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    Ius Soli: una scorpacciata di ipocrisia dietro al digiuno dei politici

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    Marco Fontana
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    Non si può che rimanere disorientati dal propagarsi rapidissimo, quasi virale, dell'adesione al digiuno “a staffetta” promosso a favore della legge sullo Ius Soli.

    È sembrato una sorta di nuova Ice Bucket Challenge, la quale (come era facilmente prevedibile) annacquò letteralmente la buona intenzione originaria, cioè il sensibilizzare le persone sulla SLA, diventando una moda priva di significato: infatti, chi condivideva il video con la doccia ghiacciata non doveva certo donare dei soldi per la ricerca sulla malattia. 

    Così, sarebbero già mille gli esponenti politici che avrebbero aderito all'iniziativa dietetica. Cosa non si fa per avere una propria foto pubblicata da Internet mentre si finge di sostenere una lotta politically correct… È una vera pandemia di ipocrisia. Ma nei tempi in cui vivamo l'immagine si consuma alla velocità frenetica con cui gli utenti scorrono i siti dall'alto verso il basso e osservano le pagine con sempre maggiore superficialità.

    Lo sfoggio di solidarietà pelosa a buon mercato è sconfortante, e rimane il vecchio vizio di una certa parte politica (e intendiamo soprattutto i suoi elettori più tipici) che ama scendere in piazza per le utopie e impegnarsi poco nel concreto. In passato avevano già marciato contro i loro stessi rappresentanti al governo, mentre oggi chi avrebbe il potere di decidere sta in pratica digiunando contro sé stesso. Ma se lo Ius Soli è così importante per la sopravvivenza dell'Italia stessa — o almeno così ce la vogliono raccontare — allora perché lorsignori saggi e illuminati non pongono un bel voto di fiducia sulla legge? Se vogliono salvare la nostra nazione dalla catastrofe pensionistico-cultural-demografica dandosi il cambio a saltare il pasto, allora che facciano subito questa benedetta legge mettendoci il voto di fiducia: tanto lo stanno facendo persino sulla legge elettorale, cioé sulle regole stesse del gioco democratico! Un governicchio che doveva servire giusto a finire la legislatura, ora si sta occupando di questioni cruciali sulle quali dovrebbe esservi la convinta convergenza di tutte o quasi le forze politiche, e lo fa mettendo voti di fiducia o spingendo su ricatti morali verso la cittadinanza: è questo il vero scandalo che fa venire il voltastomaco. 

    Per il sacrosanto Ius Soli la parte più moralmente avanzata della nostra bella società ha scelto di digiunare. Sì, ma non uno sciopero della fame alla Marco Pannella, di quelli che si dimagrisce veramente… ma uno scioperino, di quelli che oggi digiuno io, domani digiuni tu, dopodomani tutti a cena a quel nuovo ristorantino etnico che su TripAdvisor ne parlano tanto bene. D'accordo, sono battutine facili, però ci sembra davvero di essere vittime di "Scherzi a parte": infatti, chi evita oggi di mangiare per qualche ora quello che ingollerà dopo essersi fatto dare il cambio da un compagno di partito, è anche pronto ad allearsi alle prossime elezioni proprio con chi è contrario allo Ius Soli. Infatti, Alleanza Popolare è al momento candidata a pieno titolo in coalizione con il Partito Democratico ed è proprio AP ad aver fatto naufragare lo Ius Soli. Sarà che il digiuno può causare problemi alla memoria e persino allucinazioni improvvise, ma sarebbe pure normale cambiare i compagni di viaggio quando questi ti costringono a un gesto tanto estremo qual è lo sciopero della fame.

    E cosa dire poi dell'alto senso civico che pervade in queste ore il nostro popolo, il quale ha finalmente capito che il diritto di cittadinanza è talmente centrale da doversi promuovere un digiuno gandhiano contro l'inerzia legislativa dei governanti. Davvero chissà perché iniziative analoghe non si sono viste quando l'incapacità di scrivere una riforma pensionistica ha creato la voragine sociale che ha risucchiato migliaia di esodati, quando gli italiani vengno indotti al suicidio da tasse inique e o dalla mancanza di una prospettiva lavorativa seria, quando ai terremotati vengono negati casa, aiuti e dignità, quando contro il sistema giudiziario valgono ancora le critiche mosse da Beccaria due secoli fa. Lì va tutto bene, eh… D'altronde perché i fautori di questi disastri dovrebbero azzardare l'ipotesi di uno sciopero della fame? Per loro i cittadini sono sudditi e come tali vanno trattati. Verrebbe proprio da chiedere a quei malcapitati bambini se davvero vogliono condividere coi cittadini italiani non solo il passaporto, ma soprattutto i pari diritti (pochi e opinabili) e i pari doveri (tanti e coercitivi), che con lo Ius Soli andrebbero a sostituire i trattamenti favorevoli a loro riservati oggi in quanto stranieri.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    politica, Italia
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