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    La veduta dello stretto Sovetsky nel Pacifico tra la Russia e il Giappone

    Ponte fra Russia e Giappone, un sogno che diventa realtà?

    © Sputnik. Alexander Liskin
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    Tatiana Santi
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    Al recente forum economico d’Oriente svoltosi a Vladivostok il presidente Putin ha proposto ai colleghi nipponici di estendere la ferrovia transiberiana e di costruire un ponte che colleghi la russa Sakhalin all’isola giapponese Hokkaido. Un sogno che diventa realtà?

    Mentre si attende l'inizio dei lavori per il fatidico collegamento sullo Stretto di Messina, in Italia l'unica persona a parlare di ponti è Papa Francesco. In Russia invece è già in costruzione il ponte che unirà la penisola di Crimea con il territorio di Krasnodar, secondo le stime le automobili potranno percorrerlo già nel 2018.

    Sta prendendo forma inoltre un importante progetto infrastrutturale, ovvero sia un ponte che andrebbe a collegare la Russia al Giappone, in questo modo unendo tutta l'Europa al Paese del sol levante. L'infrastruttura che estenderebbe la ferrovia più lunga del mondo, la Transiberiana, comporterebbe dei risvolti economici e geopolitici significativi. Sputnik Italia ne ha parlato con Filippo Romeo, esperto di geoeconomia dei trasporti e delle infrastrutture.

    — La Russia ha proposto la costruzione di un ponte che da Sakhalin raggiunga l'isola giapponese di Hokkaido. Si tratterebbe di un'infrastruttura davvero imponente. Filippo, che cosa potrebbe significare questo progetto per i rapporti commerciali fra i due Paesi?

    Filippo Romeo
    © Foto: fornita da Filippo Romeo
    Filippo Romeo
    — È un'infrastruttura di fondamentale importanza che potrebbe portare a molteplici risvolti. Oltre che intensificare i rapporti commerciali fra Russia e Giappone, che negli ultimi anni registrano una parabola ascendente, soprattutto per quanto riguarda i comparti farmaceutici e della tecnologia, il progetto in questione potrebbe anche sbaragliare il campo per ciò che riguarda lo scenario geopolitico.

    Da un lato la Russia andrebbe ad allacciare il Giappone che, come sappiamo, è sempre rimasto nella sfera occidentale statunitense, si tratterebbe quindi di un nuovo asse. Allo stesso tempo ci si sgancerebbe anche dalla Cina. Sappiamo che il rapporto fra Russia e Giappone è complicato per via della contesa storica delle Isole Curili. La realizzazione di questa infrastruttura oltre che a sviluppare maggiori scambi commerciali, potrebbe segnare quindi anche un'epoca di pace fra i due Paesi. C'è da dire però che in caso di un'eventuale guerra, con questa infrastruttura la Russia sarebbe facilmente raggiungibile da terra. In caso di conflitto il ponte potrebbe essere un'arma a doppio taglio per la Russia, perché potrebbe trovarsi accerchiata anche sul fronte giapponese.

    — Il ponte alla fine andrebbe ad unire tutta l'Europa al Giappone, no?

    — Certo, è un progetto che si allaccia alla Transiberiana, la storica ferrovia che attraversa tutta la massa eurasiatica, che poi potrebbe legarsi alla Polonia, alla Germania, alla Francia fino ad arrivare a Londra. Sicuramente ci sarebbero problemi di scartamento per quanto riguarda i binari, però sono superabili da un punto di vista tecnico. Questo permetterebbe alle merci giapponesi di arrivare in Europa fino all'Inghilterra in brevissimo tempo e viceversa. Vi è di più.

    Il ponte permetterebbe alla Russia di fornire petrolio e gas al Giappone tramite questi collegamenti terrestri. Tutto ciò inoltre permetterebbe di sviluppare territori che al momento risultano estremi e periferici, come l'Isola di Hokkaido e l'Isola di Sakhalin. Queste due isole diventerebbero centrali grazie alla costruzione della mega infrastruttura. Di fronte alle coste di Sakhalin ci sono grossi giacimenti di petrolio e di gas, lo sviluppo di questa infrastruttura aiuterebbe anche le multinazionali, che al momento stanno operando per l'estrazione dei minerali, dal punto di vista dei trasporti degli idrocarburi.

    — A livello globale quali cambiamenti potrebbero quindi registrarsi con la costruzione del ponte secondo lei?

    — Innanzitutto parliamo di fattori economici, si verificherebbe un aumento dell'interscambio fra Russia e Giappone, ma anche fra Giappone ed Europa, perché si andrebbero ad accorciare i tempi di percorrenza. Si tratta inoltre di fattori geopolitici, si andrebbe infatti a modificare lo scenario dell'area del Pacifico, il Giappone uscirebbe così dal vincolo con gli Stati Uniti per abbracciare la Russia. A sua volta Mosca si sgancerebbe dal vincolo con la Cina. Questo nuovo asse potrebbe essere foriero anche di un periodo di pace. La Russia è guardinga nei confronti del Giappone, di recente ha infatti intensificato la sua presenza militare a Matua, una delle Isole Curili. Quest'infrastruttura a mio avviso farebbe abbassare le difese da ambe le parti.

    — Possiamo dire quindi che le infrastrutture, in particolare i ponti, hanno un valore geopolitico importante?

    — Oltre alla geografia volontaria dei territori, i ponti creano dei collegamenti non solo fisici, ma anche concettuali con altre regioni. Questi collegamenti creano nuovi rapporti che col tempo andranno senz'altro consolidandosi. Tutto ciò favorisce una situazione pacifica laddove vi sono delle frizioni. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    ponte, transiberiana, Relazioni Russia-Giappone, Forum economico dell'Oriente, Vladimir Putin, Vladivostok, Russia, Vladivostok, Giappone, Russia
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