01:45 06 Dicembre 2019
Stalin, Lenin e Kalinin

Stalin, l'ombra diventata leader

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Su Stalin (Iosif Vissarionovich Dzhugashvili) è stato scritto molto. In verità è noto meglio il periodo in cui era già al potere, ma perché proprio Stalin si sia ritrovato alla guida non è ancora chiaro.

Ci sono versioni a sufficienza, c'è anche un particolare punto di vista, di cui cito l'autore: "una casualità storica circondata dalle casualità". E' dubbioso, anche se lasciamo da parte i paralleli tra lo stalinismo e il termidoro: la storia si ripete, ma ogni volta viene scritta in modo diverso.

La vita del rivoluzionario di professione Stalin è iniziata non più tardi di quella della maggior parte dei sostenitori di Lenin, anche se come Lenin già nella sua giovinezza era giunto alla ferma convinzione che il successo nella lotta rivoluzionaria sia possibile solo attraverso la violenza. La differenza è comunque significativa. Lenin trovò rapidamente la logica per la dittatura da Marx. Quanto a Stalin ha creduto nella violenza come un rimedio nei primi anni della sua giovinezza dal "catechismo rivoluzionario" del terrorista Sergey Nechaev. Naturalmente aveva studiato Marx, ma ha iniziato a prendere dimestichezza col marxismo già al Cremlino.

Lenin e Stalin
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Lenin e Stalin

Per molto tempo Stalin era rimasto indietro sul piano teorico, in compenso era avanti sul lavoro pratico. A Batumi nel 1901 Koba (primo nome di battaglia del rivoluzionario Dzhugashvili — ndr) fu l'organizzatore della prima grande manifestazione operaia da cui, come scritto nel giornale socialdemocratico russo Iskra, "è iniziato il movimento rivoluzionario nel Caucaso". Durante questo periodo e in seguito Koba aveva provato tutte le vicissitudini della vita di un rivoluzionario di professione: gli arresti, l'esilio, la fuga e il carcere. Nella prima prigione, dove la maggior parte dei detenuti era costituita da delinquenti, il giovane combattente clandestino non solo si era adattato a stare con i ladri, ma li aveva subordinati. E' emblematico di una straordinaria forza di carattere.

Lenin invitava il "praticante provinciale" in tutte le riunioni di partito, prima in Finlandia, poi a Stoccolma e Londra. Si registra un viaggio segreto di Koba a Berlino per un incontro privato con Lenin i cui dettagli sono rimasti oscuri. Due volte Dzhugashvili si era recato dal leader Lenin a Cracovia. Nei congressi Koba rimaneva in silenzio, suscitando confusione, dato che discuteva di tutto con tutti.

Semplicemente aveva un altro lavoro. La direzione del partito affrontava compiti che non venivano discussi nei congressi. Più di una volta per realizzare piani speciali in segreto dal suo partito Lenin creava piccoli gruppi temporanei composti dalle persone più affidabili. Tra le altre cose si occupavano anche degli espropri, cioè delle rapine per raccogliere fondi per il lavoro rivoluzionario e la vita itinerante dell'èlite del partito. Le espropriazioni furono condannate non solo dai menscevichi, ma anche da molti rappresentanti bolscevichi, pertanto la questione era delicata. Tra i partecipanti diretti agli incontri Krasin aveva creato un laboratorio per la produzione di bombe con Koba e il suo amico personale Kamo. Qui è la chiave per comprendere l'incomprensibile vicinanza esistente tra un rivoluzionario di provincia, in quel momento ignoto per la maggioranza del partito, e il leader. Koba è stato a lungo l'uomo a cui Lenin affidava incarichi speciali.

Subito dopo il ritorno di Lenin dal periodo estero, Stalin si tiene alle spalle del leader, diventando la sua ombra. Considerando che dopo il suo ritorno in patria Lenin, diffondendo le sue "Tesi d'aprile", si è rivelato essere in minoranza, il sostegno di Stalin è stato apprezzato dal leader per dignità. Quando è stata eletta la nuova leadership del partito, Stalin si è unito insieme a Lenin, Zinoviev e Kamenev. Così, già nel maggio 1917 Stalin era tra i quattro leader del partito.

Anche nelle sedute dei soviet dopo febbraio il caucasico sembrava essere il più tranquillo dei bolscevichi. Apparentemente fare polemiche con lui era vietato. Non doveva essere arrestato, il suo ruolo d'ombra era troppo importante. Questo è ciò che accade. Dopo gli avvenimenti del luglio del 1917, quando Lenin cerca senza successo di mettere alla prova le autorità, molti bolscevichi saranno arrestati, ma non Stalin. Mandare il georgiano in prigione perchè dormiva nei soviet per il governo provvisorio sembrava ridicolo. Successivamente sarebbe arrivato il suo tempo.

I negoziati più importanti per Lenin con Chkheidze e Tsereteli sono stati quelli per fermare la campagna contro il leader bolscevico accusato di essere una pedina tedesca. La campagna difensiva è andata bene: i georgiani-menscevici ed i leader del soviet di Petrogrado hanno compreso perfettamente le ragioni del bolscevico georgiano.

Assicura l'intero lavoro segreto di Lenin quando viene dato l'ordine di arrestare il leader bolscevico: la ben nota capanna presso Razliv è opera di Stalin. Da qui Lenin invia due relazioni al successivo congresso del partito, che legge Dzhugashvili. In seguito lo stesso Stalin trasferisce Lenin in Finlandia.

Dovrebbe allora essere sorprendente che, quando venne creato il Politburo per gestire la rivolta, Lenin include il fedele georgiano? Durante gli eventi più turbolenti nel quartier generale della rivoluzione, Stalin non c'è. Ha trascorso il periodo più pericoloso nella redazione del quotidiano Pravda. "L'uomo che ha saltato la rivoluzione", così tante persone si esprimevano causticamente su di lui, non rendendosi conto che non si era tirato fuori dai giochi. In caso di fallimento, Stalin aveva determinato percorsi segreti attraverso cui portare Lenin all'estero. Quindi non è un caso che l'ombra di Lenin entra dopo la vittoria nella composizione del primo governo sovietico. Secondo Lenin, Stalin lo meritava.

Durante la guerra civile, Stalin non ricopre ancora il ruolo più importante, ma risolve problemi importanti. Nel 1918 si reca a sud, a Tsaritsyn per il pane e per la prima volta usando la violenza di massa (dittatura alimentare) soddisfa con successo il compito assegnatogli: il pane arriva a Mosca. E non solo. Stalin contatta e corrompe a Baku gli industriali petroliferi. Dopo il pane arriva il petrolio a Mosca.

Nel 1919 all'elezione del politburo, con la prospettiva di un periodo di pace, Stalin entra nuovamente nell'organo supremo del potere del partito. Così il peso del caucasico anche durante il lavoro attivo di Lenin cresce costantemente.

Parallelamente al politburo appare nel partito il comitato organizzativo, dove entra nuovamente Stalin. Si ricorda raramente questa mansione staliniana. Nel frattempo la decisione del segretariato del partito non contestata dai membri del comitato organizzativo, diventa la decisione del comitato organizzativo e la decisione della segreteria, non contestata dal politburo, diventa automaticamente la decisione del politburo. L'unico che è entrato in tutte e tre le strutture di potere è Stalin. Portava nel dibattito e promuoveva le decisioni di cui aveva bisogno. Inoltre dirige due ministeri: il commissariato del popolo per gli affari delle nazionalità e il commissariato per l'ispezione dei lavoratori e dei contadini, qualcosa di simile all'inquisizione partigiana. Infine, alla vigilia dell'aggravamento della malattia di Lenin nell'aprile 1922, Stalin ha ottenuto un nuovo incarico: segretario generale.

Iosif Stalin
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Iosif Stalin

Le persone che sostengono che questo incarico fosse inizialmente inutile si sbagliano. Il segretario generale già in quel momento si occupava tra le altre cose del lavoro sul personale: questa è la leva più importante nella lotta per il potere. Si può ricordare la famosa "lettera al congresso" di Lenin: "Il compagno Stalin, diventato segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un potere immenso".

Dzhugashvili naturalmente è stato un grande maestro di intrighi, ma Lenin lo ha spinto nel gioco, anche se in seguito se ne è rammaricato. Nella storia politica della Russia del XX secolo molto era illegale, ma quasi tutto legittimo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Rivoluzione d'ottobre, Storia, Vladimir Lenin, Iosif Stalin, URSS
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