20:11 26 Giugno 2019
G8

Sentenza sul G8 di Genova, alcuni “danni morali” sono più uguali di altri

© AP Photo / Sergey Ponomarev
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Mario Sommossa
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Finalmente la Corte Europea dei diritti umani si è pronunciata sui fatti accaduti nel 2001 durante il G8 di Genova ed ha condannato l’Italia a pagare alle vittime di abusi e “torture” pesanti indennizzi per “danni morali”.

Non posso che compiacermi che si siano evidenziate "l'inefficacia e la scarsa accuratezza" dell'indagine a suo tempo fatta dai nostri magistrati sulle violenze gratuite perpetrate dalle nostre forze dell'ordine. Se qualche organismo pubblico (di qualunque genere) abusa del suo potere e calpesta i diritti civili e umani di un cittadino, è giusto che ciò sia stigmatizzato e punito. E' anche bene che sia lo Stato, nei fatti l'oggettivo "mandante" della violenza, a risponderne. Se poi vorrà rivalersene su chi di competenza, tanto meglio.

Mi sorge però anche qualche domanda.

Durante quei giorni i manifestanti sono stati attori di vandalismi e disordini che hanno obbligato le nostre polizie a fronteggiarli. Lo han dovuto fare per contenere i danni e consentire ai Capi di Stato lì presenti di poter svolgere con la massima tranquillità possibile l'incontro internazionale previsto. Negli scontri qualche poliziotto è rimasto contuso e, sicuramente, anche chi tra loro non ha subito danni fisici non è tornato in famiglia come se niente fosse successo e con la necessaria serenità psicologica.

Sono stati identificati e puniti coloro che hanno travalicato gli elementari diritti a manifestare assalendo chi, nel compiere il proprio dovere, doveva mantenere l'ordine?

Qualcuno si è preoccupato dei danni morali subiti dal povero carabiniere (di leva) ventenne, Mario Placanica, obbligato a difendersi dal quel Carlo Giuliani che stava per ucciderlo? Placanica sparò e il suo quasi coetaneo fu colpito a morte. Nessuno può dubitare che quell'avvenimento abbia costituito per il giovane carabiniere uno shock da cui mai saprà risollevarsi.

Tutti abbiamo visto l'immagine in cui il Giuliani stava lanciando contro di lui un pesante estintore che, se avesse raggiunto l'obiettivo, avrebbe visto un Giuliani vivo, ma un Placanica probabilmente morto.

Per chi parteggiare? Chi dei due aveva torto? Perché a un antisociale che assaliva un rappresentante dell'ordine pubblico è stata addirittura dedicata un'aula del Senato e il carabiniere e' stato invece moralmente linciato?

Doveva essere lui a morire?

Durante i disordini, per me sinceramente ingiustificabili, sono state distrutte auto, vetrine, luoghi pubblici. Qualcuno ha potuto identificare i criminali chiedendo loro di pagare i danni pubblici e privati? Le indagini hanno avuto come risultato che chi ha danneggiato sia stato obbligato a risarcire i danneggiati? Chi ha pagato le auto e le vetrate, magari costate anni di sacrifici? Se tra chi riceverà l'indennizzo c'e' qualcuno tra quelli che hanno distrutto, si tratterrà loro quanto dovuto per rimborsare chi ha subito i danni?

Tutti pensiamo che portare una divisa non autorizzi ad abusi e che chi ha un incarico pubblico debba essere d'esempio a tutti gli altri cittadini. Siamo d'accordo che chi subisce danni, pur se "morali" riceva un segnale, almeno economico, e che le ingiustizie siano punite. Sarebbe però ancora più confortante sapere che la giustizia non sia solo a senso unico, quello buonista, e che il diritto valga sempre. Per tutti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
multa, Corte Europea dei diritti umani, G8, Italia
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