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    Trapianto di testa, il giorno X si avvicina

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    Tatiana Santi
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    Dicembre 2017, è praticamente alle porte la data del primo trapianto di testa nella storia, l’ambizioso progetto presentato dal neurochirurgo italiano Sergio Canavero, che ha fatto scalpore in tutto il mondo. Il giorno X si avvicina…

    Quando il dottore Sergio Canavero annunciò due anni fa il suo grandioso progetto, la notizia provocò una scossa nel mondo scientifico, provocando ovviamente non poche critiche. Nonostante lo scetticismo di molti chirurghi e scienziati, migliaia e migliaia di medici hanno scritto a Canavero interessati al progetto "Heaven", un'operazione che potrebbe segnare una vera svolta nella storia della scienza e dell'uomo.

    Valery Spiridonov
    © Sputnik. Kirill Kallinikov
    Valery Spiridonov
    Il primo trapianto di testa su umano verrà effettuato in Cina, a guidare l'equipe sarà il dottore Xiaoping Ren, assistito dal dottor Canavero. Essendo l'operazione finanziata dal governo cinese, il paziente sottoposto all'intervento sarà un cinese e non più, com'era previsto in partenza, Valery Spiridonov, ragazzo russo affetto da distrofia muscolare spinale. Fu proprio Valery il primo a scrivere al chirurgo italiano, esprimendo la sua volontà a sottoporsi al trapianto di testa.

    Per fare il punto sulla situazione e capire quali risultati ha raggiunto il progetto, affascinante e complesso allo stesso tempo da un punto di vista etico, Sputnik Italia ha raggiunto direttamente il neurochirurgo Sergio Canavero. Proponiamo qui di seguito la prima parte dell'intervista.

    — Dottor Canavero, ci racconti le ultime notizie sul progetto Heaven.

    Sergio Canavero, chirurgo
    Sergio Canavero, chirurgo
    — A settembre abbiamo pubblicato dalla Corea i primi studi, i "proof of principle". Il professore Kim ha pubblicato questi lavori fatti in collaborazione con l'università Rice in Texas, in cui si vede che i topini, ai quali è stato tagliato il midollo cervicale come in un trapianto di testa, riacquisiscono la marcia. Utilizzando una forma di PEG (glicole polietilenico) un po' più sofisticato nel giro di 24 ore si ha una riconnessione degli impulsi attraverso il punto dov'è stato tagliato il midollo. Infine un cane a cui è stato tagliato il midollo cervicale e trattato con il PEG dopo 3 settimane correva di nuovo.

    Si è trattato dei primi studi, i critici hanno detto che non c'è abbastanza statistica e la mia obiezione è stata la seguente: se tu credi come un secolo fa che gli aerei non possano volare e poi vedi un aereo volare è chiaro che questo è possibile. Ci hanno anche detto che gli impulsi passano, ma volevano vedere anche le fibre nervose passate attraverso il punto di sezione. A gennaio abbiamo pubblicato il primo lavoro in cui abbiamo presentato l'immunoistochimica, una tecnica in cui vai a studiare i tessuti, le cellule e abbiamo visto le fibre che ricrescevano nei topini. Il problema a quel punto era avere campioni di animali ancora più grossi.

    — E quindi?

    — A questo punto abbiamo utilizzato un gruppo di ratti sufficientemente grossi per fare la statistica. Abbiamo usato tecniche ultra sofisticate di risonanza magnetica, che si chiamano DTI che mostrano le fibre senza il bisogno di ammazzare gli animali. Ad una parte di ratti dopo il taglio del midollo è stata applicata una soluzione placebo, quindi fisiologica, all'altra parte di ratti è stato applicato il PEG. Dopo un mese i ratti trattati con il PEG camminavano e gli altri non ricamminavano. È uno studio storico, perché statisticamente forte dalla A alla Z. Tant'è vero che un critico americano, il dottor Silver, nemico giurato di Robert White, è da quattro anni che continua a dirmi: prima che era impossibile, poi che i dati non erano abbastanza forti e adesso, in seguito all'ultimo studio, ha detto che i risultati "sono troppo buoni per essere veri, quindi hanno imbrogliato".

    — Quali ultimi dati ci può rivelare?

    — Ad ottobre faremo un mega annuncio. Una parte di questo annuncio ve lo posso raccontare e riguarda i cani. Abbiamo fatto lo stesso identico esperimento ed il risultato è stato uguale. Quindi ora possiamo dire che se tagli il midollo ai topolini, ai ratti e ai cani, questi recuperano la marcia. Tutto ciò è spettacolare.

    Ad ottobre ci dobbiamo risentire perché è previsto un annuncio shock.

    — Il Paese che ospiterà il primo trapianto di testa sarà la Cina, vero?

     Il chirurgo Sergio Canavero con il professore Xiaoping Ren.
    © Foto: fornita da Sergio Canavero
    Il chirurgo Sergio Canavero con il professore Xiaoping Ren.
    — Sì, il governo cinese vuole che sia un cinese a condurre l'equipe di medici. Per cui ad aprile abbiamo fatto l'annuncio dove si spiega che io aiuto Xiaoping Ren, il chirurgo cinese responsabile della squadra. Oramai il trapianto di testa sta arrivando, per me è un dato di fatto, ad ottobre forniremo ulteriore dettagli.

    Io penso già alla prossima tappa. Si tratta del trapianto di cervello, che è molto complicato dal punto di vista chirurgico. Oggi la tecnologia si è sviluppata e ci sono delle soluzioni ingegneristiche che dovranno essere adattate ad un trapianto di cervello, ma nel giro di 3-5 anni potremo avere anche questo tipo di operazione.

    — Con quale scopo fare i trapianti di cervello?

    — Il mio obiettivo finale è l'estensione della vita, non tanto la cura di una malattia. Il mio è un progetto a lungo termine. Mentre la Cina si occuperà di un paziente con una malattia cronica da sottoporre al trapianto di testa, io andrò avanti perché trapiantare il cervello risolve anche i problemi a livello immunitario.

    Un perito medico in laboratorio
    © REUTERS/ Sirpa - Gendarmerie Nationale/F. Balsamo
    Io sfido le compagnie americane che criogenizzano le teste e i corpi delle persone che non vogliono morire. Secondo queste compagnie la loro tecnica protegge il cervello e i tessuti dei corpi, fra centinaia di anni si riuscirà a riportarli in vita, dicono loro. Ora che stiamo per effettuare il trapianto di corpo (o di testa), possiamo prendere queste teste e vivificarle se il loro protocollo fosse vero. Dal prossimo anno possiamo provare a vivificare una di queste teste. Immagina che cosa potrebbe succedere: la testa attaccata ad un nuovo corpo potrebbe raccontarci che cosa c'è dopo la morte.

    — Il paziente che si sottoporrà al trapianto di testa non sarà più il ragazzo russo Valery?

    — Qui arriviamo alla parte principale del mio messaggio. La Russia i soldi per fare l'intervento ce li ha. I chirurghi per fare l'operazione in Russia ci sono. L'ospedale per procedere con l'operazione c'è. Il problema erano i soldi. Diverse persone che rappresentavano miliardari russi sono venute da me e mi hanno detto che sarebbero interessati non a donare, ma ad investire. Questo me l'hanno detto comunque non solo i russi.

    Alla fine ho perso tutte le speranze per poter convincere la gente a donare per salvare Valery. Io faccio un annuncio: Valery, cittadino russo, si può salvare soltanto in Russia. La Cina ovviamente salva un cinese e non un russo, inoltre Valery è bianco latte con gli occhi azzurri, biondo e non gli si può attaccare un corpo cinese. Per non provocare reazioni psicologiche negative, il corpo dev'essere simile a quelli della sua razza.

    Chiedo formalmente alle autorità russe e al popolo russo di aiutarmi a salvare Valery Spiridonov in Russia. Sono disponibile ad assistere il team russo per fare quest'intervento a Mosca. Se le autorità non dovessero intervenire, esiste una seconda opzione: il crowdfunding. Chiedo ai 145 milioni di russi di contribuire. Sennò non vi è nessun'altra soluzione. Chiedo al popolo russo di aiutarmi a salvare Valery. Sarebbe fantastico se la Russia, che ha avuto Demichov, ospitasse anche quest'operazione.

    Segue…

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    relazioni Italia-Russia, Trapianto di testa, trapianto, Trapianto, Sergio Canavero, Russia, Italia
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