03:28 11 Luglio 2020
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Mentre esplode l’emergenza a Ischia arriva l’anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 ha colpito il Centro d'Italia - Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto in particolare.

È passato un anno ma le macerie del sisma sono ancora lì, rimosso solo il 12 per cento. Secondo il Corriere della sera, le situazioni più gravi sono nelle Marche e nel Lazio, dove i crolli hanno gettato giù interi paesi, come Amatrice, che da sola conta più di un milione di tonnellate di macerie.

A cosa sono dovuti questi ritardamenti? E perché il governo non ha mantenuto i suoi impegni nei confronti dei comuni terremotati? In vista dell'anniversario del terremoto, che ha messo in ginocchio il Centro Italia, Sputnik-Italia ha indirizzato queste domande al sindaco dell'Amatrice Sergio Pizzoli.

— Ad un anno dal tragico evento sismico che ha devastato il suo comune, cosa prova per Ischia?

— Capisco perfettamente quello che stanno passando a Ischia. Vorrei esprimere la mia grande vicinanza alla popolazione dell'Ischia colpita dal terremoto e ai famigliari delle vittime. Però questa situazione per fortuna per Ischia non è paragonabile e comparabile a quella di Amatrice perché noi qui abbiamo avuto una distruzione globale e 238 morti. Sono due eventi completamente diversi per la tipologia, per violenza, per lo sforzo e per tutto.

— Come il comune di Amatrice e Lei come il sindaco avete vissuto questo primo anno dopo il tragico terremoto?

— Questo è un anno che rappresenta una vita. È anno durante il quale tranne il terremoto abbiamo attraversato la più grande nevicata dal 1956, per cui è stato un anno vissuto sia pensando all'emergenza ma anche al prossimo futuro. Con grande fatica cambia anche la vita del sindaco perché sono stato eletto per fare il sindaco in tempo di pace, ma oggi sono costretto di fare il sindaco in un tempo di guerra. Però la forza e la resistenza della mia gente, la solidarietà dei comuni italiani e del mondo mi dà le forze per andare comunque avanti.

People on the site where buildings were destroyed by an earthquake in Amatrice
© Sputnik . Natalya Smakova
— Ad Amatrice ci sono ancora le macerie, per quale motivo? A che punto siete con la ricostruzione della città?

— Questo in primo luogo è un problema della regione. Adesso i lavori si stanno accelerando. Mi auguro che si faccia più veloce possibile. Dopo 12 mesi siamo riusciti a riaprire il primo supermercato, i primi negozi e i primi ristoranti. Lentamente stiamo tornando alla vita in una nuova Amatrice e non in quella vecchia che ha un nuovo senso di comunità e un nuovo spirito.

— Quanto tempo ci vorrà, secondo le Sue stime, per completare i lavori? Sui alcuni giornali addirittura si parla di 20 anni per ricostruire? 

— Speriamo di meno. Io mi auguro che sia almeno la meta perché poi diventa dura.

— Qualche giorno fa Lei ha apertamente accusato il governo, dicendo che l'esecutivo non ha mantenuto le sue promesse, soprattutto per quanto riguarda l'esenzione per due anni dalle imposte e contributi. La Sua dichiarazione ha provocato un vero e proprio terremoto mediatico. Il Suo grido di dolore ha raggiunto il premier Gentiloni?

— Si, abbiamo vinto! Governo ha confermato tutti i suoi impegni a questo proposito. Quello era veramente necessario perché bisogna creare le condizioni affinché si possa ripartire e io ritengo che le misure fiscali siano indispensabili e permettano ai nostri imprenditori a riaprire le proprie attività.

— Comunque, per far ripartire l'economia servono anche notevoli investimenti. Un anno fa avete ricevuto numerose proposte per aiutare Amatrice. Cosa è successo nel frattempo? 

— Nel frattempo è partita la ricostruzione di un panificio. Poi noi, come sapete, siamo famosi per gli spaghetti all'amatriciana e io mi auguro che qualcuno venga a fare la fabbrica del sugo per la pasta all'amatriciana perché noi vogliamo ripartire dalla nostra storia, da questa natura straordinaria, da quello che sono le nostre tradizioni.

— Torniamo per un attimo ad agosto del 2016. La Russia è stata tra i primi paesi per mostrare la sua vicinanza ad Amatrice. Come valuta l'intervento effettuato dai soccorritori russi?

— La Russia è una grande nazione che ha un grande senso di appartenenza! Io mi auguro di poter continuare questa collaborazione che è partita perché è un popolo che è simile al nostro, perché ha sofferto, un popolo che è abituato a lavorare al freddo, in montagna. È un popolo che stimo perché è molto pratico, fa poche chiacchiere ma molti fatti.

— Ad aprile di quest'anno Lei e il suo omologo russo, il sindaco Sergei Panov avete sottoscritto l'accordo di gemellaggio tra Amatrice e la città di Yelets. Quali opportunità di collaborazione aprono questi rapporti?

— Noi con il sindaco di Yelets fra un po' ci rivedremo. Importante che ci sono delle somiglianze, delle similitudini fra di noi. Io mi auguro che questo rapporto si consolida con tanti altri passi. Adesso sono stato impegnato su tantissimi fronti. Spero che fra un mese, un mese e mezzo di avere più tempo anche per riempire i contenuti di questo accordo di gemellaggio che abbiamo fatto con questa bella città della Russia.

— Qualche giorno fa Lei ha inviato a Papa Francesco la proposta di celebrare una messa ad Amatrice e commemorare le vittime del terremoto. Che importanza potrebbe avere la visita del pontefice per la rinascita della città?

— Non lo so, non lo so se la proposta è stata accettata sinceramente… Mi avrebbe fatto piacere perché la parola del Papa era importante, senza sminuire altre persone. La nostra fede dice che dopo una morte c'è sempre una vita. Comunque se il Santo Padre deciderà di venire, sarà ben venuto ma se non viene, è uguale. Ho fatto questo invito perché, a mio avviso, penso che quel giorno la parola de Dio, la parola della speranza, della fratellanza, del rispetto e anche la parola della reciprocità detta dal Papa potrebbe avere un valore straordinario.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Relazioni Italia-Russia, terremoto, Italia
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