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    Sanzioni antirusse, una guerra dove perdono tutti

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    Tatiana Santi
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    Donald Trump, nel mirino per il fatidico Russiagate, si è piegato al Congresso che ha imposto alla Russia un nuovo pacchetto di sanzioni, che vanno a colpire però anche gli interessi europei, minando il progetto Nord Stream 2. Sanzioni antirusse, una guerra dove perdono tutti.

    Gli Stati Uniti firmano nuove sanzioni contro Mosca, questa volta colpendo un settore molto delicato come quello energetico e danneggiando così le economie europee. Nel documento approvato dal Congresso infatti si propone di punire, a gran sorpresa della stessa Europa, tutte le aziende coinvolte nel progetto Nord Stream 2. Il piano è molto facile: allontanare l'Europa dalla Russia e dal suo gas per esportare, non si sa ancora come e quando, il gas di scisto americano.

    Paolo Manasse, professore di macroeconomia all’Università di Bologna
    © Foto: fornita da Paolo Manasse
    Paolo Manasse, professore di macroeconomia all’Università di Bologna
    Mosca provvederà a rispondere all'ennesima mossa antirussa con l'espulsione di diversi diplomatici americani, riportando il loro numero così allo stesso livello del personale russo negli Stati Uniti. Ad essere allarmata questa volta è anche l'Europa che, al di là della solita retorica antirussa di prassi, vede ledere seriamente i propri interessi economici.

    Che ruolo avrà l'Europa in questa nuova guerra fredda? Quali effetti avranno le nuove sanzioni antirusse sull'economia globale e sugli equilibri fra Russia, Stati Uniti ed Europa? Sputnik Italia ne ha parlato con Paolo Manasse, professore di macroeconomia all'Università di Bologna.

    — Professore Manasse, le nuove sanzioni americane contro la Russia danneggeranno anche l'Europa?

    — Indubbiamente il danno maggiore lo subiranno Russia e Stati Uniti dal punto di vista delle transazioni fra i due Paesi. L'Europa però potrebbe soffrire in maniera indiretta per diverse ragioni. Il governo americano potrebbe compiere delle azioni di ritorsione nei confronti di un'Europa che non appoggia le sue sanzioni. Ritorsioni per convincere l'Europa a tenere una linea più dura per rapporto alla Russia. L'Europa risulterebbe danneggiata da un peggioramento della situazione generale dovuto all'acuirsi dei rapporti russo-americani. Potranno esserci delle ripercussioni in politica internazionale, a cominciare dalla Siria fino alla situazione con i rifugiati. Questi, a mio avviso, potrebbero essere gli effetti indiretti delle sanzioni antirusse americane sull'Europa.

    — A causa di queste nuove sanzioni vedremo un ulteriore allontanamento fra Europa e Russia?

    — Potremmo vedere due effetti di segno contrario. L'Europa potrebbe sfruttare le sanzioni americane, la Russia potrebbe per esempio decidere di vendere i propri beni in Europa piuttosto che negli Stati Uniti.

    Ci potrebbe essere però anche uno scenario negativo per via di un acuirsi del contesto internazionale, inoltre gli Stati Uniti potrebbero mettere sotto mira grandi aziende europee che hanno affari in Russia in modo da penalizzarle. Gli americani se la potrebbero prendere con le grandi imprese sempre per convincere l'Europa ad avere un atteggiamento più duro nei confronti della Russia.

    — Un esempio su tutti è il Nord Stream 2. Le sanzioni americane puniscono anche le aziende europee coinvolte nel progetto del gasdotto. L'Europa reagirà a suo avviso a queste sanzioni, visto che andranno a danneggiare enormemente gli interessi economici europei? È il momento ideale perché l'Europa si faccia sentire politicamente?

    — In tempi normali è proprio quello che ci si aspetterebbe, cioè un'iniziativa diplomatica europea per mettere a riparo le proprie imprese. Il clima politico negli Stati Uniti oggi mi sembra poco incline al compromesso. Siamo di fronte ad un'unità molto forte del Congresso e del Senato americani sulle sanzioni, motivate oltre che dalla crisi ucraina, soprattutto dalle recenti notizie sui tentativi della Russia di influenzare le elezioni americane. Tutto ciò non rende facile un possibile negoziato con chi ostacola le sanzioni americane.

    Non vedo facile per l'Europa quindi evitare queste misure restrittive antirusse, soprattutto per le evidenti difficoltà di Trump ad ammorbidire le sanzioni per non dar credito a chi lo accusa di esser stato aiutato dall'intervento dei servizi russi. Trump sarà costretto a firmare queste proposte di legge punitive nei confronti della Russia.

    — L'Italia, fra i Paesi più danneggiati dalle sanzioni, ha sempre manifestato la volontà di dialogo con la Russia. In una recente intervista al Corriere l'Ambasciatore italiano a Mosca Ragaglini ha ribadito la necessità del dialogo con Mosca, ha definito controproducenti le sanzioni e un errore il tentativo di togliere l'Ucraina dalla sfera russa. Professore, possiamo definire i rapporti fra Italia e Russia speciali?

    — Certamente l'Italia ha interessi economici molto importanti in Russia, mercato di esportazione per noi fondamentale non solo per i beni tradizionali della sfera del design e della moda, ma anche per tutte le altre imprese che operano nel nord est dell'Italia nella sfera dell'arredamento per esempio.

    Inoltre l'Enel ha forti interessi in Russia per quanto riguarda le materie prime e il petrolio. Ci sono interessi sia privati sia pubblici molto forti e fanno sì che l'Italia abbia una posizione contraria alle sanzioni.

    Il peggioramento del clima politico potrebbe avere degli effetti negativi sull'Italia soprattutto, perché potrebbe acuire le già presenti difficoltà per le aziende come l'Enel, ma anche tutte le altre imprese italiane del nord est.

    — Quali prospettive ci aspettano: una nuova guerra fredda è all'orizzonte? Come si svilupperanno i rapporti fra Europa, Stati Uniti e Russia?

    — Dipenderà dalla capacità dell'Europa, in particolare del nuovo presidente francese, di ricoprire un ruolo di mediazione fra Europa, Russia e Stati Uniti. Macron da un lato si è posto come interlocutore privilegiato dell'Europa nei confronti di Trump, visto che i rapporti fra il presidente americano e la Merkel appaiono gelidi. La Francia potrebbe in qualche modo assumere un ruolo importante non solo nei confronti degli Stati Uniti, ma anche dell'Europa della Russia. È troppo presto per capire se le ambizioni di leadership di Macron potrebbero realizzarsi, ma secondo me oggi la scommessa per riuscire a stabilire relazioni diplomatiche stabili fra i tre blocchi dipende molto dalla capacità di Macron nel ruolo di mediazione.

    Se questo dovesse fallire, allora vedo una situazione non drammatica, ma sicuramente un ritorno a sanzioni non solo bilaterali Russia-USA, nuove misure restrittive potrebbero coinvolgere anche i rapporti fra Russia e Europa. Se fallirà il tentativo di mediazione tripolare credo che ne soffrirebbe il commercio internazionale, non sarebbe una bella notizia per queste tre aree importanti, ma anche per l'economia globale.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Sanzioni, Italia, Europa, Russia
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