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    Paolo Grimoldi

    Grimoldi: “Lombardia e Veneto vogliono essere più lontani da Roma”

    © Foto: fornita da Paolo Grimoldi
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    Marina Tantushyan
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    Mentre i partiti non riescono a trovare un accordo sulla nuova legge elettorale e stabilire la data delle elezioni parlamentari, la Lega Nord sta portando avanti con animo forte la sua idea del federalismo.

    Domenica 22 ottobre 2017 per la prima volta i lombardi e veneti saranno chiamati ad esprimersi tramite il referendum consultativo sull'autonomia.  Se dovesse vincere il sì, la giunta lombarda e quella veneta potranno chiedere al governo più poteri e maggiore autonomia in alcuni campi. Quorum, non richiesto. 

    Per maggiori informazioni Sputnik Italia si è rivolto al deputato della Lega Nord e segretario nazionale della Lega Lombarda Paolo Grimoldi.

    — On. Grimoldi, potrebbe decifrare il significato della frase "chiedere più poteri"?

    — Secondo della costituzione vigente, noi possiamo portare a casa maggiori competenze esclusive, sarebbe sostanzialmente un federalismo differenziato che vuol dire che le regioni che sono in grado si prendono delle competenze che oggi possiede lo stato. Mentre le regioni che non sono in grado, lasciano queste competenze allo stato centrale.

    — Qual è il vostro scopo finale? Volete veramente dissociarsi dall'Italia come è stato annunciato molte volte nel passato?

    — No, noi stiamo parlando adesso solo dell'autonomia. Però è ovvio che maggiori competenze significa maggiori fondi, maggiori risorse, più soldi dei lombardi e dei veneti che rimarranno in Lombardia e in Veneto. Questo vuol dire, sicuramente più lontani da Roma. Però tutto dipende da quali competenze riusciremmo a trattare.

    — Potrebbe nominare le competenze che sono più importanti per voi?

    — A noi interessano un po' tutte le competenze. Per esempio, la sicurezza, ma anche gli accordi internazionali, la possibilità di stipulare gli accordi commerciali senza passare dai vincoli dello stato centrale, anche cercare di semplificare la burocrazia, cercare di poter abbassare le tasse al livello locale, fare politiche ambientali indipendente dallo stato centrale, ecc.

    — Perché per Lombardia e Veneto è così importante questo referendum? Quali vantaggi concreti ci sarebbero per queste regioni?

    — Lombardia perde ogni anno tra quello che paga di tasse e quello che gli ritorna 54 miliardi di euro. Lombardia perde questi soldi che vanno a Roma e non tornano più. Se si apre un tavolo di contrattazione, ovvio che noi possiamo solo guadagnarci.

    — E cosa dicono gli ultimi sondaggi? Quante persone vi sostengono oggi?

    — È un referendum che non è solo della Lega. È un referendum per il quale ha votato "Forza Italia", hanno votato i "5 Stelle", il PD Veneto è favorevole e il PD Lombardia ha detto che non serve ma non dice che è contrario. E quindi sostanzialmente un po' tutte le forze politiche lombarde e venete non sono contrari a questo voto. Mi pare che non sia un discorso partitico ma si tratta puramente di un discorso di Lombardia e di Veneto.

    — Comunque, è poco probabile che il governo centrale accetterà i risultati del voto consultativo. Cosa accadrà dopo il 22 ottobre se il popolo di due regioni dirà del "si" e Roma dirà del "no"?

    — Come fa il governo centrale a non accettare i risultati? Dipende da quante persone vanno a votare. Se vanno a votare qualche milione dei lombardi e diranno che vogliono più autonomia, è ovvio che questo referendum avrà una valenza politica, chiunque che governa è obbligato tenerne conto. Anche la Brexit all'ora è stato un referendum esclusivamente consultativo ma da qui a due anni cambierà la geopolitica dell'Europa e del mondo. Significato del nostro referendum è politico. Se si andranno a volare milioni di lombardi e di veneti e diranno che vogliono autonomia, chiunque governerà sarà obbligato di dare le risposte in tal senso — è un qualcosa per certi versi di epocale all'interno dello stato italiano.

    — Supponiamo che Veneto e Lombardia diventino autonomi. Come queste regioni costruiranno i loro rapporti con l'Ue del 27 paesi e la Nato?

    — Sulla Nato non penso che cambierà qualcosa al momento. Per quanto riguarda l'Europa, maggiori formi di autonomia daranno la possibilità di avere più potere contrattuale anche all'interno dell'Europa e con le istituzioni europei. 

    — Nonostante le sanzioni, Veneto e Lombardia sono sempre stati molto vicini alla Russia. E come si svilupperanno le relazioni con Mosca?

    — È ovvio che più l'autonomia ci sarà, più sarà la possibilità per la Lombardia e il Veneto, che sono le due regione particolarmente filorusse, di aumentare non solo i rapporti economici-commerciali ma anche rapporti politici con la Russia.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    NATO, Movimento 5 Stelle, PD, Paolo Grimoldi, UE, Lombardia, Veneto, Russia, Italia
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