18:15 23 Novembre 2020
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Gli Stati Uniti si affacciano al mercato energetico del Vecchio Continente per esportare gas liquefatto, cercando così di scalzare la Russia che, da primo fornitore assoluto, assicura ben il 35% del fabbisogno europeo. Guerra del gas, ma in Europa la Russia batte gli USA.

Tirano venti da guerra fredda fra Washington e Mosca, che si scontrano in tema energetico sul campo di battaglia europeo. Dall'anno scorso gli Stati Uniti hanno dato il via all'export di gas liquefatto e adesso mirano alle forniture verso il Vecchio Continente. A giugno è arrivata in Polonia la prima nave che trasportava gas americano.

Stando ai numeri però il gas russo è estremamente più conveniente, visti gli elevati costi del trasporto e della rigassificazione del gas liquefatto d'oltreoceano. L'establishment americano inoltre intende mettere in discussione il primato russo nelle forniture di gas attraverso le sanzioni che colpiscono il progetto Nord Stream 2, danneggiando così anche gli interessi europei.

In prospettiva futura quale sarà l'importanza del gas russo per l'Europa? Qual è il peso geopolitico dell'energia? Sputnik Italia ne ha parlato con Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, società indipendente di ricerca sull'energia e l'ambiente.

— Davide Tabarelli, l'ostilità Russia-Stati Uniti si gioca anche sul gas e il terreno di scontro è l'Europa?

— Il campo politico più importante di sempre nello scontro fra Stati Uniti e Russia non è certo l'Alaska, dove si è negoziato e sono stati trovati degli accordi in passato, ma l'Europa. L'Europa è il campo dove ci sono i maggiori interessi, la ricchezza, la cultura, la storia ma si tratta anche di energia. La principale fonte di entrata di denaro, di valuta pregiata della Russia è il gas esportato verso l'Europa. La Russia è un Paese europeo, nonostante si estenda verso l'Asia, di fatto è in Europa che l'economia russa ruota.

— Le sanzioni americane contro la Russia minano i rapporti fra Mosca e l'Europa, è finito nel mirino il progetto del Nord Stream 2. Le sanzioni americane penalizzano anche le aziende europee. A pagare quindi è anche l'Italia?

— Certo, l'Italia esporta molti manufatti di metalmeccanica, beni della sfera alimentare e del lusso verso la Russia. Le società italiane, l'Eni, la Saipem, la Bonatti ed altre sono coinvolte nei grandi progetti come il Nord Stream. Ricordiamoci che c'è anche il South Stream e il Turkish Stream, si tratta di una sconfitta dell'Italia sotto il profilo strategico ed energetico di cui si parla poco. Anni fa si parlava del South Stream come di una soluzione per bypassare l'Ucraina, ma anche per rafforzare i legami con la Russia, oggi è un progetto abbandonato. È un peccato innanzitutto per le imprese, ma anche per la sicurezza del sistema Italia e quello europeo.

Il Nord Stream è un progetto già realizzato per 50 miliardi di metri cubi, il raddoppio del gasdotto lo ritengo utile, però è sempre lanciato a nord. Sarebbe stato molto più positivo se si fosse realizzato anche il South Stream, che doveva passare attraverso il Mar Nero e arrivare sulle coste europee. Il progetto non è stato realizzato per varie ragioni ed è un peccato. Quando ci sono dei peggioramenti nella politica e nelle relazioni internazionali è sempre un problema di mancati investimenti e di importanti danni economici.

— Gli Stati Uniti vogliono isolare la Russia dall'Europa fornendo il proprio gas liquefatto, ma tuttora la maggior parte del gas che viene importato in Europa è comunque russo, no?

— Noi consumiamo circa 450 miliardi di metri cubi, il 25% del gas viene dalla Russia, quasi la metà delle nostre importazioni, questo accade da venti anni. La sicurezza delle forniture è stata garantita nonostante esista una guerra in Ucraina. Nonostante le sanzioni e queste difficoltà la Russia è il principale fornitore per una ragione molto semplice: la Russia è Europa, per vicinanza fisica è ovvio che sia il principale fornitore. Fra l'altro la Russia è il primo Paese insieme all'Iran per riserve di gas convenzionali immense.

Io sogno un giorno, sicuramente ci arriveremo, quando avremo Russia e Europa unite, come sono unite oggi in maniera un po' difficile Germania, Italia e Francia con le loro differenze. La Russia ha immense risorse naturali fra cui il gas, i cui costi di produzione sono enormemente più bassi rispetto agli Stati Uniti. Il gas continuerà ad arrivare soprattutto dalla Russia, quello dagli Stati Uniti è fisicamente troppo lontano ed è troppo costoso estrarlo.

— Anche in prospettiva futura il gas russo avrà un valore importante e conveniente per l'Europa?

— Certo, il gas russo sarà fondamentale, la prima fonte di fornitura. Non c'è competizione con gli altri fornitori, in particolare con gli Stati Uniti. Se lei tiene conto dei costi di produzione, di trasporto, di esportazione, di liquefazione e di rigassificazione il tutto viene a costare troppo. La Russia potrà sempre fare dei prezzi più convenienti e noi ne siamo contenti.

— Qual è il peso geopolitico del gas e del petrolio. Possiamo dire che chi fornisce energia detta in qualche senso anche le regole in politica?

— L'energia è fra i primi posti, per definizione l'energia viene venduta, negoziata e trasportata su strutture di grandi dimensioni, si tratta di grandi società e di movimenti fra Stati. L'energia è sempre stata un settore strategico per l'Europa e per il consumatore. Senza energia non riusciamo ad andare avanti. L'energia e la politica economica del futuro sono sempre più condizionate dal fattore ambientale e dai cambiamenti climatici. Sotto questo aspetto il gas è positivo, perché è la fonte meno inquinante. In futuro sarà sempre più politica e strategica la questione energetica.

— Vuole aggiungere qualche altra considerazione?

— Sono in vacanza al sud dell'Italia, pochi giorni fa sono andato a vedere il punto dove dovrebbe arrivare il corridoio sud dall'Azerbaijan del famoso Trans Adriatic Pipeline. Sono estremamente pessimista, perché l'opposizione a livello locale a questa struttura è fortissima, è una testimonianza di come l'importanza strategica geopolitica dell'energia sia poi in Europa condizionata e fatta saltare dai localismi e dall'opposizione ambientale che hanno carattere assurdo, mai visto in passato. È un paradosso del sistema europeo energetico e questo depone di nuovo a favore del Nord Stream, perché l'importazione a Sud attraverso l'Italia è estremamente difficile.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Nord Stream 2, South Stream, Gas della Russia, Economia, Energia, gas, Europa, USA, Russia
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