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    Donald Trump incontra i leader dell'UE a Bruxelles.

    Savoini: “L’Ue si è espressa contro le nuove sanzioni solo per colpire Trump”

    © Sputnik. Alexey Vitvitsky
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    Marina Tantushyan
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    Ennesimo capitolo nella faccia a faccia fra Usa e Russia.

    Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il testo passato al Congresso che dispone nuove sanzioni contro la Russia, l'Iran e la Corea del Nord. La reazione di Mosca non si è fatta attendere: Vladimir Putin ha risposto con un pugno duro riducendo il numero dei diplomatici americani in Russia.

    Sembra però che questa volta l'Ue, che finora ha sostenuto le sanzioni punitive contro la Russia, sanzioni che sono costate molto di più all'Europa in termini economici e commerciali di quanto non lo siano per gli Stati Uniti, sta guardando alla ripresa della "guerra fredda" tra i due blocchi con una vera preoccupazione vivamente espressa dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e alcuni esponenti della Germania e della Francia. Perché questo cambio del mood? Forse perché l'Europa vede un pericolo per lo sviluppo dei progetti avviati con Mosca in campo energetico che rischiano di penalizzare società europee tra le quali sono Eni e Shell?

    Matteo Salvini e Gianluca Savoini
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Matteo Salvini e Gianluca Savoini
    Per capire quali ragioni hanno spinto l'Europa a cambiare atteggiamento sulla questione delle sanzioni antirusse, Sputnik Italia ha raggiunto Presidente dell'Associazione Culturale Lombardia-Russia Gianluca Savoini.   

    — Gianluca, il danno economico subito dall'Italia e dai paesi europei in genere è già enorme con le sanzioni ora in vigore. Quali ulteriori ripercussioni potrà avere l'approvazione del nuovo pacchetto sanzionatorio sull'economia dell'eurozona?

    — L'establishment globalista ha costretto Trump a firmare questa nuova legge controvoglia, approfittando di Russiagate e di tutte le polemiche. A mio avviso, questo nuovo pacchetto sanzionatorio causerà danni soprattutto all'Europa perché se l'Europa dovesse accettare di riconfermare ulteriori sanzioni, queste misure avranno un impatto drammatico sul settore energetico. Quindi, l'Europa si troverà nelle condizioni di dover comprare le risorse energetiche ai prezzi tre volte più cari perché il famoso gas liquido proviene dagli oleodotti controllati dagli americani. Ci sarà una perdita innanzitutto di quantità ma soprattutto di ulteriori soldi perché quello che riceviamo dalla Russia costa tre volte di meno. Ci sarà una batosta formidabile a tutta l'Unione Europea e all'Italia ovviamente. Abbiamo perso in questi anni circa 5,6 miliardi euro grazie alle sanzioni. E ci troviamo in una situazione economica di crisi internazionale dove l'Italia tra l'altro rispetto agli altri partner europei è tra i peggiori, vicino alla Grecia. Immaginiamoci che disastri potrà portare all'Europa e all'Italia l'allargamento delle sanzioni. 

    — Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha detto che "gli Usa non possono più aspettarsi di mettere prima i propri interessi, davanti a quelli dell'Europa che vengono per ultimi. Quel tempo è finito". Possiamo considerare le sue parole come cambio della strategia da parte dell'Europa?

    Il quartiere generale della NATO a Bruxelles
    © AP Photo/ Geert Vanden Wijngaert

    — No, io non lo credo. Io invece penso Juncker rappresenta gli interessi dei globalisti all'interno dell'Unione Europea essendosi sempre espresso a favore di Obama e a favore delle sue politiche che erano peggiori ancora di quelle attuali perché le sanzioni e la tensione con la Russia è stata creata dall'amministrazione Obama. L'accerchiamento della Nato nei confronti della Russia che continua oggi, l'ha creata l'amministrazione Obama. Tutti i governati europei erano favorevoli ad Obama e erano contro Trump e per cui questo suo atteggiamento deve essere considerato come un tentativo di dare una mano a chi vuole eliminare Trump dagli Stati Uniti e a allontanare monumentamente l'Europa dagli USA.

    Come per dire: "Signori, Trump sta facendo queste cose, sapendo che non le fa Trump e che lui è stato costretto a farle".

    Quindi noi prendiamo distanza da voi, gli americani non devono rompere le scatole, non devono interferire e non devono andare contro gli interessi europei. Sono le cose che l'America ha sempre fatto, soprattutto sotto l'amministrazione Obama. Guarda caso Junker e tutti quelli che commandano nell'Unione Europea adesso vanno contro ma solo perché il presidente si chiama Donald Trump. Io sono convinto che se ci fosse stata Hillary Clinton e se avesse fatto le stesse cose (e le avrebbe fatto volentieri e convintamente) che sta facendo Trump, nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Perché l'Unione Europea è una colonia dell'interesse americano e quindi inevitabilmente nessuno va contro di loro. Quindi si tratta solamente di un teatrino contro Trump, non contro l'America.  

    — Comunque Juncker ha anche detto che se i timori dell'Europa non sono presi sufficientemente in considerazione, siamo pronti ad agire in maniera consona nel giro di qualche giorno. Quali contromosse, a Suo avviso, metterà in campo Bruxelles? Sarà una risposta asimmetrica?

    — Io voglio sperarlo veramente ma credo che ci sia una reazione vera dell'Europa. Non penso che i governanti dell'Ue che va contro gli interessi dei cittadini europei e non ha mai risolto veri problemi, abbiano qualche possibilità di fare qualche contromossa nei confronti degli americani. Qualora la facesse, la farà esclusivamente per colpire Trump, per far vedere al livello globale che Trump non va bene e aiutare all'establishment americano legato alla precedente amministrazione a farlo fuori con l'impeachment o tramite Russiagate e qualche altra cosa.

    — I ministri di Germania e Francia appoggiano in pieno la linea dura di Juncker. Perché il governo italiano, che ha sempre definito il rapporto con la Russia come strategico, non si è ancora espresso su questo argomento, visto che verrà penalizzato anche il colosso energetico italiano Eni e il suo progetto Zohr — l'enorme giacimento di gas scoperto dal gruppo italiano in Egitto e lanciato a grande velocità verso la messa in produzione?

    — Ma vi sembra normale che sulla questione libica, che comunque interessa anche la Russia, il governo italiano invece di avere i maggiori collegamenti con Haftar, che è veramente un uomo forte della Libia, ha scelto al-Serraj. L'Italia ha una politica estera del tutto incapace, del tutto insoddisfacente. Al di là di questo a parlare sono tutti bravi. Lo scorso anno Renzi è andato al Forum economico di San Pietroburgo, davanti a Putin a dire "Viva la Russia!" e dopo due settimane ha votato convintamente al rinnovo delle sanzioni antirusse. Quindi gli amici russi devono rendersi conto che l'attuale governo italiano parla solo a secondo delle proprie convenienze che probabilmente non sa neanche quali siano, se non quelle di prendere ordini da chi è veramente più forte del governo italiano, cioè quasi tutti: dalla Francia e dalla Germania e all'Inghilterra o agli Stati Uniti. Con questa compagina governativa l'Italia non ha la forza di fare una politica estera indipendente, favorevole agli interessi nazionali e al recupero della sovranità nazionale, militare, politica ed economica.

    — In questo momento sul territorio russo operano circa 600 aziende italiane che hanno espresso la loro forte preoccupazione per allargamento delle sanzioni sottolineando che adesso le attività commerciali e gli investimenti messi in essere e programmati negli ultimi anni sono a rischio. E come reagiscono alla notizia le aziende della regione Lombardia che hanno i rapporti commerciali con la Russia?

    — Le conoscenze che abbiamo noi come l'Associazione con gli imprenditori che vanno in Russia fin dall'inizio, dal famoso ottobre del 2014, quando vennero comminate le prime sanzioni contro la Russia per la questione di Crimea, ci hanno espresso il loro grido di dolore. Quindi, gli imprenditori in Italia, soprattutto in Veneto e in Lombardia sono assolutamente contrari a queste sanzioni perché vanno a penalizzare soprattutto le medie e piccole imprese, quelli che vanno con un fatturato non certo elevatissimo ma che comunque avevano un ottimo rapporto e collaborazione commerciale con ambienti russi. Per esempio, penso al settore del mobile che è molto forte in Lombardia. Ci sono moltissime aziende che son dovute chiudersi perché la maggior parte del loro fatturato proveniva dalla vendita sul territorio russo e dal rapporto commerciale con le aziende russe. E poi ci sono tanti altri settori che sono stati colpiti. Gli imprenditori italiani hanno più volte chiesto al governo di rivedere questa tenacia antirussa, questa soggiacere alle imposizioni dell'Ue. Però purtroppo, finché stiamo dentro questa Unione europea e non sappiamo avere una forza che altri stati come la Germania e la Francia hanno, non possiamo far altro che sperare di fare come l'Inghilterra e andarcene via oppure sperare a lavorare all'interno per cambiare questa Ue.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Sanzioni di risposta, Sanzioni contro la Russia, danni, Sanzioni, Donald Trump, Jean-Claude Juncker, Matteo Renzi, Vladimir Putin, UE, Italia, USA, Russia
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