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17:42 23 Ottobre 2019
Vertice G7 a Taormina

Il vertice G7 segna la fine del multilateralismo?

© REUTERS / Jonathan Ernst
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Continente europeo contro continente statunitense?

Un rapporto ormai arduo, da quando i cittadini della più grande Potenza hanno eletto Donald Trump, nuovo presidente di un Paese confuso e, direi, allo sbando, da quando quest'ultimo ha adottato delle decisioni poco chiare su alcune tematiche come il ruolo degli USA nella comunità internazionale, il gelo sulla NATO, le relazioni con la Russia del tutto fredde, con il rischio di spostare le lancette del tempo indietro sino al ritorno della guerra fredda, il distacco dal rispetto degli impegni con le Organizzazioni internazionali, la diffidenza nei riguardi dell'UE, il problema migratorio e via discorrendo. Potrei definire la politica di Trump un vero e proprio minestrone che non porta da nessuna parte, se non sulla via del nuovo disordine mondiale, della trasformazione delle Nazioni Unite in Nazioni Disunite, della violazione di tutte le norme che partono dal diritto internazionale sino al diritto del commercio internazionale e via dicendo.

Si credeva che con la prima uscita di Trump oltre i confini statunitensi, su cui si era sperato, finalmente si fossero concretizzati grandi aspettative non solo nel continente europeo, ma anche nel resto del pianeta; anzi è accaduto il contrario, come lo si è potuto evince con la visita del Presidente statunitense nella capitale Riyad, in cui l'amministrazione Trump ha depennato del tutto l'intera agenda voluta dal precedente Presidente Barack Obama, preferendo la creazione di un asse con l'Arabia Saudita, con cui ha firmato un accordo di vendita delle armi di milioni di dollari, e con altri Paesi arabi. Tale asse ha come scopo quello di contrastare il terrorismo islamico, ma anche di affrontare a muso duro l'Iran.

Entrando nel contesto europeo, la visita di Trump durante il vertice NATO, tenutosi a Bruxelles, ha fatto comprendere che l'attuale amministrazione di Trump resta distante dal coinvolgere il proprio Paese, sul piano della difesa collettiva, a interventi umanitari. Ci si riferisce al ben noto articolo V del Patto atlantico che determina che le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Ma lo stesso Trump non ha escluso la partecipazione del suo governo assieme agli alleati del Patto atlantico a lottare contro i gruppi terroristici, facendo appello, inoltre, agli stessi di spendere di più per la difesa, compreso al nostro Paese.

Il vertice più arduo è stato quello del G7, gruppo dei Paesi avanzati sul piano economico a livello mondiale, costituito dalla Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Canada e Stati Uniti, che è avvenuto nella bellissima città di Taormina, in cui tutti hanno notato il distacco di Trump con alcuni Stati europei, ivi l'Italia, ad eccezione della ormai Gran Bretagna fuori dall'UE.

Un presidente del Paese più potente del mondo, non amante dei cerimoniali diplomatici, ha snobbato un vertice di grandissima importanza, come se fosse venuto nel nostro Paese a farsi una bella vacanza; per non parlare della assenza della comitas gentium, cioè a dire della cortesia internazionale nei confronti delle stesse istituzioni, in particolar modo dell'Italia che ha ospitato tale vertice, tipico esempio è stata la non partecipazione alla conferenza stampa congiunta al termine del vertice del G7, preferendo incontrare le truppe statunitensi stanziate nella base di Sigonella.

Potrei dire che, in realtà, Trump, durante il summit di Taormina, ha voluto mandare un segnale ai suoi colleghi mercé l'affermazione netta e ferma che su tematiche riguardanti il commercio internazionale, il problema inerente alla gestione delle migrazioni internazionali, in particolar modo quelle del mare Mediterraneo, come pure la questione del clima, non ne vuole sapere.

Quello che il mondo intero ha potuto assistere è stato il disinteresse del Presidente degli Stati Uniti di voler abbandonare gli Stati dell'UE al loro destino, spingendoli al convincimento che cammineranno da soli, privi del supporto statunitense, su questioni di interessi di primo piano, come, per l'appunto, la difesa, i flussi migratori, il clima e via discorrendo. Da Taormina nasce un nuovo disordine mondiale, dove inizia a far da padrona l'egoismo di alcuni Stati potenti — come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna — a discapito di quelli più deboli. Ciò fa intendere che il mondo si avvia verso il declino o l'eclissi del multilateralismo e la rinascita dell'unilateralismo. Su quest'ultimo aggiungerei che anche il G7, che rientra nella forma strutturale del multilateralismo, non avrebbe più senso di esistere, se non per un scambio di tarallucci e vino tra "i potenti della terra".

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Vertice G7, G7, NATO, Donald Trump, Arabia Saudita, Europa, UE
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