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    Lo scafandro di un cosmonauta

    Vorrei andare su Marte, ma va bene anche una passeggiata spaziale

    © Sputnik. Sergey Mamontov
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    Riccardo Pessarossi
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    Esistono gli UFO? L'uomo arriverà su Marte? Gli astronauti nello spazio hanno paura? Si annoiano? Questi ed altri segreti rivelati dall'astronauta italiano Paolo Nespoli.

    Il prossimo 28 luglio Paolo Nespoli insieme al collega americano Randolph Bresnik ed al cosmonauta russo Sergey Ryazanskiy volerà a bordo di una navetta Soyuz T-60 sulla Stazione Spaziale Internazionale, per una missione che si concluderà a dicembre. In questa intervista, registrata a Mosca nel giorno del superamento dei test pre-lancio, l'astronauta italiano rivela paure, aspettative e desideri alla vigilia del suo terzo lancio nello spazio.

    1 — Paolo Nespoli, non l'hanno stancata dicendo che è l'astronauta più vecchio che partirà per lo spazio?

    In realtà non sono la persona più vecchia a volare nello spazio. Questo primato è di John Glenn, che effettuò una missione di corta durata, 10 giorni, all'età di 77 anni. Io due mesi fa ne ho compiuti 60 e sarò il più anziano a compiere una missione di lunga durata (4-5 mesi). Per far capire la differenza diciamo che lui è il più anziano astronauta ad aver corso i 100 metri spaziali, io il più anziano che ha corso la maratona, i 100 metri.

    2 —Lo spazio quindi è un "paese per vecchi?"

    L'età non conta in realtà. Io sono sottoposto alle stesse prove mediche e fisiche dei miei colleghi. Per l'Agenzia quindi scatta il processo inverso: se uno che c'è stato 3 volte, so come lavora, rimandiamolo su con gli astronauti giovani per travasare la conoscenza. Una nostra giornata di addestramento costa svariati soldi alle agenzie spaziali. Senza contare il tempo. Buttarlo via perché uno ha 60 anni è stupido. Oggi 60 anni sono i 40 di una volta forse. Di recente ho visto una foto di mio nonna, classe 1895, in cui aveva 55 anni. Quando la guardo penso che è vero che ha avuto due guerre mondiali e 11 figli, ma mi sembra una di 100 anni. Io sono convinto che la medicina di oggi presto ci porterà ad avere 120 anni di aspettativa di vita. Il problema è arrivare a 120 con una qualità buona della vita. I figli dei nostri figli credo che arriveranno all'immortalità. Appena capiremo come sostituire gli organi, si apriranno nuove frontiere e nuove problematiche etiche. Saranno problemi seri.

    3 — Come si tiene in forma un astronauta?

    Quando ero più giovane faccio cose pazze: arrampicata, paracadutismo. Ora sono un uomo normale, non certo il tipo che va in palestra a tutte le ore e tutti i giorni. Faccio semplicemente quello che tutti dovrebbero fare per stare bene: un po' di esercizio per tenermi in forma, qualche volta la settimana.

    4 — All'udito umano lo spazio è silenzioso, lei quale musica si porta con sé da ascoltare sulla ISS?

    Sulla Stazione Spaziale Internazionale c'è molta musica in realtà. Ad esempio c'è ancora la compilation  che portai durante la mia prima missione con lo shuttle nel 2007, in c'era molta musica italiana. Questa volta non porterò nulla, mi piace andare a scoprire quale musica hanno portato gli altri.

    5 — Con sé avrà qualche oggetto per sentirsi a casa?

    Di mio in realtà quasi niente. Ho chiesto a un mio amico di darmi un consiglio, "tu cosa porteresti con te sulla stazione spaziale" lui mi ha dato il suo anello di matrimonio! Un altro, la foto di suo nonno. Diciamo che alla fine mi ritrovo con oggetti che mi ricordano le persone che mi sono state e mi sono vicine. Di mio sulla navetta Soyuz che usiamo per il viaggio verso la ISS c'è la scritta "Occhio stiamo arrivando" che appesi alla finestra di attracco con la ISS nello scorso viaggio.

    6 — A chi era diretto il messaggio?

    All'ingegnere di bordo della stazione spaziale. Prima dell'aggancio la navicella va pilotata alla velocità di 7 cm/s. Se vai più forte sfondi tutto, se vai piano non ci arrivi mai. Allora ho preso un foglio di carta ed ho scritto "occhio stiamo arrivando" così si regolano.

    7 —Il bello dello spazio è…

    Scoprire cose nuove, perché quando le scopri vivi in modo diverso. Nello spazio, in assenza di gravità devi imparare che non c'è più l'alto e il basso. Provate in cucina a casa vostra a mettervi in un angolino a testa in giù e vedere come vi appare. Lo spazio è una dimensione diversa che ti fa diventare uomo ragno e superman allo stesso tempo. Quel tavolo pesa 50 kg? Vai e lo sposti. Poi quando arriva sulla Terra anche l'orologio o l'anello ti pesano addosso. Sulla Terra ci focalizziamo troppo su quello che non abbiamo, che ci manca, anziché pensare a quello che non conosciamo o fatichiamo a capire. Mi creda, siamo molto ignoranti.

    8 —Nello spazio che cosa le manca?

    Mi mancano gli odori, i sapori, dire esco e vado a mangiare una pizza con gli amici. Quali amici? Siamo sempre noi tre.

    9 — Che cosa fatichiamo a capire invece, noi "terrestri"?

    Le distanze. Mosca-Roma sono tre ore e mezza di volo e ci sembrano lontane. Ma per arrivare su Marte che è il pianeta a noi più vicino, ci vuole un anno, con le tecnologie attuali. Le faccio un altro esempio. Se a casa ti manca qualcosa, dello zucchero, del sale, vai dal vicino e lo chiedi. Bene, supponiamo che la nostra casa è Sole, mentre la "casa" più vicina è la stella Proxima centauri, che dista 4,2 anni luce. Se "ci manca il sale", ci impieghiamo 4 anni ad andare là e 4 a tornare. Anni — luce ovviamente. Quant'è la velocità della luce?

    300 000 kilometri al secondo, giusto?

    Giusto! Ecco, oggi con le nostre navicelle andiamo a 30 000 km/h. Per "andare a prendere il sale" ci metteremmo 167 mila anni. Con le distanze astronomiche arrivi all'assurdo che la velocità della luce è troppo poca. Per questo nelle scuole dico sempre ai ragazzi, inventatemi una navicella che vada alla velocità della luce se non direttamente la macchina del teletrasporto.

    10 — L'uomo andrà su Marte?

    Andare su Marte per noi sarebbe un passo incredibile. Però se lo guardi con gli occhi del cosmo è come fare un passettino. Un'altra cosa che dico sempre ai ragazzi è questa: quando siete al mare, prendete un foglio di carta e raccogliete della sabbia. Poi, senza starnutire, con una penna contate i granelli di sabbia. Per approssimarsi al numero di pianeti nell'universo bisognerebbe contare tutti i granelli di sabbia, di tutte le spiagge, di tutto il mondo. Ovviamente senza starnutire. Ecco, noi quanti pianeti conosciamo? Uno, Marte.

    • Nespoli durante l'addestramento a Baykonur
      Nespoli durante l'addestramento a Baykonur
    • Paolo Nespoli ed il collega russo Sergey Ryazanskiy vengono accolti alla città delle Stelle
      Paolo Nespoli ed il collega russo Sergey Ryazanskiy vengono accolti alla città delle Stelle
      © Sputnik.
    • Nespoli, Ryazanskiy e Breznik dopo aver passato le prove pre-lancio alla Città delle Stelle
      Nespoli, Ryazanskiy e Breznik dopo aver passato le prove pre-lancio alla "Città delle Stelle"
      © Sputnik.
    • Il centro di controllo delle navette Soyuz a Korolev, vicino Mosca
      Il centro di controllo delle navette Soyuz a Korolev, vicino Mosca
    • Il tramonto al cosmodromo Baykonur
      Il tramonto al cosmodromo Baykonur
      © Sputnik. Alexander Mokletsov
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    Nespoli durante l'addestramento a Baykonur

    11 — Gli extraterrestri esistono?

    Io credo di si. Prima o poi li incontreremo.

    12 — Da uno a dieci quanta paura ha prima di un lancio?

    Non mi prenda per presuntuoso, ma io non ho mai avuto paura.

    13 — Il suo collega russo Ryazanskiy ha detto: "se non hai paura vuol dire devi andare da uno psichiatra, e questa è già un'altra scienza". Lei, nulla?

    La paura è un sentimento che ti capita nel presente quando pensi ad una situazione nel futuro che potrebbe darti dei problemi perché non la conosci. A noi ci massacrano con le simulazioni. La prima volta ero morto dopo due minuti. Dopo tre anni di formazione con gli istruttori diciamo che ero "solo" infortunato. Dopo un po' arrivi al punto che rimani vivo e poi gli fai anche marameo agli istruttori. La verità è che abbiamo provato tutto prima di compiere il primo lancio. Voli nello spazio e sei li che dici "cosa succede", "cosa devo fare" e poi non succede nulla. Nulla! E come una partita a scacchi dove giochi con un bambino di 3 anni..

    14 — Cosa vorebbe che le succedesse nello spazio?

    Mi dispiace di non aver fatto una passeggiata spaziale. Nell'ultima missione ero membro del team d'emergenza ed ero anche felice, perché mi dicevo, "In 6 mesi! Figurati se non succede qualcosa in 6 mesi! Vedrai che esci!

    15 — Invece?

    Non è mai successo niente. Sono così "fortunato" che mai nulla si è spaccato. Una volta è partito un segnale ed io e il mio collega come due cretini ci siamo subito precipitati sul luogo del guasto. Ma poi da Houston ci hanno detto "non intervenite, pensiamo di riuscire a metterlo a posto". Diciamo che c'è un po' di ansia quando sai che l'esperimento a cui stai lavorando da solo, magari è costato 10 milioni di dollari e ci sono 500 persone in linea per vedere come va. Tu magari sei stanco, o hai avuto una telefonata con la moglie e i figli ed alla fine salti una riga e va tutto a rotoli.

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