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    Europa e Russia, è ora di fidarsi l’uno dell’altro

    © Sputnik. Vladimir Sergeev
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    Tatiana Santi
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    La Russia vorrà davvero conquistare il mondo, restaurare l’Unione Sovietica e riunificare i Paesi russofoni? L’Europa oggi cerca la causa dei propri problemi lontano da casa dipingendo Mosca come un nemico, forse però è giunto il momento di fidarsi l’uno dell’altro.

    Che cosa vuole la Russia e come deve rispondere l'Europa? A Roma si è tenuto un convegno organizzato dalla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI), dove si è cercato di decifrare la sfida rappresentata oggi dalla Russia.

    Al convegno organizzato dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI)
    © Foto: fornita da Tatiana Santi
    Al convegno organizzato dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI)

    Secondo Kadri Liik, Senior Policy Fellow dell'ECFR la Russia vorrebbe un nuovo ordine mondiale e inoltre cambiare le regole del gioco globale, o quanto meno quello europeo. La Russia sa ciò che vuole e, secondo Liik, l'Europa dovrebbe ricostruire la credibilità del proprio modello democratico capitalistico e tradurre meglio i suoi principi in politica per dare delle soluzioni concrete ai problemi globali di oggi. In altre parole, l'Europa dovrebbe darsi da fare e cercare di fare i conti a casa e decidere finalmente quale politica intraprendere per avere un proprio ruolo sullo scacchiere geopolitico. Solo in questo modo l'Europa potrà condurre un dialogo con la Russia alle proprie condizioni, ritiene Kadri Liik.

    Fra i relatori del convegno romano ha partecipato anche Lia Quartapelle, capogruppo PD per la Commissione Esteri ed Affari Comunitari della Camera dei Deputati. Il parere di Quartapelle non si discosta tanto dal punto di vista dell'oratore precedente:

    "La Russia rappresenta una sfida, perché noi europei non sappiamo ciò che vogliamo. Non sappiamo con precisione che posizione prendere. Per esempio da europei soffriamo per i risultati provocati dalla crisi in Medio Oriente, però noi non abbiamo bene in mente il nostro ruolo e quale tipo di ordine promuovere. Il problema in realtà è al nostro interno, non al di fuori".

    Alla conferenza ha preso parola anche il padrone di casa, Franco Frattini, presidente della SIOI, che nel suo discorso ha posto l'accento sulla necessità di un dialogo basato sulla fiducia con Mosca:

    L'aereo del presidente italiano Sergio Mattarella all'aeroporto Vnukovo-2 a Mosca
    © Sputnik. Александр Вильф
    "Le opinioni sulla Russia sono molto diverse. Noi europei siamo incapaci di avere una politica europea comune. Non riusciamo a gestire il problema della Difesa e dell'immigrazione. Seguiamo sempre ciò che ci viene detto di fare. Gli Stati Uniti fanno pressione sull'Unione europea e noi paghiamo, per esempio, il prezzo delle sanzioni. Le sanzioni sono state un errore, questa è la mia opinione.

    È giunta l'ora di essere franchi, non è possibile prolungare le sanzioni senza discuterle. Le divergenze devono emergere, proprio per poterle mitigare. Il dialogo è essenziale, ma questo dialogo deve essere basato sulla fiducia. Un momento storico è avvenuto proprio in Italia, quando Putin e Bush si sono stretti la mano, segnando così la nascita del Consiglio NATO-Russia. Allora abbiamo cercato di produrre un modello di mutua fiducia".

    Frattini ha poi spiegato dal suo punto di vista perché la Russia venga dipinta con un nemico e perché Putin venga così criticato in Europa:

    "Io vorrei chiedere a noi europei, perché non riusciamo a difendere la nostra identità, l'orgoglio della nostra cultura. Noi critichiamo Putin proprio perché lui invece lo fa. È necessario ritenere la Russia un partner strategico, non credo inoltre che le sanzioni favoriscano l'attuazione degli accordi di Minsk. Io vorrei chiedere: come si fa a lottare contro il terrorismo senza la Russia? Per risolvere la crisi anche in Libia per esempio al tavolo dei negoziati ci deve essere la Russia.

    È nel nostro interesse cooperare con tutti i partner internazionali. La visita di Gentiloni da Putin è stata la riconferma del ruolo di ponte dell'Italia, un interlocutore serio, critico e strategico".

    Com'è risaputo l'Unione Europa, ivi compresa l'Italia, ha recentemente rinnovato le sanzioni contro la Russia. A margine del convegno Sputnik Italia è riuscito a strappare un commento all'onorevole Lia Quartapelle.

    — On. Quartapelle, qual è la posizione del governo rispetto ai rapporti con la Russia?

    — Serve il dialogo, anche se su alcune questioni c'è una distanza. Desidereremmo moltissimo che ci possa essere un confronto sui tanti temi dell'attualità internazionale.

    — Come giustificate le sanzioni alla Russia agli imprenditori italiani che soffrono a cause di queste misure?

    — Non è un problema di imprenditori. Le sanzioni sono una risposta ad una posizione molto chiara della Russia sul tema dell'Ucraina. Le sanzioni verranno tolte quando gli accordi di Minsk saranno rispettati.

    — Secondo la Coldiretti l'Italia ha già perso però 10 miliardi di euro per via delle sanzioni. Che ne dice degli interessi nazionali italiani?

    — È la risposta ad un'invasione di uno Stato sovrano. 

    Ebbene, non rimane veramente che sperare in un dialogo basato sulla fiducia fra l'Europa e la Russia. Com'è stato ripetuto a più riprese durante il convegno, le cause dei problemi non vanno per forza cercate lontano, bensì a casa propria.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Crisi in Ucraina, lotta contro il terrorismo, terrorismo, Cooperazione con la Russia, relazioni Italia-Russia, Accordi di Minsk, Unione Europea, Italia, Europa, Russia
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