20:58 03 Agosto 2020
Opinioni
URL abbreviato
Di
281
Seguici su

Franzoni: “Con la Russia e con la Crimea si vogliono creare ponti e non muri”.

Nella sala Giunta del Comune di Cerea, il sindaco Marco Franzoni e il consigliere regionale della regione Veneto Stefano Valdegamberi hanno presentato il progetto per un ideale ponte culturale e commerciale che, passando da rapporti di vicinanza e amicizia con la Federazione Russa, collega Cerea e la Repubblica di Crimea. Nei prossimi giorni il Comune di Cerea si impegnerà a preparare un atto di indirizzo per dare la via libera a questo percorso.

Per maggiori dettagli Sputnik Italia ha raggiunto il sindaco di Cerea Marco Franzoni.

— Com’è nato questo progetto? Qual è il suo scopo principale? Quale messaggio volete mandare ai russi?

— Il progetto è nato pochi mesi fa tramite la conoscenza e l’amicizia che ho con il consigliere regionale della regione Veneto Stefano Valdegamberi. Ci siamo subito trovati in sintonia su questa iniziativa perché condividiamo lo stesso pensiero politico, politico perché comunque anche noi come comune vogliamo mandare un segnale dell’apertura alle relazioni con la Crimea come ponte per la Federazione Russa con la quale la nostra regione ha una storica alleanza e storica unione culturale e commerciale.   

— Secondo le Associazioni Coldiretti e Federalimentare, il danno complessivo dovuto alle sanzioni e al calo di export agroalimentare italiano verso la Federazione Russa ha raggiunto ormai quasi un miliardo di euro ed ancora più gravi sono le conseguenze strutturali sul export italiano derivanti dal conseguente proliferare sul mercato russo di prodotti italian sounding. Come vive questa “guerra di sanzioni” l’economia ceretana?

— Il mercato russo è un mercato importantissimo per il nostro territorio, per la nostra comunità e per le nostre aziende perché le nostre aziende, soprattutto quelle legate allo storico settore del mobile della nostra città, avevano iniziato a lanciare relazioni commerciali con la Russia ancora 20-30 anni fa con i notevoli investimenti. Ovviamente le sanzioni, anche se non ci sono direttamente applicate sul settore del mobile ma in generale sulla tutta l’economia, hanno comunque frenato l’export della nostra zona con notevoli diminuzioni di guadagni e di fatturati mettendo già ancora più in difficoltà un settore che comunque risente di una crisi strutturale che sta colpendo tutta l’Italia e tutta l’Europa già da parecchi anni. Quindi è stata una complicazione economica in più anche perché non dettata, a mio parere, da motivazioni serie e aver messo al centro del dibattito l’inefficienza, c’è la poca unione dell’Unione Europea.

Si tratta di un’unione di stati che risponde solo alle logiche burocratiche ma non ad un interesse comune che quello legato alla politica di spesa, alla politica economica e che ha tutto l’interesse sia storico che commerciale a dialogare con la Russia. È una colpa del nostro governo italiano e dell’Europa in generale di andare verso le sanzioni che, dal nostro punto di vista, non hanno nessun senso.  

— Come pensate di portare avanti la vostra iniziativa e normalizzare le relazioni commerciali con Mosca in mancanza dello sbocco sul mercato russo? Quali passi concreti pensate di fare per superare questo stallo?

— Quello che vogliamo mandare è un segnale di dialogo. Non abbiamo la presunzione di sostituirci agli organi competenti in tema di politica estera, né tantomeno di fare azioni diplomatiche, ma vogliamo dare un segnale politico allo Stato italiano e ad una Europa senza una vera e propria politica estera indipendente. Inoltre si tratterebbe di ridare fiducia ai nostri comparti produttivi locali, provati fortemente dalla crisi economica e dall'embargo russo. Queste assurde sanzione vanno tra l’altro contro lo spirito secondo il quale i cittadini europei dovrebbero essere liberali sull’autodeterminazione dei popoli, visto che in Crimea tramite un referendum il popolo si è espresso chiaramente in favore di diventare un territorio russo. E per questa decisone noi vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà sottolineando che con la Russia e con la Crimea si vogliono creare ponti e non muri.

Dal punto di vista più pratico e concreto, vorremo approvare in giunta del nostro consiglio comunale un protocollo d’intesa che prevede un gemellaggio con un Comune dello stesso tipo in Crimea, in segno di amicizia e contro le barriere imposte dal nostro governo in collaborazione con l'Europa. Pensiamo che questo gemellaggio possa portare anche agli sviluppi in senso culturale e strettamente commerciale. Il nostro obiettivo è di lanciare rapporti e relazioni grazie anche a sostegno della regione Veneto. Vogliamo che i russi sappiano che il nostro popolo esprime una totale vicinanza nei loro confronti e non condivide l'operato dei propri governanti. 

— Secondo le Sue previsioni, quando il vostro progetto sarà messo in piedi dal punto di vista pratico? 

— Adesso tramite il consigliere Valdegamberi cercheremmo un contatto con un comune della Repubblica di Crimea e nelle prossime settimane avremmo ad approvare questo protocollo d’intesa e poi, penso, che nei prossimi mesi potremmo già stabilire i primi contatti con le prime visite di scambio.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
rapporti, Cerea, Crimea, Russia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook