00:04 27 Maggio 2019
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Successo del Forum economico di S. Pietroburgo, alla faccia delle sanzioni

© Sputnik . Alexei Danichev
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Tatiana Santi
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È giunta al termine la ventunesima edizione del Forum economico internazionale di San Pietroburgo segnata da un record assoluto di partecipanti. L’Italia, in primo piano alla Davos russa, porta a casa ben 5 importanti accordi. Il successo del Forum economico di San Pietroburgo, alla faccia delle sanzioni.

In un periodo di alte tensioni internazionali e sanzioni controproducenti, il Forum economico di San Pietroburgo rappresenta una piattaforma unica nel suo genere capace di favorire il dialogo e la cooperazione fra i Paesi. L'Italia presente al Forum con numerose aziende, comprese le piccole imprese, ha siglato grossi accordi, uno su tutti è quello firmato fra Maire Tecnimont e la russa Gazprom per una cifra di 4 miliardi di euro.

Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano
Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano
Fra le grandi notizie del Forum pietroburghese è da citare senz'altro il via a Poseidon, gasdotto che porterà il gas russo in Europa arrivando in Italia. L'appuntamento annuale al Forum San Pietroburgo è un'occasione veramente speciale per l'economia con la "e" maiuscola. I rapporti commerciali fra Italia e Russia hanno ripreso forza? Dove sta andando l'economia mondiale e che ruolo vi può giocare il fattore Trump? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano.

— Professore Sapelli, qual è l'importanza del Forum economico di San Pietroburgo in questo periodo di sanzioni e tensioni internazionali?

SPIEF 2017
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— In primo luogo l'importanza del Forum è proprio quella di allentare le tensioni. È un evento ormai tradizionale e dovrebbe ispirare l'abbandono delle sanzioni. Mi ha colpito l'altro giorno l'intervista sul Financial Times ad Andrei Kostin, presidente di una banca di Stato russa, una persona rispettabile che io ho conosciuto. Parlando dei problemi che ha la sua banca, Kostin ha sottolineato come non si possa continuare ad auspicare la fine della crisi e una ripresa economica mondiale da un lato e poi imporre sanzioni.

Il fatto che si svolga il Forum di Pietroburgo è un monito ad assumere un po' di ragionevolezza secondo me.

— Possiamo dire che per l'Italia questo forum è una grande occasione? Le relazioni economiche fra Italia e Russia piano piano si riprendono?

— Io penso che queste relazioni non si siano mai fermate, anche perché c'è sempre stata la presenza storica dell'Eni, poi al Forum hanno partecipato tante medie e anche piccole imprese, che hanno da anni ottimi rapporti con il mercato e le istituzioni russe. La presenza italiana quest'anno è ancora più forte e questo fa ben sperare, fa da controcanto all'assenza della Russia a Taormina.

Bandiere di Russia e UE
© Sputnik . Vladimir Sergeev
Il Forum è di buon auspicio, per quanto riguarda il ritorno alla ragionevolezza credo che sia i francesi sia i tedeschi stiano lavorando in questo senso, di fatto anche loro sono contrari alla politica delle sanzioni. Si sperava che con Trump finisse questo tipo di politica estremamente negativa da un punto di vista internazionale portata avanti da Obama.

— Con la presidenza Trump e l'"America first" come si può sviluppare secondo lei l'economia mondiale?

— L'economia del fattore Trump la vedo al di là della persona Trump. C'è una tradizione Jeffersoniana in America che è sempre stata, come lo chiamo io, "un nazionalismo aperto". Si tratta di una linea unipolare, ma anche un nuovo unipolarismo non può non fare i conti con le relazioni commerciali. Io sono molto contrario alla linea economica di Trump in America, perché è una linea repubblicana classica con l'obiettivo di diminuire le tasse ai ricchi e tagliare il Welfare State.

In politica estera e nel commercio mondiale Trump fa emergere la situazione attuale che esiste di fatto. Sono vent'anni che non facciamo più accordi multilaterali di libero scambio, facciamo solo accordi bilaterali. Gli Stati Uniti si sono via via impoveriti per l'eccesso di finanza, perché le multinazionali sono andate a localizzare i loro impianti là dove nascono i nuovi mercati, si sperava che i profitti di ritorno negli Stati Uniti fossero reinvestiti in nuove industrie, invece sono stati investiti nella finanza. Sono profitti che non hanno creato occupazione, ma, come sappiamo tutti, se non si crea occupazione non si crea reddito e non hai terreno da cui estrarre le tasse. Il deficit dello Stato aumenta ed è un circolo vizioso.

A parole Trump vuole farla finita con questo circolo vizioso, ha l'appoggio da parte delle grandi compagnie petrolifere, Tillerson come Segretario di Stato e il consigliere per la sicurezza nazionale McMaster gli fanno "da guardiani". Trump pare segua questa linea, tutto sta nel fatto se riuscirà a portare avanti questa politica: più industria, meno finanza.

— Da un punto di vista di un mondo multipolare, con attori importanti come la Cina e la Russia quali prospettive economiche ci possono attendere? Che ruolo avrà la Russia in questo contesto?

— Io non credo al multipolarismo, non può esistere un aut aut cordiale come si fece dopo la fine di Napoleone, quando si pensava che ci fosse un mondo multipolare in Europa, allora l'Europa era il mondo.

Credo che ci debba essere o una bipolarità o una unipolarità. La situazione migliore, visto che la Russia è un Paese eurasiatico e gli Stati Uniti guardano a due oceani, sarebbe se il mondo fosse governato da un duopolio. Parlo degli USA e della Russia con il Giappone che fa da alleato agli americani, purtroppo il terzo incomodo è la Cina. La Cina è una potenza aggressiva, nemica tanto degli Stati Uniti quanto della Russia, è un Paese che finge adesso di essere liberale. Il mio giudizio sulla Cina è molto negativo, è una potenza terroristica al suo interno e aggressiva all'esterno.

Sono molto preoccupato e penso che l'unico modo per sbarrare la strada alla Cina sia un'alleanza fra gli Stati Uniti e la Russia.

— Vedremo come si svilupperà quest'alleanza allora. È un bene per tutti se Stati Uniti e Russia coopereranno.

— L'unica salvezza del mondo, non solo dell'Occidente, è una stabile alleanza fra la Russia e gli Stati Uniti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
commercio, Relazioni Italia-Russia, Economia, SPIEF 2017, San Pietroburgo, Russia
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