15:04 26 Febbraio 2020
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Sputnik, il primo satellite artificiale costruito dall’uomo, esattamente 60 anni fa apriva l’era spaziale. Di fatto da quel primo lancio del 4 ottobre 1957 eseguito dall’Unione Sovietica l’uomo ha iniziato a guardare con altri occhi al cielo. 60 anni di Sputnik, il satellite che cambiò il mondo.

Sputnik, che in russo significa satellite ma anche compagno di viaggio, ha segnato l'inizio di un'avventura incredibile: la scoperta dello spazio. In sessant'anni da quella sfera di 80 chili fino ad oggi l'uomo ha fatto passi da gigante raggiungendo obiettivi ritenuti impossibili prima d'ora.

Il lancio del primo satellite sovietico segnò anche l'inizio della sfrenata corsa allo spazio, capitolo strategico nella guerra fredda. Col passare degli anni lo spazio, privo di confini e barriere, è diventato terreno di cooperazione internazionale e di sviluppo globale. Per festeggiare l'importante anniversario, Sputnik Italia ha intervistato Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, ospite a Mosca in occasione della conferenza dedicata ai 60 anni dello storico satellite.

— 60 anni fa si apriva l'era spaziale della storia dell'umanità. Presidente Battiston, qual è l'importanza del primo Sputnik?

— Come sempre i primi che fanno un passo nell'ignoto hanno il merito di passare alla storia per i successi e per aver raggiunto un obiettivo prima irraggiungibile. Sputnik ha aperto la presenza dell'uomo nello spazio, prima con strumenti robotici, artificiali, satelliti; poi con gli uomini, con le donne che si sono via via succeduti. È stato un momento straordinario che ha rappresentato per l'attività spaziale quello che può aver rappresentato per l'esplorazione la scoperta dell'America. È qualcosa che ha cambiato letteralmente il nostro modo di guardare al cielo.

Sessant'anni dopo è cambiato tutto: lo spazio è diventato uno strumento di economia, di pace e di sviluppo della società. Per fortuna lo spazio nel contesto della cooperazione internazionale ha salvaguardato queste caratteristiche, che hanno portato per esempio alla creazione della Stazione Spaziale Internazionale, alla creazione di grandi costellazioni di navigazione come GPS, Galileo e Glonass.

Con le tecnologie si può osservare la superficie della Terra con una precisione straordinaria, che è la base degli strumenti con cui affrontiamo i problemi e le emergenze dell'umanità, i cambiamenti climatici. Lo spazio è diventato un pilastro dell'economia mondiale, si parla giustamente di "space economy" come di un nuovo settore dell'economia, importante e trainante.

— Lei è a Mosca proprio per l'anniversario di Sputnik?

— Sono venuto a Mosca perché è un anniversario di un'importanza eccezionale. L'Italia e la Russia, l'Asi e Roscosmos hanno una collaborazione continua: gli astronauti vengono allenati in Russia e partono dal cosmodromo di Baikonur grazie al contributo fondamentale di Roscosmos, grazie a programmi tecnologici che guardano al futuro per mettere a fattor comune le capacità nel settore spaziale di questi due grandi Paesi.

— Da quella sfera di 80 chili fino ad oggi quale cammino è stato percorso? Quanto è importante la cooperazione internazionale, in particolare fra Russia e Italia?

— Lo spazio per sua natura non ha confini, però è fragile, perché tutti quanti dobbiamo contribuire a gestire lo spazio e i rifiuti spaziali con la massima attenzione per evitare di creare danni che potrebbero ritorcersi contro chi li ha causati.

In questo contesto mi piace ricordare che quegli 80 chili sessant'anni fa hanno cambiato il modo in cui l'umanità pensa allo spazio. Oggi si fanno satelliti di piccole dimensioni migliaia di volte più efficaci, potenti e precisi di quello che fu lo Sputnik del primo lancio. La tecnologia si è impadronita dello spazio, così come si è impadronita dei nostri telefoni, delle automobili. Oggi c'è una possibilità per i piccoli satelliti, i nipoti di Sputnik, di giocare un ruolo di crescente importanza nel contesto delle attività spaziali.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Sputnik, Satellite, Spazio, Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, Italia, Russia
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