09:53 21 Ottobre 2018
La parata militare in Ossezia del Sud

L’Ossezia del Sud accoglie l’Italia: “Fate come noi, non abbiate paura degli USA”

© Foto : Eliseo Bertolasi
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Eliseo Bertolasi
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Nove anni fa l’Ossezia del Sud, la piccola Repubblica sud caucasica che nel 1990 autoproclamò la sua indipendenza dalla Georgia, si trovò al centro dell’attenzione mondiale, anche per coloro che fino a quel momento ne ignoravano l’esistenza.

Tra il 7 e l'8 agosto del 2008, mentre a Pechino iniziavano le Olimpiadi, approfittando del fatto che l'attenzione di tutto il mondo era rivolta all'evento sportivo internazionale, la Georgia invase il suo territorio.

La situazione cambiò solo alcuni giorni dopo quando Mosca rispose con un subitaneo e risolutivo intervento militare nella regione, entrando contemporaneamente anche in Abkhazia, l'altra Repubblica filorussa che a sua volta reclamava l'indipendenza dalla Georgia.

L'esercito russo in una settimana sconfisse le truppe georgiane che si diedero alla fuga, respingendole fino quasi alle soglie della capitale Tbilisi.

Nonostante si arrivò presto al "cessate il fuoco", Mosca ritenne comunque opportuno proclamare unilateralmente una zona cuscinetto attorno alle due Repubbliche. Il suo obiettivo era mantenere sul posto la sua presenza militare onde prevenire ulteriori colpi di mano di Tbilisi; il ritiro delle sue truppe non fu mai del tutto completato. Da allora i rapporti tra Federazione Russa e Georgia sono rimasti sempre molto tesi.

Il ricordo della guerra è ancora oggi ben vivo tra la popolazione della capitale Tskhinval, quando in quei tragici giorni l'esercito georgiano penetrando in città iniziò metodicamente a colpire le abitazioni civili. I segni dei combattimenti sono ancora visibili sulle facciate di alcune case non ancora completamente ristrutturate.

La delegazione italiana in Ossezia del Sud
© Foto : Eliseo Bertolasi
La delegazione italiana in Ossezia del Sud

La delegazione, guidata da Mauro Murgia rappresentante per l'Italia dell'Ossezia del Sud, è stata invitata a partecipare alle festività nazionali "della Bandiera" e "della Repubblica", rispettivamente nelle giornate del 19 e 20 settembre.

Alla delegazione hanno preso parte anche il giornalista, noto esperto dello spazio ex-sovietico, Giulietto Chiesa, amico di lunga data dell'Ossezia del Sud, al quale per l'occasione è stato conferito l'incarico di rappresentare l'Ossezia del Sud presso l'Europarlamento, la capo redattrice di PandoraTV Margherita Furlan e il vice presidente dell'Associazione Veneto-Russia Palmarino Zoccatelli che, da convinto "venetista", ha espresso tutto il suo sostegno alle istanze d'indipendenza e di riconoscimento della Repubblica.

Ecco le parole di Mauro Murgia: "Continuiamo e rafforziamo il lavoro diplomatico per l'Ossezia del Sud. È una visita strategicamente importante per il percorso che, auspichiamo, al più presto porterà al riconoscimento internazionale della Repubblica".

Bandiera osseta
© Foto : Eliseo Bertolasi
Bandiera osseta
I colori della bandiera dell'Ossezia del Sud: bianco, rosso e giallo che rappresentano bontà, prodezza, ricchezza, sono gli stessi di quelli dell'Ossezia del Nord, che fa parte della Federazione Russa, tutto ciò per evidenziare la piena continuità nazionale che lega gli osseti del nord e del sud. Uno stesso popolo, una stessa lingua, una storia millenaria. Gli odierni osseti, popolo di origine indoeuropea (iranica), vengono fatti risalire agli alani, identificati come la più potente tribù proveniente da antiche popolazioni di origine scitico-sarmatica. Da secoli hanno sviluppato la loro civiltà nel cuore, al riparo, delle montagne caucasiche.

A seguito della caduta dell'impero zarista, nel 1918, i territori dell'Ossezia del Sud entrarono a far parte dell'effimera Repubblica Menscevica di Georgia, mentre quelli del Nord andarono a costituire una parte della Repubblica Sovietica del Terek.

Per la prima volta, il popolo osseto veniva diviso amministrativamente con la creazione di una frattura tuttora permanente. Quel confine, che la stessa conformazione geografica del Caucaso non era riuscita a imporre, veniva in quel momento introdotto con la politica.

A Tskhinval, tra le varie iniziative allestite per le due giornate di festa, è stata anche organizzata un mostra fotografica dove sono state esposte le immagini di distruzione del terremoto che ha colpito la città di Amatrice. L'iniziativa, per creare un ponte di solidarietà tra l'Italia e l'Ossezia del Sud.

Il presidente dell'Ossezia del Sud Anatoliy Bibilov ha ricevuto la delegazione con tanto calore, nell'incontro ha toccato numerosi punti di riflessione.

  • La parata militare in Ossezia del Sud
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  • I bambini osseti
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    Eliseo Bertolasi
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La parata militare in Ossezia del Sud

In relazione alle due ricorrenze ha sottolineato: "Il giorno della Repubblica e il giorno della Bandiera, entrambi sono stati guadagnati col sangue dei nostri difensori, che non esagero definire "eroi". Hanno fatto tutto questo per far in modo che oggi nell'Ossezia del Sud non ci sia minaccia. Questa è la definizione più nitida del nostro Stato. Il popolo dell'Ossezia festeggia con grande entusiasmo queste ricorrenze nonostante i problemi che ancora persistono. Ma il popolo dell'Ossezia del Sud è molto paziente e determinato. I traguardi che ha posto davanti a se stesso e davanti al governo verranno conseguiti". 

Parlando poi della situazione internazionale che vede di continuo l'Italia prostrata a ogni diktat di Washington ha sottolineato: "Noi siamo più coraggiosi dell'Italia, voi avete una paura terribile degli Stati Uniti. Noi no!"

Il presidente ha infine espresso il suo grande amore per l'Italia ricordando che ai tempi della scuola: "Le lezioni di geografia iniziavano dall'Italia. Era il punto di partenza poi per lo studio dell'arte, della storia, della letteratura..".

Il ministro degli esteri dell'Ossezia del Sud Dmitriy Medoev, presente all'incontro, ha discusso con la delegazione eventuali possibilità d'instaurare programmi che prevedano una collaborazione economica con l'Italia.

La "festa della Repubblica" ha celebrato i 27 anni d'indipendenza della Repubblica dell'Ossezia del Sud dalla Georgia.

Erano gli ultimi periodi dell'Unione Sovietica quando il 20 settembre del 1990 l'Ossezia del Sud dichiarava la propria sovranità rispetto alla Georgia, dopo che questa, a sua volta, aveva dichiarato la propria rispetto all'URSS. Come risposta la Georgia, non solo annullava la proclamazione d'indipendenza osseta, ma addirittura decretava l'abolizione dello status di Regione Autonoma per l'Ossezia del Sud approvato durante il periodo sovietico. Questo ulteriore provvedimento, non fece altro che rafforzare i sostenitori del progetto di unificazione con l'Ossezia del Nord  a quel tempo in seno alla Federazione Socialista Sovietica Russa e subito dopo alla Federazione Russa.

L'indipendenza dell'Ossezia del Sud è stata riconosciuta dalla Russia nel 2008 dopo gli eventi bellici ma, ovviamente, non è mai stata riconosciuta né dalla Georgia che continua a rivendicarla come una parte del suo Stato, né dalle Nazioni Unite.

Davanti al palco delle autorità hanno sfilato con grande marzialità numerose unità militari: esercito, reparti speciali, mezzi blindati.. anche un paio di formazioni di militari donne, tanto affascinanti, quanto eleganti nella loro impeccabile uniforme.

Alla fine della parata militare è iniziata una grande sfilata popolare: scolaresche, ragazzi in costume tipico, studenti, organizzazioni sportive, vari ordini professionali.. la partecipazione popolare è stata strepitosa. Anche dietro le transenne il pubblico è accorso numeroso; numerosi i bambini con in mano palloncini variopinti.

Durante la parata oltre all'inno nazionale sud osseto è stato suonato anche l'inno della Federazione Russa e le sue più famose canzoni patriottiche. Hanno sfilato entrambe le bandiere osseta e russa. È stata confermata la gratitudine degli osseti del Sud verso la Russia per il suo supporto e per la sua protezione, una garanzia di pace e stabilità per la Repubblica. Una gratitudine che sancisce in maniera inequivocabile  il saldo rapporto di amicizia e fedeltà che da secoli unisce russi e osseti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la poszione della redazione.

Tags:
relazioni diplomatiche, Delegazione italiana, parata militare, Ossezia del Sud, Italia, Russia
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