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    Crimea, un’occasione per gli imprenditori italiani

    © Sputnik. Sergey Malgavko
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    Tatiana Santi
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    La Crimea è in forte crescita e può rappresentare la possibilità di ripartire da capo, rimettersi in gioco. Dalle tasse ad un mercato vasto come quello russo, sono tante le opportunità per creare un business, l’avventura del “gelataio di Crimea” ne è una conferma. Crimea, un’occasione per gli imprenditori italiani.

    A Sebastopoli da "Piacere" si può assaporare un vero gelato artigianale italiano con un assortimento di ben 42 gusti, un prodotto eccezionale proprio perché realizzato secondo le antiche tradizioni e con prodotti italiani, compreso il pistacchio.

    L'avventura di Roberto Lelli, imprenditore nel mondo del gelato, iniziata 8 anni fa rappresenta al meglio la chance che offre la penisola russa agli artigiani italiani. "Di opportunità ce ne sono tantissime anche perché la Crimea sta crescendo a velocità ipersonica" ha sottolineato nell'intervista a Sputnik Italia il "gelataio di Crimea" Roberto Lelli.

    Il gelataio di Crimea Roberto Lelli
    © Foto: fornita da Roberto Lelli
    Il "gelataio di Crimea" Roberto Lelli
    — Roberto, da quanto tempo vivi e lavori in Crimea?

    — Io mi occupo di gelato italiano, sono venuto in Crimea 8 anni fa. All'inizio ero tecnologo, ma avevo il sogno di aprire una mia gelateria all'estero. Sono venuto qui nel 2007 a dare un'occhiata e mi è piaciuto. Mi sono liberato dagli impegni che avevo in Italia e sono venuto nel maggio 2009 a Sebastopoli, dove abbiamo aperto la prima gelateria della città.

    I primi tempi non c'è stato un grande boom, perché la gente era abituata a gusti diversi, il nostro gelato di qualità ci ha messo un po'ad entrare nell'abitudine delle persone. Abbiamo portato questa grande novità in Crimea: il gelato artigianale italiano. Dopo 8 anni posso dire che nella mia gelateria "Piacere" ho 42 gusti, creati con prodotti italiani, sicuramente il più vasto assortimento che si può trovare in tutta la Russia. Mi vanto molto di questo aspetto.

    — Quindi produci vero gelato italiano. Quali materie prime utilizzi?

    — Produciamo vero gelato italiano. Quando c'è stato il cambio dalla Crimea ucraina a quella russa, sono cambiate anche le persone che forniscono i prodotti. Ora i fornitori ufficiali dalla Russia importano prodotti che non sono sotto le sanzioni e riesco a fare un ottimo prodotto. Riesco a portare anche il pistacchio 100%. Ai miei clienti do i prodotti delle migliori marche. Il latte e lo zucchero ovviamente li prendiamo qui. Otteniamo in finale un ottimo prodotto.

    Ora mi conoscono come "il gelataio di Crimea". Stiamo portando avanti il discorso della qualità dei prodotti, ho esposto, come si fa in Italia, la lista degli ingredienti che utilizziamo per dare maggiori informazioni alla gente. Qui, come in tutte le parti del mondo probabilmente, sfruttano l'immagine italiana e il marchio del Made in Italy anche su prodotti di bassa qualità. Siamo però sulla strada giusta e la gente capirà che noi italiani siamo i migliori nel settore del mangiare.

    — Da italiano come ti trovi in Crimea?

    — Da italiano mi trovo abbastanza bene, perché la natura è molto bella: hai le montagne, le colline, il mare, un ambiente che un po'ricorda l'Italia. Io sono di Rieti, vivo vicino alle montagne. Da questo punto di vista non ho grandi nostalgie. Ovviamente mi manca il modo in cui siamo fatti noi italiani, il vedersi al bar per fare due chiacchiere. Da un punto di vista alimentare si riesce a riabituarsi, perché la pasta la troviamo e bene o male te la cucini in modo italiano. Ogni tanto però è bello mangiare qualcosa di tradizionale del posto. Per esempio mia moglie cucina il borsh, che è un piatto sovietico, ucraino e russo.

    — Come ti trovi con i russi?

    — Molto bene, specialmente a Sebastopoli la gente che conosco è molto brava e buona. Tutti sono molto interessati all'Italia e all'italianità. Se sanno due parole in italiano cercano sempre di dirtele. Loro vedono gli italiani di qui come delle persone che rappresentano l'Italia. Sinceramente io molto spesso mi sento come un piccolo ambasciatore. Gli abitanti locali non hanno contatti con molti italiani, quindi tu sei l'italiano, vedono in te l'italianità.

    La visione che hanno degli italiani è molto positiva, mi piace confrontarmi con loro e dialogare. Loro hanno ancora i miti dei personaggi cinematografici, come il Commissario Catania oppure mi parlano spesso di un film sovietico che parla delle avventure di un gruppo di italiani in Russia. Sono da otto anni qui e ancora non l'ho visto, ammetto che mi vergogno, dovrò guardarlo finalmente.

    — Secondo te la Crimea che cosa può offrire agli imprenditori italiani?

    — Seguo da vicino queste vicende, partecipo al Forum internazionale di Yalta ad esempio. Io personalmente vedo un grande sviluppo della Crimea, perché quando era ucraina era lasciata un po'a sé stessa. In realtà ci sono tantissime opportunità, perché tranne qualche prodotto o tecnologia che possono essere commercializzati qui ci sarebbero tantissime possibilità non solo per grandi aziende, ma anche per piccoli artigiani che vorrebbero cambiare vita. Chi vuole ripartire da capo potrebbe portare qui delle novità, perché ce n'è bisogno.

    Io dico sempre agli italiani che sanno produrre qualcosa di venire in Crimea. Partendo dalle imposte fiscali arrivando ad un mercato che poi potrebbe diffondersi verso il resto del mercato russo, qui ci sono tutte le possibilità. In realtà per le grandi imprese e multinazionali magari ci sarebbero più difficoltà per via delle sanzioni, per i piccoli business è più facile a mio avviso.

    C'è da dire che noi italiani abbiamo bisogno del visto per stare in Russia, questo è l'unico problema. Di opportunità ce ne sono tantissime anche perché la Crimea sta crescendo a velocità ipersonica, considerando che ci sarà anche il ponte di Kerch a fine dicembre 2018. Chi volesse venire qui, nonostante qualche difficoltà, avrà molti benefici. Le porte sono aperte per tutti, soprattutto per chi vuole rimettersi in discussione. C'è l'ostacolo della lingua, ma con la volontà le cose si superano.

    — I tuoi due bimbi sono nati in un giorno particolare, ce ne vuoi parlare?

    — Il primo figlio Matteo è nato il 7 ottobre nel 2013, il giorno del compleanno del presidente Putin. Mi fa molto piacere questa coincidenza a cui tengo particolarmente. L'altro giorno, sabato 7 ottobre, è nata la mia secondogenita Arianna. È una cosa veramente curiosa che mi sarebbe piaciuto rendere pubblica. Vivendo a Sebastopoli, una città russa molto patriottica, il presidente qui è molto amato e stimato, la nostra storia è particolare: una famiglia italo-russa ha fatto due bambini, tutti e due nati il 7 ottobre. Siamo orgogliosi e fieri di questa incredibile coincidenza. L'altro giorno è stato un 7 ottobre pieno e carico di emozioni.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    relazioni Italia-Russia, Imprese straniere, gelato, Italia, Crimea, Russia
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