07:26 22 Agosto 2017
Roma+ 21°C
Mosca+ 18°C
    Vista sul Cremlino di Mosca

    Putin-day visto dall'Italia

    © Sputnik. Alexander Vilf
    Opinioni
    URL abbreviato
    Marina Tantushyan
    41087221

    Si è conclusa la quindicesima "Linea diretta" con il presidente russo Vladimir Putin.

    Anche quest'anno, almeno 4 ore di "Linea diretta", Putin ha risposto a oltre una sessantina di domande. Il Putin-day non ha deluso le attese e s'è tramutato subito in un evento mediatico molto seguito anche in Italia. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito, Fabio Squillante direttore generale di Agenzia Nova.

    — Quali sono le Sue prime impressioni di questa lunga maratona mediatica? Come giudica il tono e il linguaggio scelto da Putin?

    — Lo stile del presidente mi è sembrato molto efficace. Certo, una simile tele maratona da noi in Occidente sarebbe impossibile. Però il pubblico russo è molto disciplinato e l'autorità del presidente Putin è enorme.

    — Per la prima volta Putin svela alcuni dettagli della sua vita privata e ha parlato in pubblico dei suoi figli e dei suoi nipoti aggiungendo che non intende rendere pubblica la loro immagine: "Voglio che vivano una vita normale, hanno bisogno di una socialità normale". Come valuta questa risposta di Vladimir Putin?

    — Io penso che sia un approccio molto ragionevole e molto saggio. In Occidente non c'è un simile rispetto per la vita privata dei leader. Al contrario, qui abbiamo un interesse malato che purtroppo da noi in Italia a volte è raggiunto anche i livelli di isterismo.

    — Ha dedicato un ampio spazio alle sanzioni antirusse che sono state prolungate per altri due anni. Il presidente russo sostiene che se non ci fosse stata la Crimea o altri problemi, si sarebbero inventati comunque qualcosa per perseguire il loro scopo: contenere la Russia. Che pensa di questa affermazione di Vladimir Putin?

    — Sotto un certo punto di vista sia effettivamente cosi. Penso che in alcuni non solo americani ma anche europei sia rimasta l'impressione, la comprensione che la Russia sia un paese nemico. Queste persone, mi sembra, non hanno ancora realizzato che la competizione globale oggi non più è tra l'Occidente e Mosca ma fra Washington e Pechino.

    — Secondo il capo del Cremlino, se l'Occidente annullasse le sanzioni antirusse, Mosca sarebbe costretta a togliere le misure adottate come risposta. Le sembra uno scenario realistico?

    — Adesso ci troviamo in una situazione paradossale perché fino alla elezione di Donald Trump erano alcuni paesi europei che chiedevano il superamento delle sanzioni. Adesso invece è l'Europa a spingere perché le sanzioni siano confermate. Mi sembra che adesso ci sia un problema soprattutto all'interno degli Stati Uniti per quanto riguarda i problemi con la Russia e fino a quando questi problemi non saranno superati, sarà difficile che la situazione cambi.

    — Non poteva naturalmente mancare il tema dell'Ucraina alla quale è stato recentemente concesso il regime senza visti da parte dell'Ue. Condivide la posizione di Putin che invece di festeggiare l'Ucraina deve essere preoccupata per l'avvicinamento con l'Europa perché rischia di essere sfruttata?

    — Io cosi francamente non lo penso. Io credo che l'Ucraina non rischierà di essere sfruttata, piuttosto l'Ue la terrà in piedi, la sosterrà economicamente e lo farà al lungo, perché l'Ucraina è un paese molto arretrato rispetto agli altri paesi europei, anche all'Europa Orientale. E tutto verrà al peso dei contribuenti europei.

    — Putin ha precisato che "i cittadini russi non considerano gli USA un nemico" auspicando che le relazioni tra la Russia e gli USA si normalizzeranno. Pensa che questa risposta potrebbe essere considerata come un'apertura da parte di Putin e nonostante tutto si può sperare in miglioramento dei rapporti?

    — A mio avviso, essenzialmente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non abbia potuto aprire un dialogo normale con Mosca a causa delle accuse che sono state mosse contro di lui e contro alcuni membri del suo staff presidenziale circa i rapporti con la Russia. Se, come credo, queste accuse si risolveranno, allora sarà possibile trovare un nuovo inizio nelle relazioni tra Mosca e Washinton e tra l'Occidente e gli Stati Uniti. Il problema è che il presidente Trump non ha riuscito a fare centinaia di nomine che dipendono solo da lui e quindi non ha ancora controllo sulla sua amministrazione. Finché lui non riuscirà a raggiungere questo scopo e guidare effettivamente il paese, sarà difficile aspettarci un cambiamento. Bisogna vedere se lui riuscirà ad esercitare la sua leadership e cosa farà lui a quel punto. Durante la sua compagna elettorale Trump ha detto che voleva normalizzare le relazioni con la Russia, voleva riorientare la Nato. Alcune cose sono state fatte, ma francamente molto poche. Sono passati quasi cinque mesi dal suo insediamento e mi sembra che i resultati siano molto scarsi.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Intervista, USA, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik