23:15 21 Gennaio 2018
Roma+ 8°C
Mosca-5°C
    Cremlino

    Conferenza al Cremlino “Mondo russo nel presente e in futuro”

    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Opinioni
    URL abbreviato
    Eliseo Bertolasi
    251

    Nella giornata del 21 giugno a Mosca, all’interno del Cremlino nel palazzo adibito alle conferenze, si è tenuto un convegno internazionale di grande attualità: “Mondo russo nel presente e in futuro”.

    L'evento è stato organizzato in occasione del decimo anniversario dell'istituzione della Fondazione "Russkij mir" (Mondo russo). Istituita ai sensi del Decreto del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin il 21 giugno del 2007, la Fondazione svolge attività di promozione della lingua e della cultura russa all'estero. Negli ultimi dieci anni ha aperto più di 250 centri in 73 Paesi in tutto il mondo. Oggi, i partner della Fondazione sono circa cinquemila organizzazioni e istituzioni in più di cento Paesi.

    Nell'ambito della conferenza i partecipanti, provenienti da più di 80 Paesi, hanno discusso questioni d'identità e di consolidamento del mondo russo, attraverso lo sviluppo e la diffusione della lingua e della cultura russa.

    Conferenza al Cremlino “Mondo russo nel presente e in futuro”
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Conferenza al Cremlino “Mondo russo nel presente e in futuro”
    Tra gli ospiti, arrivati nella sala del Cremlino, molti gli esponenti di spicco della cultura, del mondo accademico: docenti di lingua e letteratura russa, politologi, scrittori, rappresentanti dei media, anche del clero ortodosso. Tutti accomunati da un'idea di base, vale a dire,  che il "mondo russo" rappresenti un fattore esclusivo di civiltà, una comunità spirituale di valori, a prescindere dalle diversità di cittadinanza, di nazionalità, di fede.. La condivisione di un grande amore non solo per la lingua e la letteratura russa, ma soprattutto per la Russia, per la sua storia, per la sua cultura, per il suo ruolo nel destino dell'umanità.

    Concetti espressi dall'intervento dello storico e politologo Vjacheslav Nikonov, autore del libro "Leadership, in russo" che, non ha caso, sotto il titolo del suo libro ha riportato un massima del generale Aleksander Suvorov: "Noi siamo russi e perciò vinciamo". Si è rivolto, esprimendo i suoi complimenti e i suoi ringraziamenti, soprattutto ai rappresentanti dei milioni di russi che oggi vivono nella diaspora, ma che continuano a sentirsi parte del "mondo russo".

    In effetti, tra le varie tematiche trattate nella conferenza, grande rilevanza è stata data allo stretto legame e all'interdipendenza che intercorre tra lingua, cultura, identità. Ognuno dei tre fattori non può sussistere a prescindere degli altri. La cultura ha sempre un ruolo di orientamento su determinati "valori", che oggi in Russia sono espressi dai cosiddetti valori tradizionali: la famiglia naturale, la patria, la difesa dei confini, l'idea di un mondo multipolare. Tutti valori che nel presente vengono aspramente osteggiati dai "non-valori" espressi dai "progressisti" appiatti sul pensiero unico occidentale, globalista e relativista.

    Secondo le parole del giovane presidente della Transnistria Vadim Krasnosel'skij, presente tra i relatori, "lingua e affermazione della propria identità", che, nel caso specifico, parlando della secessione del suo Paese, hanno rappresentato la libertà  di "scegliere con chi stare", se con la Russia o verso l'Europa.

    La conferenza ha dato l'occasione a tutti i partecipanti, numerosi, non solo di ascoltare le relazioni degli autorevoli esperti, ma anche di esprimere le proprie opinioni sotto forma di dialogo aperto su temi di attualità della comunità di lingua russa in Russia e all'estero.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Correlati:

    9 maggio: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
    Russiagate: basta guerra alla Russia
    G7, grave errore tenere fuori la Russia
    Tags:
    Vladimir Putin, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik