15:18 19 Maggio 2019
Vladimir Putin

Putin, modello di un vero leader

© Sputnik . Alexei Druzhinin
Opinioni
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Tatiana Santi
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Nell’era moderna la comunicazione riveste un ruolo centrale, chi non possiede i giusti strumenti per comunicare rimane tagliato fuori e non ottiene successo. Come parlano e come si muovono in pubblico i politici di oggi? Putin, un vero leader.

Qual è la gestualità vincente, come utilizzare la voce e relazionarsi con i media. Sono tanti gli aspetti di una giusta comunicazione per conquistare la leadership. I politici raccontano storie, ma anche il "come" gioca la sua parte.

Luigi Crespi
© Foto : foto fornita da Luigi Crespi
Luigi Crespi
Per un imprenditore, un'azienda, un direttore, un capo saper esprimere al meglio sé stessi è la chiave del successo. "La comunicazione è importante per il mondo quanto l'acqua", è l'opinione espressa in un'intervista a Sputnik Italia da Luigi Crespi, coach di comunicazione, animatore della "Fabbrica dei leader".

— Luigi Crespi, ci parli della "Fabbrica dei leader". Com'è nato questo progetto?

— La Fabbrica nasce dalla presa di coscienza che nella modernità esiste sempre di più una necessità di aggiornamento e di formazione per quanto riguarda le nuove tecnologie, i nuovi media, i nuovi linguaggi e i nuovi confini. Il ruolo centrale della comunicazione ha fatto sì che io sentissi la personale necessità di cambiare mestiere per l'ennesima volta nella mia vita e di occuparmi di alta formazione.

Abbiamo iniziato a gennaio di quest'anno ed è un'operazione di grandissimo successo, a dimostrazione che c'è bisogno di conoscenza. Se una persona è uscita da scuola dieci anni fa, oggi il mondo nel quale vive è completamente diverso e quindi questo strumento è molto utile. A giorni parte il nostro tour italiano da Palermo, in programma per i prossimi mesi abbiamo anche un tour europeo. Siamo sold out e sono molto contento di quest'esperienza.

— "Chi non comunica non esiste", è uno degli slogan della Fabbrica dei leader. Quanto è importante infatti il sapere comunicare soprattutto oggi nell'era digitale e dei social network?

— Secondo me i tre grandi pilastri del futuro sui cui si basa il destino del mondo sono l'energia, l'acqua e la comunicazione. La comunicazione è importante per il mondo quanto l'acqua. Prima di tutto la comunicazione è importante su un piano personale, cioè come comunichiamo con gli altri. Questa è una delle leve della felicità. Saper comunicare con gli altri, manifestare e controllare la propria comunicazione consente di avere rapporti obiettivi e sereni con i famigliari, i collaboratori, i colleghi e gli amici.

Poi esiste la comunicazione pubblica per un'azienda, un imprenditore, un partito politico. Sapere comunicare e vedere chiaro quali sono gli obiettivi della comunicazione è fondamentale. Avere gli strumenti della comunicazione fa la differenza fra l'avere successo oppure non avere successo.

— Possiamo dire che alla fin fine per un leader politico delle volte è più importante come dire le cose piuttosto che il contenuto stesso del discorso?

— È una gara che non mi appassiona. È più importante il contenuto o il contenitore? È una domanda che ci riporta ad Aristotele. Io credo che siano importanti entrambe le cose. Quando il contenuto del discorso del politico si intreccia con la vita delle persone è decisivo, ma se lavori bene e non sei in grado di comunicarlo rischi di lavorare a vuoto. Se lavori male, però, nonostante comunichi bene forse il successo non è garantito. Per un buon politico sapere quello che fa credo sia il primo elemento per la comunicazione. Non avere niente da comunicare è molto peggio. I leader politici sono degli attori, non sono delle comparse, sono persone che devono raccontare delle cose. Quando il racconto è basato su fatti concreti e verificabili è molto meglio che basato su delle stupidate.

— Se volessimo fare una panoramica, come raccontano storie i leader politici italiani? Prendiamo Berlusconi e Renzi.

— Parlando del proprio Paese c'è sempre il rischio di essere confusi con dei partigiani. Sto sempre molto attento ad esprimere giudizi, cerco di rispondere a questa domanda con dei fatti. Se un leader sta sulla scena politica per 20 anni come Berlusconi e a 80 si presenta ancora per guidare il proprio Paese non vi è dubbio che questo politico ha avuto la capacità di interpretare e di rappresentare i propri cittadini al di là di quello che gli esperti possano aver valutato. Il dato politico è che Berlusconi oggi è una figura centrale dell'offerta politica italiana e questo non può avvenire né sulla base di una grande finzione né di un inganno. Evidentemente questo politico è stato capace di rappresentare il proprio Paese.

Per quanto riguarda Matteo Renzi è una figura che dal punto di vista simbolico va nella scia del modello berlusconiano. È un leader molto contrastato, vedo un parallelismo simbolico fra i due leader, dobbiamo aspettare almeno 17 anni per una valutazione di questa figura. Le cose che durano, in genere, valgono più delle altre.

— Da un punto di vista del linguaggio che ne pensa di Salvini e Grillo invece?

— Questi due leader parlano ai loro pubblici. Grillo è abituato a parlare ad un pubblico che in genere pagava un biglietto, Salvini è abituato a parlare ad un target specifico. Non mi sembrano due leader universali capaci di diventare elementi unitari di un intero Paese. C'è chi li assimila con la categoria giornalistica semplicistica di populisti, in realtà sono due tipi di narrazione molto diversi. Salvini è un leader grintoso e rabbioso, Grillo è un leader che va dalla speranza alla depressione. Sono due soggetti molto personalizzati e legati ai loro stati d'animo. Sono leader emotivi, due figure molto interessanti che insieme raccolgono la metà degli italiani e che io seguo con molto interesse. Sono molto diversi dal punto di vista del linguaggio.

— Prendiamo in considerazione alcuni leader stranieri, ad esempio di Trump che ne pensa?

— Io su Trump non ho parole, non riesco a codificarlo. Parliamo di un signore che non trova nulla di meglio che litigare con i giocatori di football americano. Credo che dovrebbero impedirgli l'uso di twitter. Sta facendo diventare un eroe il coreano Kim. Secondo me è una persona senza strategia. A mio avviso un leader è un'altra cosa. Poi una persona può avere successo, ma il concetto di leadership è tutta un'altra storia. Sembra che tutta l'America passi dalle sue sofferenze e dal suo twitter. Non vedo un modello da parte di Trump, l'unico aspetto veramente interessante, a mio avviso, è che quest'uomo ha dimostrato una cosa: è possibile superare il mainstream e avere successo senza mediare con i media.

— E se parliamo di Vladimir Putin?

— Vladimir Putin ha in sé tutte le caratteristiche fisiche e simboliche di un vero capo, un vero leader. Esercita la sua funzione a partire dal corpo, è il punto di riferimento del suo popolo, un riferimento unitario di una comunità. Al di là di come la pensi, puoi essere favorevole o contrario, puoi amarlo o no, da un punto di vista tecnico e della leadership Putin riesce a esprimere rispetto e a trasferire questo rispetto sul suo popolo. Con la sua rappresentazione fisica, dialettica e politica riesce a rappresentare la sua gente.

È secondo me il leader più forte che c'è oggi sul mercato della politica. È solido, ha una struttura che rappresenta bene il principio del leader. Se io dovessi rappresentare un leader io avrei due grandi personaggi: da una parte la Merkel con il suo modello di leadership e dall'altra Putin. Sono senz'altro i due leader del momento più interessanti dal punto di vista della comunicazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Donald Trump, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Vladimir Putin, Italia, Russia
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