secolare dalla cultura al commercio che deve essere consolidato e ristabilito. 

    — In seno all'Unione europea lei si batte da anni contro le sanzioni. Fra i corridoi del Parlamento europeo quale aria si respira: si avvicina il giorno in cui verranno tolte le sanzioni?

    — Io mi auguro che ci sia la possibilità di dare la giusta dignità ai rapporti fra l'Unione europea e la Russia, a cominciare dal levare la crisi ucraina come elemento distorsivo di questi rapporti. Penso a quello che è successo in Crimea, un referendum popolare che ha chiesto di tornare con la madrepatria Russia, questo non deve influire sui rapporti che noi sviluppiamo con la Federazione russa.

    Nei corridoi penso che vada rimarcato lo straordinario ruolo che la Federazione russa ha giocato in Medioriente nella lotta al terrorismo. La lotta al terrorismo è una battaglia comune fra la Federazione russa e il mondo occidentale. Di questo dobbiamo essere grati e su questo dobbiamo ricominciare a costruire i rapporti.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Economia, relazioni Italia-Russia, Sanzioni contro la Russia, Italia, Russia
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