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    La basilica di San Nicola a Bari

    Russia-Puglia, un’amicizia speciale sempre più forte

    © Sputnik. Alexander Yuriev
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    Tatiana Santi
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    Il legame plurisecolare fra Mosca e Bari si è riconfermato più stretto che mai con lo storico viaggio delle reliquie di San Nicola in Russia, il santo più venerato e amato dagli ortodossi. Dalle svariate iniziative culturali al turismo religioso, nonostante le sanzioni, fra Russia e Puglia vi è un’amicizia speciale sempre più forte.

    L'affluenza turistica nell'estate 2017 ha dimostrato l'amore che hanno i russi per Bari e la Puglia. Dopo il viaggio delle reliquie di San Nicola esposte in Russia, dove sono accorsi milioni di ortodossi, a Mosca si è recentemente inaugurata una mostra dedicata al genio dell'architetto russo Aleksey Shusev, il quale all'inizio del secolo scorso realizzò in Italia diversi edifici fra cui anche la chiesa ortodossa dedicata a San Nicola Taumaturgo nel capolouogo pugliese.

    Rocky Malatesta
    © Foto: fornita da Rocky Malatesta
    Rocky Malatesta

    Quali sono stati gli effetti delle sanzioni antirusse sul turismo in Puglia e quali iniziative sono previste per promuovere la regione? Sputnik Italia ne ha parlato con Rocky Malatesta, responsabile mercato russo presso Pugliapromozione (Agenzia del Turismo Regione Puglia).

    — Rocky Malatesta, tirando le somme dell'estate 2017, com'è andato il turismo russo in Puglia?

    — Il dato è molto confortante, perché riscontriamo l'entusiasmo di tanti operatori e ristoranti. I padri domenicani e la chiesa russa hanno registrato delle presenze importanti, soprattutto alla Basilica di San Nicola, attrazione per il popolo russo e ortodosso. A partire dal mese di giugno c'è stata una grandissima affluenza, siamo andati oltre le aspettative. Tutto questo è dovuto all'importantissimo evento del viaggio della reliquia di San Nicola a Mosca e San Pietroburgo. Il giorno in cui è stata prelevata la reliquia a Bari c'erano tantissime tv russe che hanno dedicato a quest'evento molto spazio.

    Tutto il mese di giugno e luglio vi è stato lo straordinario fenomeno di code chilometriche, tante ore di attesa sia alla Basilica del Cristo Salvatore sia a San Pietroburgo, quasi 3 milioni di ortodossi hanno reso omaggio al loro Santo più importante. Addirittura il presidente Putin il secondo giorno della presenza della reliquia a Mosca si è recato personalmente per pregare sulla reliquia.

    Ci sono stati segnali importanti anche da parte della politica. Questo evento ancora di più ha suscitato l'entusiasmo, un trasporto verso Bari, città che conserva da quasi mille anni le spoglie di San Nicola. Abbiamo avvertito quest'immediata voglia di tantissimi russi di recarsi a Bari.

    — Il viaggio in Russia delle reliquie di San Nicola è un evento storico e la città di Bari una meta amata dai russi. Possiamo dire che fra la Puglia e la Russia c'è un legame speciale?

    — Sì, perché dai racconti del Monaco di Barlaam in poi sono secoli in cui si sviluppa il cammino dei pellegrini che passavano attraverso la città di Bari per poi recarsi a Gerusalemme. San Nicola è nell'immaginario di tantissimi ortodossi, non soltanto russi, ma parliamo più di 300 milioni di ortodossi nel mondo.

    È un legame davvero speciale che circa cento anni fa ha fatto sì che nascesse la chiesa russa nella nostra città grazie alle donazioni di tantissimi pellegrini. Nel 1913 è iniziata la costruzione della chiesa russa per terminare nel 1917. Vi era il bisogno di una struttura che potesse accogliere i pellegrini ortodossi. Questo legame nel periodo dell'Unione Sovietica si è sopito, perché c'è stato meno movimento, meno possibilità di raggiungere la nostra città.

     Negli ultimi 15 anni invece c'è stata proprio un'esplosione del fenomeno spirituale religioso che hai visto anche la nostra città ritornare ad essere una meta religiosa privilegiata. Nel 2009 durante l'amministrazione di Michele Emiliano sindaco di Bari, il presidente Putin durante un vertice italo russo chiese la restituzione della chiesa russa. Da quel momento la città di Bari si attivò e iniziò ad accordarsi con il governo, un anno e mezzo dopo con una cerimonia solenne si è restituita la chiesa alla presenza di tanti media.

    — L'amicizia fra la Russia e Bari si è sviluppata anche negli ultimi anni?

    — In questi anni, quando ero delegato del sindaco Emiliano per i rapporti con la Russia, abbiamo realizzato 5 gemellaggi con città russe, fra cui Vladimir, Sergiev Posad e Kostroma. Da dodici anni conduciamo il festival dell'arte russa che si tiene nel mese di maggio a Bari in onore di San Nicola. È una settimana di festa dove si esibiscono artisti russi. A dicembre già da otto anni portiamo il nostro festival di arte pugliese a Mosca. Sono nate iniziative culturali che hanno supportato questo processo di amicizia. Bari è sempre stata una città molto privilegiata. Piano piano anche la Puglia tutta è diventata una meta amata dai russi.

    Con svariate iniziative abbiamo fatto in modo che il turismo russo crescesse da 20 mila presenze del 2011 a oltre 60 mila presenze nel 2014. Abbiamo registrato un aumento annuale dei turisti del 40%. Poi vi è stato il crollo, abbiamo avuto due anni negativi, come in tutta Italia.

    — Le sanzioni antirusse hanno danneggiato pesantemente l'economica italiana. Quanto sono importanti oggi per la Puglia i legami con la Russia da un punto di vista turistico, economico e culturale?

    — Le iniziative culturali di cui parlavo prima sono state un baluardo anche in momenti non facili come il 2014, quando noi abbiamo seguito una linea dettata dagli Stati Uniti. Purtroppo i danni che ha subito la nostra economia pugliese e italiana sono stati il frutto di logiche che non dipendevano dalla nostra volontà. Dopo anni in cui si costruiscono rapporti, si fanno contratti e si investe in un mercato bello e generoso come quello russo, arrivare da un giorno all'altro a quella situazione è stato drammatico. Siamo andati avanti per la nostra strada con varie iniziative, perché per noi la cultura non ha partiti ed è superiore a qualsiasi altra logica che i momenti storici possono dettare per convenienza.

    Da un punto di vista economico è stato tragico, in Puglia molte imprese avevano il 30-40% del fatturato con l'estero dedicato al mercato russo. Da un giorno all'altro hanno visto spazzata via una grande opportunità. Le sanzioni hanno costretto la Russia ad organizzare internamente le produzioni che non arrivavano più dall'estero. I nostri prodotti sono stati sostituiti, non quelli di eccellenza ovviamente, da prodotti di altri Paesi. Parliamo di fette di mercato perse che non potremo più riconquistare. In pochi anni molti casari italiani hanno iniziato a produrre formaggi in Russia. Le sanzioni hanno generato in Russia la nascita di nuove professionalità e capacità.

    — Quello russo è comunque un mercato interessante in cui investire oggi per la Puglia?

    — Io sono convinto di sì, perché si tratta di un mercato con decine di milioni di consumatori, ci sono oltre 20 città con più di un milione di abitanti che hanno voglia di vestirsi con la moda italiana e di mangiare italiano. Siamo fortunati perché il popolo russo ama lo stile italiano, il nostro design e il nostro modo di vivere. Manteniamo i legami commerciali anche per questa predisposizione che i russi hanno nei confronti dell'Italia. Sono cambiati i tempi, le modalità e gli approcci commerciali: i russi hanno affinato la propria capacità di scegliere, ora più che mai bisogna presentare dei prodotti di eccellenza. L'Italia deve mantenere un elevato livello di qualità dei prodotti e un elevato livello nella presentazione del prodotto. Il packaging molto spesso è più importante del prodotto stesso. Bisogna lavorare su questo.

    — Quali progetti ci sono in campo per promuovere ancora di più la Regione Puglia?

    Il convengo dedicato alla Russia
    © Foto: fornita da Rocky Malatesta
    Il convengo dedicato alla Russia

    — Una nuova iniziativa in assoluto è la partenza del volo Bari-Mosca. Due anni fa il progetto si era interrotto per motivi geopolitici. La grande novità è che questo volo dovrebbe partire dal mese di marzo, non è il solito volo charter stagionale. Si tratta di un volo di linea lowcost bisettimanale. È una possibilità anche per i pugliesi di recarsi in Russia, penso ai Mondiali di calcio 2018 e all'occasione di avere una settimana spezzata, anche per il business questo volo diventerebbe infatti determinante. Il volo è operato dalla S7, siamo tutti in attesa di questo giorno e ne abbiamo parlato al convengo della scorsa settimana dedicato alla Russia. Questa è la grande speranza, perché con il volo diretto ci sarebbe un ulteriore slancio per il business e per il turismo.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    turismo, Sanzioni, Intervista, Puglia, Italia
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