17:17 22 Settembre 2018
Medicina

Trapianto di testa: fra progresso scientifico e dubbi etici

© Sputnik . Varvara Gertye
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Tatiana Santi
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Il primo trapianto di testa, previsto per la fine del 2017, potrebbe segnare una svolta epocale nella storia dell’uomo, ma il progetto “Heaven” pone diverse domande dal punto di vista etico. Trapianto di testa: fra progresso scientifico e dubbi etici.

È indubbio, la scienza non si ferma mai e ogni grandiosa scoperta è sempre stata preceduta da pesanti critiche e scetticismo. Il progetto "Heaven" del neurochirurgo italiano Sergio Canavero è unico nel suo genere e potrebbe catapultare tutti direttamente nel futuro, rendendo possibile l'impossibile.

Sergio Canavero, chirurgo
Sergio Canavero, chirurgo

Mentre l'equipe cinese alla guida di Xiaoping Ren si prepara alla grandiosa operazione prevista per la fine del 2017, il neurochirurgo Canavero guarda oltre e pensa già al trapianto di cervello. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito direttamente Sergio Canavero. Presentiamo qui di seguito la seconda parte dell'intervista concentrata sugli aspetti psicologici ed etici del trapianto di testa (o di corpo che dir si voglia).

— Il progetto Heaven dal suo primo annuncio ha suscitato una miriade di critiche, com'è normale che sia. Dottor Canavero, durante questi due anni ci sono stati degli scienziati o dei chirurghi incuriositi dal progetto che l'hanno contattata?

— Stiamo parlando di migliaia di chirurghi da tutto il mondo, inclusa la Russia ovviamente. Dagli Stati Uniti, dall'Europa, dall'Australia, dall'Asia, dal Giappone e dal Brasile. I medici che mi hanno contattato sono migliaia, il problema è che io non ho bisogno di migliaia di chirurghi. La chirurgia è più semplice di come l'avevo immaginata io. Il problema è che io ho bisogno di un ospedale con una ventina di chirurghi, cioè meno di quello che avevo immaginato all'inizio del progetto.

Ho bisogno quindi di un centro dove vi siano tutte le competenze, chirurghi vascolari, gli ortopedici, il neurochirurgo. Non posso portare migliaia di medici da tutto il mondo che parlano diverse lingue senza avere questo centro. In Cina avremo un'equipe cinese, la Russia dal canto suo a chirurghi a sufficienza e preparati da un punto di vista manuale. Io mi occupo della parte teorica, della teoria Gemini e degli aspetti riguardanti l'ipotermia eccetera. Il mio ruolo riguarda quindi le istruzioni e l'assistenza.

— L'aspetto psicologico dell'operazione non è irrilevante. Ce ne può parlare?

— A novembre ero a Glasgow per una conferenza, proprio nella città dove lessi 35 anni fa Robert White durante una gita, avevo 16 anni. Abbiamo mostrato il protocollo di realtà virtuale, creato dalla Inventum Technologies di Chicago per affrontare il problema del condizionamento psicologico.

Preparare una persona a ricevere un altro corpo in realtà è più facile che preparare una persona a ricevere un'altra faccia. Questo avviene perché la faccia sei tu, io sono la mia faccia, le persone si riconoscono dalla faccia. Quando si parlava in passato del primo trapianto di faccia, dicevano che era impossibile dal punto di vista psicologico. In realtà oggi dopo 40 trapianti si sa che le persone si adattano quasi sempre piuttosto bene, il cervello si adatta. Il corpo medio alla fine è uguale, al massimo cambia l'altezza.

Così come i trapianti di faccia funzionano, non c'è dubbio che dal punto di vista psicologico le persone si adattano al nuovo corpo. Per non correre rischi, il gruppo Inventum ha preparato il protocollo di realtà virtuale, che è visionabile su internet.

— Dal punto di vista genetico la questione è complessa. Se la persona con un nuovo corpo vorrà avere dei figli, questi avranno i geni del donatore del corpo, no?

— Le gonadi, quindi i testicoli o le ovaie, saranno ovviamente del corpo dell'altra persona, il DNA è diverso. Se una persona riceve un nuovo corpo e ha intenzione di fare dei figli, a parte il fatto che con una strana malattia forse è meglio non fare figli, devono essere congelate allora le ovaie o conservato lo sperma. Se invece per una persona il DNA diverso dei figli non rappresenta un problema si possono usare i genitali nuovi. Dal punto di vista etico questo può creare dei problemi, anche dal punto di vista delle religioni.

Io penso però che se si deve salvare la vita ad una persona, questa non credo si riprodurrà, sarà già ben felice di essere in vita. Quello della riproduzione è un problema estremo, ma anche questo potrebbe essere possibile man mano che la tecnica migliorerà.

— Nei suoi piani rientra anche lavorare sulla questione del trapianto di cervello. Quest'operazione dal punto di vista etico è problematica, no? Quale sarebbe lo scopo finale di tale intervento?

— Parallelamente al trapianto di testa, sto pensando a degli studi sul trapianto di cervello, però questo tipo di intervento è vietato in Italia, come lo è il trapianto di testicoli e di ovaie.

Lo scopo sarebbe duplice. Il primo è quello di cominciare ad estendere la vita, man mano che la tecnica migliorerà la vita sarà sempre più estesa. Non si tratta dell'immortalità immediata, come ho già letto da qualche parte. Si tratta di estendere la vita, dare un'altra possibilità.

L'altro obiettivo, non meno importante, è  di dimostrare che la coscienza non risieda nel cervello, ma che il cervello agisca come filtro. Qui la religione non c'entra niente. Sulla base di ragionamenti scientifici, io penso che la coscienza sopravviva alla morte. Anche se gli argomenti sono buoni, devo provarlo. La prova può venire proprio facendo il trapianto di testa, la quale, come sai, verrà staccata completamente, non ci sarà né sangue né ossigeno. In altre parole, la testa sarà clinicamente morta, nel momento in cui la testa verrà vivificata la persona ci dirà se e che cosa ha visto.

È come mandare Jurij Gagarin nello spazio, che dopo il viaggio disse di non aver visto gli angeli. A me interessa mandare un altro Gagarin attraverso questa cortina e creare un'esperienza di premorte. In questo caso non si tratterà del solito tunnel di luce. Il neurochirurgo ateo Eben Alexander scrisse un libro dal titolo "Proof of Heaven" e ha detto che la coscienza sopravvive.

Nel nostro caso si tratterà di un esperimento scientifico incredibile, perché manderemo una persona a vedere che cosa c'è dopo la morte.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

Tags:
Intervento chirurgico, medicina, Intervista, Italia
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