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    L’Ue prepara la guerra alla Russia

    © Sputnik. Vladimir Sergeev
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    Tatiana Santi
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    È vero, non c’è limite al peggio, soprattutto quando la partita in gioco è contro Mosca. Dopo la risoluzione promossa al Parlamento europeo, che ha paragonato i media russi a Daesh, giungono indiscrezioni su un possibile inasprimento delle politiche antirusse di Bruxelles. L’Ue prepara la guerra alla Russia.

    Se da una parte in Europa si parla costantemente della necessità di una strategia comune per combattere il terrorismo, d'altra parte si fa di tutto per complicare i rapporti con Mosca, invece che cooperare con la Russia nella lotta contro il vero nemico, ovvero sia Daesh e l'estremismo islamico.

    In seno all'Unione europea vi sono correnti apertamente antirusse che basano la propria politica sul confronto con Mosca e sul peggioramento dei rapporti fra l'Europa, Mosca e anche gli Stati Uniti. Già, il presidente Trump, con l'apertura verso i russi dimostrata in campagna elettorale non va a genio agli establishment di Bruxelles e di Washington, che hanno come obiettivo minare il dialogo con Mosca.

    Alessandro Bertoldi
    © Foto: fornita da Alessandro Bertoldi
    Alessandro Bertoldi

    La risoluzione promossa al Parlamento europeo contro i media russi presentata dalla deputata polacca Fotyga era solo l'inizio di un'incredibile strategia antirussa. Stando a diverse indiscrezioni, l'Unione europea starebbe mettendo a punto ulteriori politiche contro Mosca. Perché? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Alessandro Bertoldi, consulente politico e analista, già dirigente del centrodestra (FI), osservatore indipendente in Crimea e Donbass.

    — Alessandro, che aria tira negli ambienti politici europei nei confronti della Russia?

    — Una duplice aria. La prima è quella dell'establishment più europeista che vuole peggiorare ulteriormente le relazioni fra Europa, Stati Uniti e Russia. Il secondo filone è quello più popolare, inteso come quello più schierato dalla parte dei popoli, che continua a nutrire una forte simpatia nei confronti della Russia e del presidente Putin. Il fronte più europeista è decisamente aggressivo e antirusso.

    — In quali politiche si traduce questa aggressività nei confronti della Russia?

    La cattedrale di San Basilio alla Piazza Rossa di Mosca.
    © Fotolia/ Savvapanf Photo

    — Ci sono diverse indiscrezioni che parlano di un prossimo inasprimento delle politiche dei vertici dell'Unione europea nei confronti della Russia. Potremmo riassumere dicendo che la loro strategia si basa su tre punti principali. Il primo è quello punitivo: si parla di un inasprimento delle sanzioni e giungono addirittura voci sulla proposta di denunciare i funzionari russi che sono responsabili delle azioni della Russia in Siria e in Ucraina alla Corte Penale Internazionale. Questo è uno dei passaggi più scandalosi ed esagerati a mio avviso, che va totalmente contro ogni forma di dialogo.

    Il secondo punto che emerge dalle indiscrezioni riguarda l'aumento della spesa militare dei Paesi membri dell'Unione, si vuole raggiungere il 2% del Pil dell'Unione europea, quindi un aumento di 100 miliardi di euro. Sicuramente rafforzare la Difesa è necessario per combattere il terrorismo, ma sempre più spesso il terrorismo viene messo alla pari della Russia. Questo è un fatto impressionante, perché qui si tratta di un'ulteriore chiusura e allontanamento dalla Russia.

    Il terzo elemento che vorrei segnalare è quello relativo alla destabilizzazione della Russia dal suo interno attraverso il sostegno delle opposizioni, o come dicono all'Ue, della società civile.

    — Che ne pensi di questi progetti antirussi dell'Ue?

    Il ministero degli Esteri a Mosca
    © Sputnik. Maksim Blinov

    — Si tratta di tre azioni strategicamente intelligenti, che però non fanno che scegliere la via della contrapposizione piuttosto che quella del dialogo. Questa scelta ovviamente non piace a tutti, molte correnti in seno all'Ue vorrebbero un dialogo sincero con Mosca di fronte alle vere sfide e al vero nemico che è il terrorismo islamico. Farci la guerra fredda fra di noi è un errore.

    — Queste indiscrezioni riguardano le politiche che l'Ue potrebbe mettere in atto in futuro?

    — Sì, sono indiscrezioni sul proseguo del lavoro molto voluto da una parte dei Paesi membri dell'Europa dell'Est e da una parte del Nord Europa. Ci aspetta un inasprimento dei rapporti, ho citato i passaggi a mio avviso più eclatanti di cui si parla al momento a Bruxelles. Si tratta delle prese di posizione ufficiali dell'Unione europea. Poi ovviamente potranno anche cambiare idea nei prossimi mesi, ma oggi stanno ragionando in questi termini. Non c'è un cambio di rotta per un dialogo, anzi, vi è nell'aria un inasprimento della linea nei confronti della Russia e anche nei confronti del presidente degli Stati Uniti, perché si parla in termini negativi anche di lui, secondo le indiscrezioni.

    — Anche negli Stati Uniti dopo il fatidico caso Russiagate si vuole mettere in mezzo la Russia e inguaiare Trump. Possiamo dire che sia in seno all'Ue sia nell'establishment americano si sta preparando il terreno per un confronto con Mosca?

    — Esattamente così. Ovviamente i russi agli americani ricordano la guerra fredda e viceversa, gli americani per i russi si ricollegano a quel periodo complesso. La campagna che rema contro il presidente americano secondo cui lui avrebbe avuto dei canali di comunicazioni non ufficiali con i russi prima e durante le elezioni ovviamente indebolisce Trump. Molte sono invenzioni e speculazioni, lo stesso Trump le definisce fake news.

    È una vera e propria campagna di delegittimazione, perché a molti americani infastidisce che Trump abbia avuto rapporti non ufficiali con la Russia. Io non credo che la realtà corrisponda a com'è stato dipinto il tutto, a mio avviso Trump ha avuto dei contatti normali con i russi come chiunque faccia politica o impresa in Europa e in Russia. Questo è un altro tentativo di allontanamento del presidente degli Stati Uniti dalla Russia, un presidente che invece, a mio avviso, vuole il dialogo con Mosca.

    Abbiamo quindi una parte di establishment in Europa e negli Stati Uniti che fa di tutto per minare il dialogo con la Russia.

    — Perché minare il dialogo con la Russia, a quale pro?

    Esercitazioni NATO Trident Juncture in Italia
    © AP Photo/ Antonio Calanni

    — Secondo me per diversi motivi. Da una parte per affermare la supremazia politica e militare degli uni sugli altri. Un po' per ottenere scenari diversi in giro per il mondo, per esempio in Ucraina e in Siria. Si utilizza lo schema della guerra fredda, ma come abbiamo visto, non ha portato a nulla, non ci sono stati vincitori che se ne dica.

    — Un confronto fra Europa, Russia e Stati Uniti non può portare a nulla di buono per nessuno, no?

    — Porterà solamente ad un peggioramento dei rapporti e delle relazioni diplomatiche, che poi dovranno essere recuperate. Tutto ciò inoltre danneggerà le nostre economie, a partire dall'Italia. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    relazioni diplomatiche, Relazioni con l'UE, Intervista, UE, Italia, USA, Russia
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