00:42 29 Settembre 2020
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Ci risiamo, a 81 anni il Cavaliere riscende in campo e vuole fare sul serio. Odiato e adorato degli italiani, il grande uomo d’affari è di nuovo in gioco e si ritrova al centro dei riflettori. Abbia inizio la partita: Berlusconi, il ritorno.

L'intramontabile Silvio Berlusconi spiazza tutti e si ripresenta da protagonista sulla scena politica, da cui forse in realtà non si è mai allontanato troppo. Berlusconi, in realtà, non è mai andato via, come spiega a Sputnik lo storico Orsina.

Dai numerosi procedimenti giudiziari agli eclatanti scandali sessuali, il personaggio di Berlusconi è a dir poco particolare. Bunga bunga o meno, che se ne dica di Berlusconi, una cosa è certa: il Cavaliere ha cambiato il modo di fare politica in Italia. L'ex premier punta in alto, quali saranno i suoi prossimi passi? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Giovanni Orsina, professore di storia alla Luiss Guido Carli di Roma, autore de "Il Berlusconismo nella storia d'Italia".

Giovanni Orsina
© Foto : Giovanni Orsina
Giovanni Orsina

— Professore Orsina, possiamo dire che Berlusconi è tornato o è solo un'apparenza?

— Non è un'apparenza, ma non direi che è tornato. Io direi che in realtà Berlusconi non è mai andato via, dopo la crisi del debito sovrano del 2011 sembrava completamente morto, poi però alle elezioni del 2013 ha fatto una performance di tutto rispetto. Si è governato per tutta la legislatura prima con lui, dopo il voto che l'ha escluso dal Senato si è governato con gente eletta da lui. Alfano e i suoi sono stati eletti con i voti di Berlusconi per esempio.

Berlusconi ha sempre avuto un ruolo importante, anche se certamente nel momento di massima fortuna di Renzi, lui è andato più nell'ombra. Quando si è arrivati al referendum costituzionale, il "no" di Berlusconi ha contato. Quindi se noi andiamo a vedere questa legislatura, vediamo che qualche volta più in luce qualche volta più in ombra, in realtà Berlusconi non è mai andato via. Dopo la sconfitta di Renzi al referendum del 4 dicembre scorso Berlusconi è completamente tornato in luce, ma era sempre lì, solamente un po'fuori dallo spot light.

— Diciamo che è stato dietro le quinte da dove vedeva benissimo tutta la scena.

— Vedeva e gestiva pure, aveva degli attori a cui poteva dire di fare una cosa o un'altra. Era una presenza pesante e attiva, sempre.

— Parliamo del politico rimasto in carica più a lungo nel ruolo di presidente del consiglio. A 81 anni torna sulla scena politica. Che se ne dica, è un fenomeno unico, no?

— Berlusconi è un fenomeno assolutamente unico e di straordinario interesse, perché per molti versi Berlusconi ha anticipato delle tendenze che in altri Paesi vediamo adesso. È una persona che ha avuto successo come costruttore, imprenditore mediatico, presidente di un club di calcio e come politico. La statura storica del personaggio è fuori discussione. È un caso unico che nasce in Italia per una serie di condizioni storiche, stiamo parlando di un fuoriclasse nel bene e nel male.

— Parlando dell'attualità, qual è il suo punto di vista sulla coppia Salvini Berlusconi e il loro rapporto di sfida-unione?

— Il rapporto fra Berlusconi e Salvini è molto mutevole e tattico. Non è per niente un rapporto stabile, a seconda delle opportunità cambiano i loro rapporti. Certamente incarnano due destre differenti, perché Berlusconi rappresenta un centrodestra che appartiene al Partito Popolare europeo, quindi ha un atteggiamento di responsabilità nei confronti dell'Europa. In altre parole Silvio Berlusconi accetta i vincoli europei, mentre Salvini notoriamente ha un atteggiamento più vicino al Front National e ad una destra più di piazza e di protesta, cosiddetta "populista".

In una situazione politica come quella attuale, nella quale le ideologie contano quel che contano, ci sono molti modi di mettere insieme queste due destre. Probabilmente qualcosa del genere succederà in Austria. Fra l'altro dentro la Lega c'è un'altra anima, che governa in Veneto e in Lombardia con i voti di Berlusconi. Sono due destre differenti, ma il loro rapporto può essere di dialogo e addirittura di alleanza.

— Cioè?

— L'ultima mossa sulla legge elettorale da questo punto di vista è interessante, perché ci dice che i due hanno deciso di andare insieme. Se questa riforma venisse approvata in tutti i collegi si sarà un candidato comune della Lega e di Berlusconi, con ottime possibilità di vincere al nord.

I due leader hanno deciso che alle prossime elezioni andranno insieme. Tutto ciò apre un grande punto interrogativo su quello che succederà dopo le elezioni, perché è impossibile che da soli abbiano la maggioranza. L'unico partito con il quale potrebbero avere la maggioranza è il Partito Democratico, ma la Lega come fa ad allearsi con il Pd? Ci attendono scenari imprevedibili, nessuno sa come andrà a finire.

Il berlusconismo di Giovanni Orsina
© Foto : fornita da Giovanni Orsina
"Il berlusconismo" di Giovanni Orsina

— Berlusconi tutt'oggi è molto amato e molto odiato. È un politico che ha segnato comunque sia la storia del Paese e ha dato nascita al berlusconismo, che probabilmente andrà avanti anche dopo di lui. Che ne pensa?

— Non so se il berlusconismo come schieramento politico potrà andare avanti oltre Berlusconi. So di per certo che Berlusconi ha cambiato per sempre il modo di fare politica in Italia, nel bene e nel male. Da un certo punto di vista ha semplificato il linguaggio, ha rimesso in contatto certe parti dell'opinione pubblica con la politica. Bisogna riconoscere che per certi versi il Movimento 5 stelle eredita alcuni tratti del berlusconismo: il partito azienda, l'antipolitica, l'ostilità contro il politico di professione. La crisi della politica che oggi vediamo in Italia, che a mio avviso non è per niente un fenomeno positivo, per certi aspetti è stata alimentata anche da Berlusconi. Berlusconi è una conseguenza della crisi politica, ma ne è stato anche una causa.

— È nota a tutti l'amicizia fra Berlusconi e Putin. Possiamo dire che Berlusconi l'ha pagata cara per quest'amicizia?

— Su questo sono molto scettico, non credo ci sia un burattinaio dietro le difficoltà di Berlusconi. Non credo che la sua caduta nel 2011 sia stata pianificata da qualche parte. Berlusconi era in reale difficoltà sul piano interno per via degli scandali sessuali e perché la sua maggioranza di governo non teneva più. Poi ci ricordiamo la tempesta sul debito sovrano italiano che io baserei di più sugli appetiti degli speculatori piuttosto che sulla base di un'operazione politica.

Poi ovviamente Paesi alleati all'Italia hanno favorito un'uscita di Berlusconi per un'altra soluzione, che poi sarebbe stata quella di Monti. Il disegno di eliminarlo per il suo rapporto con Putin non mi convince. Io sono storico, voglio i numeri, i documenti e le certezze. La caduta di Berlusconi per me si spiega anche senza un possibile desiderio di punirlo per la sua politica internazionale.

Berlusconi era amico di Putin, però era anche amico di Bush, ha sempre fatto una politica per avere buoni rapporti con tutti. Come ha considerato sempre lo stesso Berlusconi, il suo grande risultato è stato il riavvicinamento fra Stati Uniti e Russia. Non direi che ha pagato caro, lui è l'incarnazione di un certo modo di fare politica estera in Italia che è quello di avere buoni rapporti con tutti. Il problema che questa politica magari dieci anni fa poteva funzionare, oggi è molto più difficile.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
politica, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Vladimir Putin, Italia
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