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00:48 20 Ottobre 2019
Alexandra Kollontai

Alexandra Kollontai: rivoluzione e amore libero, femminismo e sesso come bicchier d'acqua

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Tra i rivoluzionari russi c'erano molte personalità brillanti, Alexandra Kollontai è stata il primo ministro donna nella storia, la seconda ambasciatrice donna, ideologa del femminismo internazionale e semplicemente una bella donna, per non parlare della fama dell'ideologa nella rivoluzione sessuale.

Tradizionalmente, anche se erroneamente, le viene attribuito di essere l'autrice della ben nota teoria del sesso come "bicchiere d'acqua".

La Kollontai di origine nobile, col cognome da nubile Domontovich. Il padre era un generale dell'esercito zarista e proprietario terriero, la madre proveniva da una famiglia di industriali. Aveva un'ottima istruzione: padroneggiava diverse lingue straniere, era competente in letteratura e sapeva disegnare bene. Sua sorella Mravina era a suo tempo una nota cantante lirica, mentre suo cugino di secondo grado era il poeta Igor Severyanin.

Nella sua giovinezza brillava nell'alta società, dove faceva perdere la testa a molti uomini. Alcuni si sono sparati per lei. Si era rifiutata di sposare l'assistente dello zar, preferendogli un semplice ufficiale, l'ingegnere militare Vladimir Kollontai. Tuttavia lo aveva lasciato 5 anni dopo con un figlio piccolo per la rivoluzione… ed altri uomini. Ne ha avuto molti nella sua vita. Tra questi Alexander Shlyapnikov, commissario del lavoro, e Pavel Dybenko, commissario del popolo per gli affari navali. Se si considera che dopo la rivoluzione la stessa Kollontai ha ottenuto l'incarico di commissario del popolo per l'assistenza sociale, si potrebbe pensare che tra i bolscevichi membri del politburo costantemente svolazzava Eros.

Raccontano che quando la Kollontai e Dybenko non avevano preso parte ad importanti riunioni di governo, gli amanti se ne erano andati in Crimea dimenticandosi di tutto, Lenin ci aveva scherzato: "Ritengo che la fucilazione non sia una punizione adeguata. Propongo di condannarli ad essere fedeli l'uno con l'altro per 5 anni." Non so come l'avrebbe presa Dybenko, ma per la Kollontai sarebbe stata una pena veramente dura. Lenin conosceva i suoi commissari.

Alexandra Kollontai
© Sputnik . R. Popovkin
Alexandra Kollontai

La strada di Alexandra Kollontai, dai salotti mondani al governo bolscevico, non è stata dritta. All'inizio della sua gioventù sosteneva il movimento anarchico-populista Narodnaya Volya. Ma già al momento di sposarsi, cullando suo figlio, aveva iniziato a leggere Lenin. Le opere di Lenin l'attiravano, ma Alexandra è sempre stata una donna intrinsecamente molto libera e indipendente, quindi anche il padre della rivoluzione bolscevica è diventato per lei un semplice leader rispettabile, ma non un idolo.

Non ha abbracciato il bolscevismo sin da subito. Nel 1898, lasciando il marito e il figlio, la Kollontai si era trasferita in Svizzera, dove si era iscritta all'università di Zurigo per ascoltare le lezioni di Heinrich Gärtner, all'epoca celebre professore di economia politica. Nel 1899 si era trasferita in Inghilterra per studiare il movimento operaio. Nel 1901, incontrò Plekhanov, e solo nel 1905 avvenne il suo primo incontro con Lenin. La sua posizione era sembrata ad Alexandra più convincente, ma umanamente Plekhanov le piaceva di più. Quando il Partito Socialdemocratico Russo si era diviso in bolscevichi e menscevichi, la Kollontai non si era schierata, non riuscendo a scegliere tra Lenin e Plekhanov.

A lungo ha vissuto in esilio, frequentando i più autorevoli leader della socialdemocrazia mondiale e le suffragette. Il movimento femminista ha sempre attratto la Kollontai, ha scritto molte opere su questo argomento, diventando una dei principali teorici del femminismo. E non solo in Russia.

Alexandra Kollontai
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Fino alla Prima Guerra Mondiale, la Kollontai era riuscita a restare sostenitrice di molti oppositori di Lenin, sia delle correnti di destra sia di sinistra. Aveva appoggiato i "liquidatori", così chiamati da Lenin i "traditori riformisti" che sostenevano metodi legali per portare avanti le battaglie politiche. E gli "assenteisti", che sostenevano di ritirarsi dalla Duma per operare nella clandestinità. Non si sa come potesse conciliare queste due posizioni.

Le opinioni sulla guerra mondiale coincidevano tra Lenin e la Kollontai, pertanto si era unita ai bolscevichi. Dopo febbraio era tornata in Russia, era diventata membro del comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado e subito aveva abbracciato la politica leninista della rivoluzione proletaria senza indugi e ritardi.

Prima della rivoluzione e dopo di essa la Kollontai aveva conservato la sua indipendenza. Aveva criticato la pace di Brest. Durante la rivolta di Kronstadt aveva chiesto spiegazioni a Lenin: "I compagni aspettano una risposta agli eventi che si verificano nella nostra Russia sovietica dei lavoratori, eventi terribili, gravidi di conseguenze. Ci aspettavamo che all'interno del partito Lenin prendesse di petto la questione, per esempio quale misure avrebbe intrapreso il comitato centrale affinchè questi eventi non si ripetano più. Vladimir Ilyich ha evitato la questione di Kronstadt". Pretendeva dal leader quasi l'impossibile: una risposta chiara alla domanda di come coniugare la democrazia e la dittatura del proletariato.

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Lenin non approvava il tentativo della Kollontai di inquadrare la sessualità nella visione marxista. Come da lei affermato, "la minor rigidità di comunicazione dei sessi fluisce direttamente dal compito principale della classe operaia". Lenin, secondo i ricordi di Clara Zetkin, ha commentato questa idea con sarcasmo: "Certo, la sete chiede soddisfazione. Ma una persona normale in condizioni normali giace per terra nel fango e beve da una pozzanghera? O persino da una tazza sporcata da decine di labbra? Grazie per questo marxismo".

Quando Lenin si ritirò dal partito per motivi di salute, il partito venne scalato da Iosif Stalin, che non aveva pretese nei riguardi di Alexandra. Aveva fatto fucilare Shlyapnikov, ma la Kollontai dal 1922 al 1945 aveva potuto lavorare in ambito diplomatico. E' stata ambasciatrice in Norvegia, Messico e Svezia. E' stata un ottimo diplomatico.

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Riflettendo molto sul tema dell'amore libero, la Kollontai non aveva mai usato l'espressione del bicchier d'acqua. Sono le parole dell'amica di Chopin, la famosa George Sand. Tuttavia questa formulazione può applicarsi ai bolscevichi, anche se non nella sessualità. Dopo aver elaborato meticolosamente la questione della presa del potere e aver deciso alla leggera per sé il prezzo della vita umana, non avevano la minima idea del futuro. Più precisamente se lo immaginavano come gli utopisti medievali. Una miopia del genere non preoccupava le guardie leniniste. Prendere il Palazzo d'Inverno per loro era come bere quel bicchiere d'acqua. Distruggi il vecchio mondo dalle sue fondamenta e poi… vedremo.

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Alexandra Kollontai

La bolscevica colta, europea, emancipata e idealista Alexandra Kollontai ha una favola: "Presto". 1970: non ci sono né ricchi né poveri, ovunque nel mondo ha vinto il comunismo, la parola "guerra" è da tempo dimenticata, la giornata lavorativa è di 2 ore. Ragazze graziose con trecce e giovani spensierati in abiti pittoreschi. Si vive non nelle famiglie, ma in gruppi d'età. I bambini nei palazzi dell'infanzia, i ragazzi e le ragazze nelle case del divertimento circondate da giardini, gli adulti nelle comuni, gli anziani nelle case di riposo.

Oggi sono trascorsi più di 400 anni dalla "Utopia" di Thomas More. I comunisti vedono lo stesso miraggio: giovani beati nei giardini in fiore, "case di riposo" per i veterani della rivoluzione mondiale. E non una parola sulle ossa rotte… Una sciocchezza, ovviamente, rispetto al paradiso comunista.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Rivoluzione d'ottobre, Vladimir Lenin, Alexandra Kollontai, Russia
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