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    Milano, l’Associazione Italia-Russia rischia di chiudere

    © Sputnik. Vladimir Pesnya
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    Tatiana Santi
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    Passando in Via Cadore 16 a Milano in un attimo ti puoi ritrovare catapultato in Russia. L’Associazione Italia-Russia rappresenta un patrimonio inestimabile di libri, fotografie e documenti con alle spalle più di 70 anni di storia. A causa di problemi burocratici però l’Associazione rischia di chiudere.

    L'Associazione Italia-Russia è un luogo speciale per tutti coloro che desiderano conoscere meglio il Paese delle betulle e per chi studia il russo. Parliamo di un vero punto di riferimento per chi è appassionato di Russia, ma non solo, il ricco patrimonio dell'Associazione rappresenta una risorsa importante anche per la città stessa di Milano.

    Ebbene, il Comune di Milano non ha intenzione di rinnovare il contratto di concessione degli spazi occupati dall'Associazione. Siamo di fronte ad una perdita significativa sia per la città di Milano sia per tutti gli amanti del mondo sovietico e russo.

    Annalisa Seoni
    © Foto: fornita da Annalisa Seoni
    Annalisa Seoni

    Non solo, l'Associazione, avendo l'obiettivo di promuovere i rapporti fra l'Italia e la Russia, ha rappresentato per più di 70 anni un vero ponte fra i due Paesi. La chiusura dell'Associazione non può che rappresentare un triste segnale nei rapporti di amicizia italo-russi. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Annalisa Seoni, segretario responsabile dell'Associazione.

    — Annalisa, ci racconti la situazione in cui versa l'Associazione Italia-Russia di Milano. Che cosa rischiate esattamente?

    — In questo momento l'Associazione Italia-Russia rischia la chiusura. Un'importante istituzione che esiste da oltre 70 anni, che conserva un patrimonio tutelato dai Beni Culturali ora rischia di chiudere, perché il Comune non intende rinnovare il contratto di concessione di questi spazi.

    Ci è stato recentemente comunicato che entro il 21 agosto noi dovremmo andare via da qui. Questo per noi significherebbe chiudere e perdere un patrimonio probabilmente inestimabile, presente solo a Milano per quanto riguarda l'Italia. Il nostro patrimonio è composto di libri, di un ricchissimo archivio fotografico, tutto ciò inoltre significherebbe non poter riprendere l'attività culturale e didattica dei corsi. La situazione è piuttosto grave in questo momento.

    — Avete raccolto anche delle firme e vi siete rivolti al sindaco di Milano, giusto?

    — L'Associazione ha raccolto oltre due mila firme, che sono state trasmesse al sindaco attraverso la posta elettronica certificata. Però ad oggi non abbiamo avuto alcun riscontro. C'è stato un certo interesse sul tema da parte della stampa, ci rincuorano i commenti che le persone hanno lasciato nel momento in cui firmavano. La nostra Associazione è un ponte verso la Russia. Tuttavia questo non sembra poter smuovere l'amministrazione pubblica e far capire che l'Associazione ha bisogno di una sede.

    — Possiamo dire che la città di Milano con la chiusura della sede perderebbe un punto di riferimento storico e culturale importante?

    — Assolutamente sì, dovete pensare che l'Associazione esiste da oltre 70 anni, quindi ha attraversato quasi un secolo di storia, di rapporti culturali e economici fra l'Italia e la Russia. Durante questo lungo periodo si è andato costituendo un patrimonio, che viene utilizzato da numerose persone, le quali svolgono ricerche con il nostro ricchissimo materiale. Sono numerose le persone che vengono da noi a studiare il russo, perché hanno bisogno di impararlo fondamentalmente per necessità lavorative. A Milano quando ci si fa delle domande sulla Russia, uno dei primi punti ai quali le persone si rivolgono è l'Associazione Italia-Russia. Si perderebbe quindi una struttura importante per la città, parliamo di servizi erogati ai cittadini. Le attività culturali che offriamo sono ricchissime e sono gratuite. Si fa molto per questa città, tuttavia la risposta finora è stata negativa.

    — In caso di chiusura del centro, che fine faranno i libri e tutti i materiali dell'Associazione?

    — Non lo sappiamo, essendo tutelati dai Beni Culturali esiste un vincolo. Questi materiali non possono essere alienati, significa che non si possono né regalare né vendere. Devono stare tutti insieme, perché costituiscono un patrimonio unico, a quel punto ci sarà l'intervento della Soprintendenza, ma non sappiamo ancora che cosa faranno.

    C'è da dire che si perderanno anche dei posti di lavoro, la nostra Associazione dà lavoro a venti persone. Anche questo è un punto di cui credo si debba tener conto.

    — Agosto è alle porte. Qual è il suo auspicio e il messaggio che vorrebbe lanciare?

    — Il messaggio è che si faccia pressione sull'amministrazione ma anche sulle istituzioni e gli enti russi, affinché l'Associazione possa avere una sede. Vorremmo avere una proroga per questo spazio fin tanto che non si troverà un'altra sede adeguata. È l'unica cosa che desideriamo: non interrompere dopo 70 anni questo filo fra l'Italia e la Russia, sarebbe una perdita per Milano e un segnale pessimo nell'ambito dei rapporti fra i due Paesi.

    L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione. 

    Tags:
    Intervista, relazioni Italia-Russia, Milano, Italia
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