20:13 14 Agosto 2020
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L’attesissimo primo incontro fra Putin e Trump a margine del G20 e l’accordo raggiunto sul cessate il fuoco hanno segnato un passo avanti nella crisi siriana. Il bilaterale ha sicuramente confermato la possibilità di un dialogo, ma l’intesa fra Putin e Trump reggerà?

L'accordo dei due presidenti per una tregua in Siria, seppur parziale perché limitata alla regione sud orientale del Paese, è un grande risultato nel contesto di una guerra che si trascina da sei anni. Al di là dell'importante accordo fra Putin e Trump, il bello deve solo cominciare. Garantire il cessate il fuoco e gestire lo scacchiere siriano post-guerra, queste sono le sfide più complesse che si aprono all'orizzonte.

Matteo Bressan
© Foto : fornita da Matteo Bressan
Matteo Bressan
Fa ben sperare la prova di intesa dimostrata da Putin e Trump ad Amburgo, nel frattempo però riesplode il fatidico caso Russiagate e ogni passo di riavvicinamento verso Mosca di Donald Trump è mal visto dall'establishment americano. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Matteo Bressan, analista e componente del Comitato Scientifico del NATO Defense College Foundation.

— A margine del G20 i due presidenti sono giunti all'accordo per una tregua in Siria, un passo avanti nella crisi siriana. Secondo te la tregua reggerà e a quali prospettive apre?

— La tenuta della tregua è legata inevitabilmente alla capacità delle due superpotenze di farla rispettare e questa è la sfida più grande. Come noto, ad oggi nessuna superpotenza è riuscita ad esercitare quella necessaria moral suasion sugli attori regionali (Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Iran) ed i cosiddetti "non state Actors" che si contrappongono nel campo di battaglia siriano.

Guardando la mappa si comprende come la Siria, se si esclude la battaglia per la liberazione di Raqqa, la capitale siriana dello Stato Islamico, sia di fatto giù divisa in zone d'influenza: russa, iraniana e turca. Con la tregua si è andato a stabilizzare il fronte a ridosso con Israele e Giordania e dovrebbero finalmente poter accedere, nelle aree interessate dalla tregua, gli aiuti umanitari. Resta incerto il futuro delle aree dove insistono le comunità curde nel cosiddetto Rojava, il cosiddetto Kurdistan siriano, e l'assetto che si determinerà nelle aree oggi occupate ancora dallo Stato Islamico. 

— Che ruolo ha la Russia in Siria in generale, ma anche in virtù della tregua decisa ad Amburgo?

— La Russia con il cessate il fuoco raggiunto al G20 di Amburgo ha visto riconosciuto il suo ruolo di attore politico e militare in Siria. Un ruolo, è bene ricordarlo, che prima dell'inizio delle operazioni militari in Siria, nel settembre del 2015 e del dialogo intrapreso attraverso la formula dei colloqui di Astana tra Iran, Turchia e Russia dello scorso dicembre, non esercitava. Questo significa che la Russia ad oggi, anche in virtù della sua presenza nel teatro di battaglia siriano, ha maggiori responsabilità nel far rispettare questo cessate il fuoco ad i suoi alleati, regime di Assad, iraniani ed Hezbollah, che in base a questo accordo dovrebbero gradualmente ritirarsi dalla Siria.

Ora sarà importante capire quanto, da una parte i colloqui di Astana, dall'altra il cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti, possano essere in grado di favorire i negoziati dell'Onu, ripresi in questi giorni e che si protrarranno fino al 15 luglio. I punti, come fa sapere l'Inviato Speciale Staffan De Mistura, su cui saranno incentrati i lavori dei negoziati sono la nuova Costituzione della Siria, la transizione politica, lo svolgimento di regolari elezioni e la lotta al terrorismo. Questioni di non poco conto, sulle quali vi è dall'inizio del conflitto nel 2011, una profonda distanza tra il regime e le milizie dell'opposizione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Tregua in Siria, Donald Trump, Vladimir Putin, Russia, USA
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