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    Palazzo residenziale danneggiato da un missile, Donbass

    La guerra del Donbass arriva nel Parlamento italiano

    © Sputnik. Sergey Averin
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    Tatiana Santi
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    “Donbass, una guerra sulla coscienza dell’Europa” è il nome di una conferenza stampa svoltasi a Roma a Palazzo Montecitorio su un conflitto nel centro dell’Europa, ma ignorato dai media italiani. La guerra del Donbass arriva nel Parlamento italiano.

    La crisi nell'Est ucraino, nonostante si sviluppi a due ore di aereo dall'Italia, non ha mai ottenuto spazio sui giornali italiani né un vero dibattito nell'opinione pubblica e nelle aule della politica. Eppure il conflitto ucraino è un problema che riguarda da vicino anche l'Italia, che si ritrova a subire il pesante danno dovuto alle sanzioni imposte alla Russia.

    Che cosa avviene in Ucraina e quali sviluppi avrà la crisi che ha allontanato l'Europa dalla Russia? A Roma il 12 luglio alla Camera dei Deputati per la prima volta si sono puntati i riflettori sulla guerra nel Donbass. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista uno dei relatori, Maurizio Marrone, Consigliere regionale e Consigliere comunale di Torino.

    — Maurizio, raccontaci della conferenza sul Donbass svoltasi alla Camera dei Deputati.

    Maurizio Marrone, Consigliere regionale e Consigliere comunale di Torino
    © Foto: fornita da Maurizio Marrone
    Maurizio Marrone, Consigliere regionale e Consigliere comunale di Torino

    — È stato un momento importante perché per la prima volta si è portato all'interno di Palazzo Montecitorio, quindi nel Parlamento italiano, il tema della guerra nel Donbass. Abbiamo voluto portare all'attenzione della politica italiana questo conflitto passato finora sotto silenzio, un silenzio che ha consentito alla politica italiana e europea di non affrontare le proprie responsabilità. È una guerra che coinvolge indirettamente anche i nostri Stati europei per il tema delle sanzioni economiche.

    — La guerra nel Donbass non è finita purtroppo e continua a provocare vittime. Perché secondo te i medi italiani non parlano di questo conflitto?

    — C'è un clima di censura su questo conflitto perché evidentemente l'Unione europea e i governi che la compongono hanno la coscienza sporca su questa guerra. L'Europa è consapevole di stare dalla parte sbagliata e di avere delle grandi responsabilità, per questo si cerca di censurare il più possibile l'esistenza di questa guerra, nonostante le vittime siano tante, nonostante il cessate il fuoco non sia mai rispettato. Io personalmente sono stato in tre occasioni a Donetsk e Lugansk, dove ho potuto osservare con i miei occhi come l'artiglieria di Kiev non smetta di colpire anche aree abitate dalla popolazione con uno stillicidio settimanale di vittime civili.

    — Parlavi di responsabilità dei Paesi europei in questa crisi, a che cosa ti riferivi? Come interpretare inoltre la posizione del governo italiano in merito?

    — Il governo italiano è consapevole dei pesanti danni sofferti dall'export, quindi dall'imprenditoria italiana, per le sanzioni economiche contro la Russia che ci vengono imposte. L'Italia vive con imbarazzo l'obbligo di fornire militari italiani per la missione NATO in Lettonia, eppure non ha il coraggio politico per rifiutare questi contributi che vengono imposti a livello atlantico.

    Speriamo che con diversi convegni e iniziative, come la conferenza svoltasi alla Camera l'altro giorno, si arrivi un giorno a disinnescare questa nuova guerra fredda, in cui l'Italia si sta trovando, ahinoi, coinvolta senza che la cittadinanza fosse mai stata consultata. Non vi è mai stato un dibattito parlamentare in merito. Iniziative come il Centro di Rappresentanza di Donetsk puntano a creare dei contatti di amicizia e un luogo di scambio di informazioni e di confronto. Il messaggio fondamentale è che l'Italia non deve essere coinvolta in questa guerra.

    — Come in ogni conflitto ci sono come minimo due parti che combattono, se non di più. A pagarne le conseguenze sono sempre i civili alla fine. L'importante, al di là della politica, è dare spazio alla tragedia umana, parlare delle vittime e dei numerosi bambini uccisi in conflitto?

    — Questo è l'obiettivo della nostra iniziativa "101 life": sensibilizzare l'opinione pubblica sulle vittime infantili nel conflitto del Donbass, il cui numero ha superato ormai 100 bambini. Esiste un recente rapporto delle Nazioni unite dell'Alto Commissariato per i diritti umani che ribadisce la violazione dei diritti umani portata avanti dal governo di Kiev, l'Ucraina è destinataria di ben 16 raccomandazioni che riguardano pesanti reati come la tortura, la libertà di movimento e le detenzioni illegali. Sembra che in questo caso il governo italiano non tenga in considerazione la voce dell'Onu, evidentemente per alleanze di comodo che si stanno sviluppando nella NATO e nell'Unione europea.

    — L'Unione europea e gli Stati Uniti appoggiano l'Ucraina, Paese in forte crisi economica, ma a che cosa può servire all'Occidente l'alleanza con l'Ucraina?

    — La nostra paura è che sia una sorta di testa di ponte per insediare l'integrità di quello che è il mondo russo. All'Ucraina è stato abolito il regime di visti obbligatori, quindi è un primo passo verso l'integrazione europea, nonostante lo scandalo nato in Italia per l'evidente responsabilità concretizzata dall'arresto dalla magistratura di un esponente graduato dell'esercito ucraino per l'omicidio del fotoreporter italiano Rocchelli. Le istituzioni italiane, il governo italiano non possono non tenere in considerazione le scelte di una magistratura indipendente.

    — Qual è il tuo auspicio, come vedi l'evolversi di questa crisi?

    — Noi speriamo che prima o poi il governo italiano arrivi a tirarsi fuori da questo conflitto e ridiscuta il ruolo dell'Alleanza Atlantica oggi. Auspichiamo che si proceda verso un'alleanza con la Russia, che torni ad essere un partenariato economico e commerciale, ma anche politico contro il terrorismo. Noi come occidente abbiamo assistito ad un protagonismo quasi solitario di Mosca contro l'Isis, ed è un peccato perché noi dovremmo capire che il nemico è il terrorismo islamico e non la Russia.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Crisi in Ucraina, Parlamento, Donbass, Italia
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