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    Una bottiglia di vino

    Made in Italy, boom vini italiani contraffatti in Ucraina e Moldavia

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    Tatiana Santi
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    Il vino italiano, apprezzato e amato in tutto il mondo, purtroppo in alcuni Paesi viene imitato e taroccato, provocando così un danno enorme al Made in Italy. Nel mirino l’Asti Spumante e il Prosecco, è boom di vini italiani contraffatti in Ucraina e in Moldavia.

    Milioni di bottiglie false prodotte e vendute in Ucraina e in Moldavia, le società locali imitano nomi italiani, copiano etichette, storpiano le località dove nascono i pregiati vini italiani. Inoltre nelle bottiglie false spesso non vi è traccia di vino, ma di una miscela a base di zucchero e gas. A infrangere le regole e a colpire il Made in Italy paradossalmente sono due Paesi, l'Ucraina e la Moldavia, che sperano di entrare nell'Unione Europea.

    A lanciare l'allarme sono i consorzi di produzione, preoccupati per un mercato della contraffazione in continua crescita e l'eurodeputato Alberto Cirio, recatosi recentemente in Moldavia per affrontare il problema con le autorità locali. Quali misure verranno adottate in merito? Sputnik Italia ne ha parlato direttamente con Alberto Cirio, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento UE, presidente della Commissione per l'integrazione economica di Euronest (Assemblea permanente che cura i rapporti fra l'UE e l'Europa orientale).

    Alberto Cirio
    © Foto: fornita dall'Onorevole Alberto Cirio
    Alberto Cirio

    — Onorevole Alberto Cirio, in Ucraina sono state registrare milioni di bottiglie taroccate di Asti, stesso problema anche in Moldavia. Si tratta di dati impressionanti oltre che di un danno al Made in Italy. Ce ne può parlare?

    — Si tratta di un problema molto serio che non va sottovalutato perché in Moldavia e in Ucraina delle fantomatiche società commercializzano vini con nome italiano, usando nomi che richiamo località italiane. Ad esempio producono e vendono un prodotto con il nome "Astin" invece di Asti, oppure un vino venduto in Moldavia si chiama "Alb" senza la —a- finale. Vengono quindi utilizzati nomi evocativi dell'Asti o del Prosecco, ovvero sia i principali brand italiani.

    Tutti i mercati ovviamente sono importanti, il nostro timore però è che queste aziende portino il vino italiano falso in Russia, un mercato che per noi è estremamente importante e significativo. Il mercato che il vino, in particolare l'Asti, ha in Russia può decidere le sorti dell'Asti.

    — Nelle bottiglie contraffatte in Ucraina e in Moldavia fra l'altro spesso non c'è nemmeno vino, ma una miscela che non c'entra niente con il frutto dell'uva. I consumatori associano un prodotto scadente all'Italia. Il danno all'immagine del Made in Italy non è quantificabile alla fine?

    — Il danno è enorme, perché nella migliore delle ipotesi c'è un vino di bassa qualità. Chi immagina di poter assaggiare un Asti o un Prosecco si ritrova a bere un vino che neanche in lontananza ricorda i due vini italiani. Nella peggiore delle ipotesi all'interno delle bottiglie non c'è neanche vino, ma una miscela di acqua a base di zucchero, di aromi e di anidride carbonica.

    — Il boom di queste contraffazione è registrato in due Paesi che aspirano ad entrare nell'Unione Europea. È un paradosso, no?

    — Sì, ma questo ci sta dando un elemento di forza perché questi Paesi se hanno interesse ad entrare in Europa evidentemente devono adeguarsi alle normative europee. Se non lo fanno hanno un elemento di difficoltà che può impedire loro di entrare nell'Unione Europea. Non dimentichiamoci che questi Paesi ricevono annualmente decine e decine di milioni di euro dalla Comunità Europea per i loro interventi. Non esiste il discorso che quando c'è da prendere l'Europa è brava, ma quando c'è da rispettare i marchi e la proprietà intellettuale l'Europa è cattiva.

    — Quali sono le iniziative mirate a risolvere questo problema? Lei è stato recentemente in Moldavia proprio per questo problema?

    — Io sono presidente della Commissione per l'integrazione economica di Euronest, che è una della Commissioni di lavoro del Parlamento Europeo finalizzata alla definizione dei rapporti con l'Eurasia, quindi con l'Ucraina, l'Armenia, l'Azerbaijan, la Georgia, la Moldavia e la Bielorussia. Parliamo di una fascia di Paesi molto importante, perché dal loro atteggiamento filo russo o filo europeo dipende molto anche la geopolitica mondiale.

    Ho sollecitato ufficialmente il governo moldavo, prima attraverso l'Ambasciata della Moldavia a Bruxelles e anche attraverso un'azione diretta presso l'agenzia per il rispetto della proprietà intellettuale dei marchi in Moldavia. Mi sono recato personalmente in Moldavia la scorsa settimana dove ho avuto una serie di incontri di carattere politico. Intendo portare il problema nella seduta plenaria di Euronest, nella mia Commissione, che si terrà a Kiev alla fine del mese di settembre.

    L'argomento sarà chiaro: chi vuole entrare in Europa, inizi rispettandone le regole.

    — Che sistema può essere introdotto per evitare al massimo la contraffazione dei prodotti italiani?

    — Basta seguire il livello europeo che è un livello estremamente efficace. Per quanto riguarda l'agroalimentare abbiamo un rigore assoluto con la tutela dei marchi, è un sistema molto rigido con dei controlli capillari sul territorio. Basta che questo sistema venga adottato dai Paesi che vogliono entrare a far parte dell'Unione europea. Deve essere riconosciuto come strumento valido di protezione.

    — Il problema sarà far rispettare questo sistema agli altri Paesi?

    — Il problema è che se tu non sei un organismo come l'Unione europea, non hai accordi con l'Unione, pensi di poter fare come ti pare. Questa è la presunzione che hanno alcuni piccoli Stati. Noi parliamo del vino, ma pensiamo anche alle tasse, al fisco e ai paradisi fiscali. Se questi Paesi hanno la forza di essere indipendenti per vivere da soli, magari ci riescono, ma se invece sono come la Moldavia e quindi sono Paesi che vanno aiutati e noi vogliamo aiutarli, allora devono rispettare le regole.

    — Vorrebbe aggiungere qualcos'altro?

    — La Russia per noi rimane un mercato straordinario. Ci siamo battuti fortemente in Parlamento perché la follia delle sanzioni alla Russia venisse risolta. Anche se sono italiano, disapprovo totalmente la linea del governo italiano che ha chiesto il mantenimento delle sanzioni antirusse. È una follia. Per noi la Russia è un amico e un alleato, oltre che un mercato importante.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Made in Italy, vino, ingresso in UE, Euronest, Parlamento Europeo, UE, Moldavia, Ucraina, Russia, Italia
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