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    Il premier italiano Paolo Gentiloni

    Italia strozzata da euro, Ue e NATO

    © REUTERS/ Remo Casilli
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    Tatiana Santi
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    Dalla politica estera all’agricoltura, dalla difesa all’economia, gli interessi nazionali italiani non coincidono sempre e comunque con quelli dei partner europei e americani. L’Italia spesso è costretta ad agire a scapito dei propri interessi, strozzata da euro, Unione europea e NATO.

    "Al di là del pregiudizio-saggio sul perché l'Italia per rinascere debba tassativamente: uscire dall'Unione Europea, uscire dall'Euro, uscire dalla NATO; allearsi alla Russia di Putin" è un libro che prende in analisi le ragioni per cui l'Italia si ritrova impossibilitata a perseguire una propria politica internazionale.

    In un'Unione europea a trazione franco tedesca ovviamente gli interessi dei Paesi membri non possono coincidere e vi sono Stati che ne pagano il conto. Grazie alle sanzioni antirusse, l'economia italiana subisce degli ingenti danni, ma a soffrire sono anche i rapporti bilaterali con Mosca. Nell'ambito dell'Alleanza Atlantica l'Italia si ritrova a seguire le logiche militari degli Stati Uniti, che portano ad un inevitabile allontanamento dalla Russia.

    Che cosa dovrebbe fare l'Italia per riprendere in mano la propria politica estera: uscire dall'euro e dalla NATO? Ovviamente i pareri si dividono ed un dibattito in merito è quanto mai necessario. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista il saggista Lorenzo Valloreja, autore del libro "Al di là del pregiudizio" che verrà presentato il 12 dicembre presso la Sala Stampa del Senato.

    — Lorenzo Valloreja, perché secondo lei l'Italia dovrebbe uscire dall'Euro e dall'Unione europea?

    — Io ho 42 anni, vivo in Italia dalla nascita. Ho vissuto il sogno europeo come tutti i ragazzi degli anni '70 e'80, siamo cresciuti con il mito europeo. Ci hanno fatto credere che l'Europa fosse la salvezza da tutti i mali, invece poi abbiamo scoperto che, ahimè, dagli anni '90 in poi quest'Europa era tutto il contrario, la delusione è stata tale da far cresce nel nostro Paese un rimorso verso le istituzioni europee. Al di là di quello che dicono i mass media nazionali, se si parla con l'uomo della strada c'è questo chiaro sentore comune.

    Militare lettone con la bandiera della NATO
    © REUTERS/ Ints Kalnins
    Siccome mi occupo di storia, attraverso la ricostruzione della nascita dell'Ue, della moneta unica, dell'entrata nella NATO, ho visto i mali del nostro Paese. Nel libro faccio un esempio: l'Italia attualmente è un Paese "incaprettato", ha dei lacci che lo stringono alla gola, alle braccia e ai piedi. Questi lacci impediscono al nostro Paese di vivere, abbiamo ceduto negli anni la nostra sovranità in nome dell'Ue. L'Unione Europea è nata per fare il comodo della Francia e della Germania, l'Italia si inserisce in questa fase negli anni '50 entrando nell'ambito internazionale. A quell'epoca fu un'azione giusta, che però nel tempo ha portato grandi svantaggi. Anche nella politica agricola ci sono state fortissime limitazioni. La Francia e la Germania sistematicamente hanno fatto sempre i propri interessi, gli interessi italiani sono completamente diversi però, per non dire opposti.

    — Per quanto riguarda l'euro gli analisti si dividono in due fronti. Un'uscita dall'euro, come propone lei, comunque sia non sarebbe un iter semplice e comporterebbe dei rischi, non crede?

    — Il libro analizza l'uscita dall'Ue, dall'euro e dalla NATO. I rischi ci sono qualora l'Italia uscisse da sola e rimanesse isolata. La Banca d'Italia oggi, dopo la riforma degli anni '80-'90, si è distaccata dal governo. Noi non avremmo nessun problema se procedessimo ad una nazionalizzazione della Banca d'Italia e alla riacquisizione delle riserve auree, che oggi vengono gestite da banche private. Anche se vi fosse una svalutazione, se noi andiamo a ribattere moneta non avremo problemi. La svalutazione porterà all'aumento delle nostre esportazioni, il nostro Paese vive di esportazioni e l'euro ha leso questo sistema. Se uscissimo da soli ovviamente sarebbe la morte per l'Italia. Infatti nel quarto capitolo del mio libro dico chiaramente che bisogna cooperare con la Russia.

    Copertina del libro Al di là del pregiudizio di Lorenzo Valloreja
    © Foto: fornita da Lorenzo Valloreja
    Copertina del libro "Al di là del pregiudizio" di Lorenzo Valloreja

    — Perché ritiene necessario uscire dall'Alleanza Atlantica?

    — Facendo parte della NATO siamo stati costretti a fare guerra a Paesi alleati, come per esempio la Libia. Oggi vediamo il problema dell'Iran, che attualmente è uno dei primi partner commerciali dell'Italia. Se per caso l'amministrazione Trump dovesse muovere guerra all'Iran, noi ci giochiamo un partner.

    Oggi la Russia è una potenza che ha diritto di veto all'ONU, è un Paese pacifico, non ha mire espansionistiche. La Russia può essere un nostro partner ad alti livelli, auspico che l'Italia riesca ad avere rapporti ancora più stretti con Mosca e insieme potremmo riequilibrare la situazione geopolitica nel Mediterraneo.

    — Cioè?

    — I Paesi della NATO danno fastidio alla Russia, si spingono sempre di più verso Oriente. Oggi non esiste più la guerra fredda, ma si sta facendo di tutto per ritornarci, vediamo per esempio le massicce esercitazioni dei contingenti della NATO nei Paesi Baltici.

    Noi potremmo riequilibrare lo scenario geopolitico alleandoci con la Russia sia a livello economico sia a livello militare. Dovremmo avere dei rapporti più stretti, non soffocanti però come lo sono con l'Unione europea e la NATO. Non dobbiamo essere succubi della Russia, vogliamo dialogare con un Paese attraverso un interscambio favorendo reciprocamene le nostre economie.

    — Con le sanzioni occidentali e con l'allargamento della NATO in realtà si è cercato di allontanare la Russia dall'Europa a suo avviso?

    — Esattamente. La Russia è Europa. Noi però stiamo distruggendo la propria cultura in nome di un Occidente che sta perdendo ogni tipo di riferimento, stiamo andando alla deriva. Non sono contro l'Europa così com'era nelle idee originali per un rapporto più stretto fra i Paesi e i popoli. L'Europa di oggi però non può esistere.

    La Russia infatti dovrebbe far parte di quest'Europa, ma questo non accadrà, perché l'Ue non prevede la parità fra i Paesi. La Germania ha un peso, la Francia ha un altro peso e via dicendo. Se vi entrasse la Russia ci rimetterebbe la Germania e questo la Germania non lo permetterà mai. Quindi a mio avviso l'Italia dovrebbe uscire dall'Ue, dalla NATO e dalla moneta unica. Il nostro Paese dovrebbe per forza di cose aprirsi totalmente alla Russia, togliendo le sanzioni. Potremmo fare da apripista, tanti Paesi ci seguirebbero, non rimarremmo soli, però ci vuole coraggio.

    — Secondo lei è questa la ricetta perché l'Italia esca dalla crisi?

    Il parlamento italiano
    © AFP 2017/ Andreas Solaro

    — Di solito l'Unione europea, l'euro e la NATO sono temi trattati separatamente oggi, come se ogni problema fosse slegato uno dall'altro. A mio modo di vedere tutte e tre le cose sono legate, non si può fare uno senza fare l'altro passo. Sono i tre capisaldi che ci strozzano. Non possiamo muoverci, ci impediscono di seguire una propria politica. Abbiamo gravi problemi di bilancio e dobbiamo comprare gli F35? Oggi addirittura Trump dice che dobbiamo pagare di più per la NATO, se metto più soldi però dovrei essere io a decidere come difendermi.

    Io sono abruzzese e non dimenticherò mai il terremoto che c'è stato all'Aquila, la Russia è stato l'unico Paese che ha messo 9 milioni di euro per ricostruire degli edifici, mentre gli americani non ci hanno dato un centesimo, di questo la stampa italiana ne ha parlato poco. La mia proposta non è di fare la guerra, vorrei solamente che il mio Paese riprendesse in mano il proprio destino dialogando con Paesi forti che gli diano la possibilità di farlo come la Russia.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    crisi, politica, Economia, euro, UE, NATO, Italia
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