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08:56 15 Ottobre 2019
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Sputnik e RT di nuovo nel mirino

© Sputnik . Konstantin Chalabov
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La Russia starebbe compiendo una guerriglia politica asimmetrica basata sulla disinformazione, si tratterebbe addirittura di una strategia di distruzione. Si è svolto proprio in questi termini un convegno a Roma per trovare una strategia di risposta alle “rivolte populiste” e al soft power di Mosca in Europa. Sputnik e RT di nuovo nel mirino.

Il 31 maggio a Roma alla Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio si è tenuto il convegno "La strategia d'influenza della Russia: Mosca e i movimenti populisti di destra e di sinistra", un evento promosso dall'Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici e dall'Atlantic Council. Si tratta del secondo appuntamento organizzato dall'Istituto dedicato al tema della presunta minaccia del soft power russo, che minerebbe la coesione dell'Unione Europea, alimentando problemi di stabilità interna nei Paesi europei.

"La Russia agisce per destabilizzare l'Europa. Ha usato il soft power invasivo nelle elezioni americane, tutte le energie dei russi sono state utilizzate per la sconfitta della Clinton" sono le parole di Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Affari Esteri, uno dei relatori del convegno. Alina Polyakova, direttore di ricerca per l'Europa e Eurasia dell'Atlantic Council si è spinta oltre affermando che è in atto "una guerriglia politica", nella quale la Russia manipolerebbe le situazioni politiche in Europa, finanziando partiti di destra e di sinistra, appoggiando quindi movimenti anti establishment.

Il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni nel suo intervento ha parlato di "influence operations" da parte della Russia, definendo Sputnik e RT addirittura come strumenti di una politica militare, altro che soft power. Nel suo discorso Iacoboni si è soffermato a parlare del Movimento 5 stelle e dei suoi contatti con la Russia, tema molto a cuore al giornalista, il quale ritiene curiosi i viaggi ufficiali della delegazione pentastellata in Russia e la posizione del movimento su Mosca, una "svolta fiorussa" secondo Iacoboni.

Secondo i relatori del convegno Mosca avrebbe scelto di sostenere l'onda populista per "indebolire ed eventualmente disgregare l'Ue e la NATO". L'obiettivo della conferenza romana consisteva nel definire una strategia di contrasto alle rivolte populiste sostenute, a detta degli esperti presenti, dalla Russia e nel concepire delle contromisure nei confronti della cosiddetta disinformazione russa.

Convegno nella Sala del Tempio di Adriano.
© Foto : Tatiana Santi
Convegno nella Sala del Tempio di Adriano.
Purtroppo durante il convegno i relatori non hanno accompagnato le proprie accuse con prove o fatti sulla presunta ingerenza da parte della Russia nei processi politici dei Paesi europei. Inoltre gli esperti del convegno, prendendo di mira i media russi Sputnik e RT, non hanno ritenuto opportuno citare gli strumenti di propaganda americana attivi in Europa come Radio Free Europe o Voice of America.

Tutti i relatori hanno preferito non citare nemmeno l'organizzazione European Endowment for Democracy, che fra i suoi obiettivi vede la creazione di progetti d'informazione regionale che possa comprendere tutte le voci russe non allineate con il Cremlino, tanto per rimanere in tema di ingerenze nei processi politici di un Paese straniero.

Insomma, come sempre si ha l'impressione che la critica nei confronti delle politiche e dei media russi sia sempre lecita, guai però a toccare i media europei assoggettati alla propaganda americana. Si condannano presunte ingerenze e finanziamenti russi nella politica dei Paesi europei, quando alla luce del sole il presidente americano Obama senza farsi troppi scrupoli consigliava agli italiani come votare al referendum costituzionale, oppure quando l'ambasciatore americano in Italia Phillips si esprimeva sul voto degli italiani e su quanti militari l'Italia avrebbe dovuto inviare in un'operazione militare o nell'altra.

Ovviamente in ogni Paese, negli Stati Uniti, in Russia o in Italia da che mondo è mondo si fa propaganda, il problema nasce quando dei media vengono presi di mira. Fa sorridere, ma anche preoccupare che proprio i Paesi europei, molto sensibili all'importanza della libertà d'espressione, attacchino Sputnik e RT.

A margine del convegno Sputnik Italia ha scambiato un paio di battute con il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni, autore di numerosi articoli su Sputnik e RT.

— Jacopo, finalmente ci conosciamo, il suo interesse nei confronti di Sputnik a cos'è dovuto?

Sputnik vede tutto.
© Sputnik . Vitaly Podvitsky

— In realtà io ho studiato il Movimento 5 stelle in Italia dai suoi inizi, anzi ancora da prima della sua nascita. Quando c'è stata la svolta molto filorussa del Movimento 5 stelle mi ha cominciato ad incuriosire una serie di cose. Ho cercato di capire il perché di una svolta repentina, hanno cambiato quasi a 180 gradi il loro atteggiamento sulla Russia.

Ci sono stati casi che ho raccontato di tensione con il governo italiano per via di come sono state riportare alcune cose sul referendum, sul governo. Su Sputnik vi sono articoli molto orientati. Ho notato come questi articoli venissero costantemente inseriti nella rete di siti sia ufficiali sia non ufficiali filo Movimento 5 stelle.

— Lei è d'accordo che i lettori siano liberi di consultare i giornali e i media che desiderano?

— Ognuno legga quello che vuole, però con la coscienza di quello che sta avvenendo e se ci sono delle "influence operations". Parliamo dei casi quando il giornalismo diventa propaganda, che è una cosa legale, non parliamo quindi di eventuali hacking di cui si è anche discusso oggi al convegno, che sono un'altra storia.


I lettori ovviamente possono consultare i media che desiderano, ma seguendo il consiglio del giornalista Iacoboni bisogna stare sempre attenti ed essere coscienti di quello che sta avvenendo, che si tratti di un media russo, ma anche di un giornale italiano o un'agenzia di stampa americana.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Media, Propaganda, M5S, Italia, Russia
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