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    Il Comune di Milano sfratta l’Associazione Italia-Russia

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    Tatiana Santi
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    “Italia-Russia” rischia di chiudere i battenti, segnando così una grave perdita per la città di Milano e più in generale per i rapporti fra i due Paesi. Il giorno X è arrivato, il Comune di Milano sfratta l’Associazione Italia-Russia, importante punto di riferimento per tutti gli italiani legati alla Russia.

    Il 5 settembre l'Associazione Italia-Russia, che opera a Milano dal 1946, avrebbe dovuto liberare gli spazi dello stabile in Via Cadore, dove in base al contratto ha ristrutturato i locali in stato di abbandono spendendo di tasca propria ben 80 mila euro. Ora la sede tornerà alla scuola che occupa gli altri piani dell'edificio.

    Annalisa Seoni
    © Foto: fornita da Annalisa Seoni
    Annalisa Seoni
    L'Associazione ha già dovuto limitare gli spazi per le proprie attività, riducendo anche gli orari per le aperture al pubblico, ma la paura più grande è chiudere definitivamente. Trovare una nuova sede al più presto, questo è l'auspicio espresso in un'intervista a Sputnik Italia da Annalisa Seoni, segretario responsabile dell'Associazione.

    — Annalisa Seoni, ci potrebbe aggiornare sulla situazione in merito all'Associazione? C'è stato un riscontro alle firme raccolte?

    — Non abbiamo avuto alcun riscontro, non c'è stata alcuna reazione da parte dell'amministrazione pubblica. Il 22 agosto abbiamo ricevuto un provvedimento in cui ci veniva confermata formalmente la decadenza della concessione dello spazio e ci veniva chiesto di liberare l'edificio entro il 5 settembre. Per l'Associazione questo significherebbe la chiusura e la fine di tutte le attività. Ci siamo mossi quindi in due direzioni.

    — Cioè?

    — La prima è quella di trovare un ulteriore accordo con il Comune e con il preside della scuola affinché per alcuni mesi venga prorogato l'uso di questo spazio, optando magari su un uso promiscuo e sulla riduzione degli spazi che erano a disposizione dell'Associazione. Dall'altra parte ci siamo mossi per via legali.

    Il confronto, soprattutto con il preside, ha portato a dover lasciare completamente le sei aule di informazione di cui noi disponevamo e inoltre ora possiamo usare gli spazi solo nel pomeriggio. Le altre stanze e gli uffici dell'Associazione sono stati compattati dentro ad un unico locale. L'accesso al pubblico e agli associati è limitato esclusivamente al pomeriggio. Questi giorni siamo stati impegnati con gli spostamenti. C'è però un'altra novità.

    — Quale?

    — Proprio oggi il Tar ha accolto la sospensiva, questo significa che il provvedimento del Comune non può avere effetti fino a quando il Tar non deciderà che cosa fare. Ovviamente, vista la situazione che non ci consente di proseguire serenamente le nostre attività, ci siamo mossi con altre istituzioni per trovare una nuova collocazione. La nostra intenzione è proseguire l'attività qui, soprattutto quella formativa, fin tanto che non troveremo un nuovo spazio dove andare. Speriamo questo avvenga il prima possibile.

    — Prima o poi comunque sia voi dovrete lasciare gli spazi in questo stabile, giusto?

    — Sì, inoltre per il modo in cui hanno ridotto tutti gli spazi a nostra disposizione, la nostra attività è molto più limitata. Non abbiamo più la sala conferenze, l'accesso alla biblioteca e alla sala lettura può avvenire solamente negli orari pomeridiani. Per noi questo non è accettabile. A dire il vero con la sospensiva del Tribunale noi siamo in diritto di dire che restiamo qui finché ci pare e non permettiamo alla scuola di entrare, però siamo delle persone per bene e abbiamo deciso di mantenere fede all'accordo che avevamo proposto alla scuola, cioè quello dell'utilizzo limitato e promiscuo con l'assoluta intenzione di andare via il prima possibile.

    Per eventuali risarcimenti da parte del Comune ci segue il nostro legale. In questo momento una delle difficoltà dell'Associazione è anche l'aspetto economico: visto l'investimento che abbiamo fatto per ristrutturare lo stabile, cioè 80 mila euro, è ovvio che ora non abbiamo più risorse disponibili. Stiamo continuando a pagare il mutuo che abbiamo contratto per ristrutturare gli spazi. Vorremmo lanciare una richiesta di sottoscrizione di donazione per poter poi affrontare tutte le spese legate al trasloco e per stabilire l'attività in una nuova sede.

    — Avete riscontrato solidarietà dalle rappresentanze diplomatiche russe?

    — Da parte delle istituzioni diplomatiche sì. Il Console russo di Milano Nurizade sta seguendo molto da vicino la situazione e ci sta aiutando con tutti i rapporti istituzionali a trovare una soluzione. Sarebbe auspicabile che questo tema arrivasse anche direttamente in Russia. L'Associazione è italiana ma il suo obiettivo è quello di promuovere la cultura russa in Italia, quindi è un punto di riferimento in Italia per la cultura russa. Dovrebbe essere nell'interesse italiano, ma anche russo mantenere viva l'Associazione e garantirle continuità.

    — Qual è il suo auspicio?

    — Siamo alla ricerca di un nuovo spazio e di risorse economiche per sostenere le spese che comporterà il trasferimento della sede. L'Associazione ha lo scopo di unire i due Paesi, questo si vedeva anche dai messaggi delle persone che hanno firmato la petizione. Il loro più grande dispiacere è perdere in Italia questo importante punto di riferimento.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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    relazioni Italia-Russia, Associazione Italia-Russia, Milano, Italia, Russia
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