Widgets Magazine
22:22 21 Agosto 2019
Eruzione dell'Etna, Sicilia

Venite in Italia, c’è posto per tutti

© AP Photo / Salvatore Allegra
Opinioni
URL abbreviato
Mario Sommossa
21269

"Lo scontro oggi è tra chi vuole che le frontiere diventino muri e chi invece, come noi Radicali, crede debbano essere varchi legali per costruire una società aperta basata sulla libertà e il rispetto dei diritti come dei doveri, per tutti".

"Lo scontro oggi è tra chi vuole che le frontiere diventino muri e chi invece, come noi Radicali, crede debbano essere varchi legali per costruire una società aperta basata sulla libertà e il rispetto dei diritti come dei doveri, per tutti." 

E' il contenuto di una mail ricevuta dal sottoscritto, ma probabilmente tanti lettori hanno già letto o sentito parole di questo tenore.

Ovviamente siamo tutti d'accordo. Chi potrebbe mai desiderare una "società chiusa, basata sull'oppressione, ove non esista un condiviso rispetto dei diritti e dei doveri"?

Chi concorda anche con le simili esortazioni del Papa è certamente una persona dal cuore dolce. Come dissentire dal pensare che l'accoglienza e l'ospitalità' siano un giusto dovere morale, che non esistono razze, etnie, popoli differenti, ma che siamo piuttosto tutti fratelli? Che bello un mondo così buono, ove tutti siano ricchi, generosi e amanti del "prossimo" e del "lontano"!

Sicuramente i diecimila che hanno manifestato a Milano pochi giorni orsono, con in testa al corteo il Sindaco tricolorato, erano tutti pieni di questi ottimi sentimenti e chi non c'era non poteva comunque che condividere quel loro desiderio di umana bontà.

Va be', metà o poco più dei manifestanti erano proprio gli immigrati clandestini che, di fatto, manifestavano a favore di se stessi. E' vero anche che nel corteo c'erano pure quelli che, grazie al più che doveroso contributo economico dello Stato, incamerano un piccolo profitto per potersi pagare qualche giusto benefit o, almeno, per "tirare a campa'". Aggiungiamo perfino qualche centinaio di persone che partecipa a qualunque corteo, purché "progressista", ma non nascondiamoci che, nella folla danzante e coreografica c'era anche chi vuole veramente, in modo totalmente disinteressato, che siano spalancate le frontiere, che arrivi e sia ospitato chi lo vuole, da qualunque parte venga. Se è nero di pelle tanto meglio: dimostrerà che non siamo razzisti (che cattivo, chi lo è!).

La cosa ancora migliore sarebbe che se, oltre a essere nero, il clandestino è pure malato o, magari, inabile a ogni lavoro. Che ci stanno a fare, altrimenti, i nostri Ospedali e il nostro munifico sistema assistenziale? Egoisti e intolleranti, ecco cosa sono quelli che si lamentano se devono attendere qualche piccola decina di ore nei Pronto Soccorsi perché già pieni di bisognosi e degnissimi extracomunitari. Insensibili quelli che non capiscono che gli interventi dal dentista non possono pagarseli, se non altro perché hanno già speso i loro pochi soldi per comprarsi qualche smartphone e poi usarlo per "chiamare casa". Faziosi e intolleranti coloro che scambiano i pochi stupratori e i perfino minori criminali con la gran massa di brava gente che arriva in Europa solo per godere un pochino del nostro benessere.

Migranti a Ventimiglia
© AFP 2019 / JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET
D'altra parte noi siamo ricchi, perché non dividere con loro il nostro benessere, così come fece San Martino con il suo mantello? Chi tra gli italiani che marciavano a Milano non sarebbe pronto a pagare un po' più di tasse pur di far star bene come noi questi poveracci? Chi di loro non rinuncerebbe alle proprie vacanze a Formentera pur di poter ospitare a casa propria qualche etiope o ghanese?

Loro fuggono dalla guerra e poco importa se non è ancora scoppiata nel loro Paese: prima o poi potrebbe capitare ed è meglio prevenire.

Per avere la sanità, i mezzi pubblici di trasporto, le scuole ecc. gratuiti, fortunatamente le nostre leggi non distinguono tra chi ha lavorato e pagato le tasse per decenni e chi non l'ha mai fatto. O meglio, un poco distinguono perché il normale cittadino italiano qualcosa deve pagare. Naturalmente è giusto così, altrimenti che "accoglienza" sarebbe la nostra? 

Anche gran parte della nostra magistratura è "buona" e capita spesso che mostri giusta comprensione per i deboli che arrivano e punisca chi li vorrebbe respingere. Ora, si è giustamente aperta una procedura contro i responsabili della nostra capitaneria di porto che, ricevuta l'abituale chiamata da telefono satellitare con richiesta d'aiuto, anziché inviare subito una nostra nave in soccorso, vollero rimarcare che l'imbarcazione in pericolo si trovava più vicino a Malta e invitò i futuri naufraghi a rivolgersi a quella marina. Se questi ultimi non intervennero e il natante affondò, la colpa è certamente dei nostri che stavano addirittura per regalare ai maltesi l'occasione di potersi, anche loro, mostrarsi "solidali".

Le preghiere del Papa devono aver fatto effetto, o forse la voce della nostra generosità gratuita è girata virtuosamente in tutta l'Africa perché gli arrivi stanno aumentando ogni mese. Tra loro anche molti bambini che, essendo fortunatamente minorenni, non possono essere espulsi come qualche malvagio (ce ne sono anche tra noi) vorrebbe. Non proccupiamoci però per la loro crescita fino alla maggiore età: grazie alla regola del ricongiungimento familiare anche la loro madre e il loro padre, se li vorranno raggiungere, prima o poi potranno farlo e così la famiglia sarà riunita.

In Africa vivono oggi un miliardo e duecentosedicimilioni di persone. Purtroppo, non tutti hanno, per ora, il desiderio di unirsi a noi ma non dobbiamo disperare: qualche milione di certo lo farà. E comunque, bontà loro, ci saranno sempre qualche centinaio di migliaia di sudamericani e qualche milione di asiatici che desidereranno solo di farci compagnia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik