17:31 19 Settembre 2017
Roma+ 22°C
Mosca+ 13°C
    U.S. President Donald Trump (R) walks with the President of the European Council Donald Tusk in Brussels, Belgium, May 25, 2017.

    Il patto Trumpatlantico e l'Europa

    © REUTERS/ Francois Lenoir
    Opinioni
    URL abbreviato
    Marina Tantushyan
    378262

    Subito dopo la prima visita ufficiale del presidente statunitense Donald Trump a Roma si è svolta la conferenza “Il rapporto Trumpatlantico. Come nuova amministrazione USA vede l’Europa”.

    L'iniziativa è stata promossa dal Centro Studi Politici e Strategici Machiavelli con l'obiettivo di approfondire i rapporti tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti e per discutere le idee e gli argomenti dal punto di vista non tradizionale e a volte politicamente scorretto.

    Dario Citati e Antonio Martino
    © Foto: Dario Citati e Antonio Martino
    Dario Citati e Antonio Martino

    Secondo gli organizzatori del convegno, non si può considerare Donald Trump — un capo dello stato democraticamente eletto — come "un corpo estraneo" semplicemente perché si dissente dalle sue idee politiche o dal suo stile di comunicazione.

    L'analista del Centro Machiavelli Daniele Scalea pensa che con le sue proposte (muro con il Messico, limitazione dei viaggi dai paesi sensibili dal punto di vista del terrorismo, ecc.) Donald Trump "ha riportato al centro il tema della sovranità dello stato". Ciò coincide con una fase in cui tutti in Europa invocano un cambio di rotta per l'UE: alcuni verso una più stretta integrazione, altri verso il ritorno alla sovranità degli stati nazionali. Questi ultimi guardano proprio a Donald Trump come a un possibile alleato per ricostruire l'Europa su nuove basi, ma anche il rapporto transatlantico e la nozione stessa dell'Occidente.

    L'incontro tra Donald Trump e Papa Francesco
    © REUTERS/ Osservatore Romano

    "Noi italiani e gli europei dobbiamo capire che questo rapporto Trumpatlantico rientra nel rapporto Transatlantico. L'elezione di Trump ci dimostra in primo luogo che esiste un'altra America. Il presidente Donald Trump rappresenta un fenomeno completamente nuovo. E per capire Trump al di là dei luoghi comuni, per interpretare correttamente le sue istanze che riguardano l'economia, l'immigrazione, le istanze che sono ancora poco chiare della sua politica estera, credo che sia necessario inquadrare tutti questi possibili cambiamenti nell'interno di un sano realismo geopolitico", — ha precisato il collega di Scalea, l'analista Dario Citati.

    Alla discussione intorno a questo tema complesso hanno contribuito i due l'ex Ministri degli esteri italiani Giulio Terzi di Sant'Agata e Antonio Martino e un academico e diplomatico americano Ted Malloch.

    Dopo un lungo speech sulla storia dei rapporti italo-americani, l'ospite americano, ha parlato del modo in cui l'amministrazione Trump vede l'Italia e l'Europa per quanto riguarda la collaborazione transatlantica.

    "America vuole un'Italia e l'Europa forte nel quadro Nato", — ha sottolineato Malloch, cio vuol dire che gli Stati Uniti vogliono che i paesi europei paghino somme significative per la difesa comune.

    La posizione di Malloch è stata maggiormente condivisa dall'ex-Ambasciatore italiano negli Stati Uniti Giulio Terzi che ha dedicato la maggior parte del suo intervento alla visita di Trump in Italia.

    "Da ogni punto di vista, sia organizzativo che quello dei contenuti nei colloqui bilaterali, dall'esito dell'incontro di Roma, a me è sembrato che si è stata la prova di un grandissimo successo per il governo e per il nostro paese", — ha detto Terzi.

    Mentre il suo collega Antonio Martino ha voluto parlare dei problemi e delle nuove sfide che sta affrontando oggi l'Unione Europea. Autodefinendosi orgogliosamente come "l'euroscettico", Antonio Martino ha ribadito che in questo periodo l'Europa deve fare conti con i "fratelli minori della conquista": il terrorismo e l'immigrazione di massa.

    "Vorrei citare un solo dato. Nel mondo di oggi c'è un miliardo di giovani di età compresa fra 15 e 29 anni — quella che demografi chiamano "fighting age". Di questo miliardo di potenziali combattenti 65 milioni sono europei e 300 milioni sono musulmani che sfondano sul Mediterraneo e combattono nel Medio Oriente. Non mi sembra che l'Europa si è adeguatamente unita per far fronte a queste sfide per una semplice ragione che oggi non esiste un governo europeo", — ha detto l'ex Ministro auspicando che l'Alleanza atlantica riuscirà a proteggere il mondo in questo nuovo periodo della communità europea. 

    Durante il convegno dedicato ai rapporti transatlantici ovviamente non poteva non emergere il tema della Russia e del suo futuro rapporto con l'Europa e con gli Stati Uniti. La questione principale sarebbe: come combacia il fatto che Trump vuole vedere un accordo, una situazione pacifica con la Russia e il suo desiderio di appoggiare il patto atlantico?

    Il quartiere generale della NATO a Bruxelles
    © AP Photo/ Geert Vanden Wijngaert

    "Mi sembra comprensibile che il presidente Trump chieda alla Nato assieme agli Stati Uniti a fronteggiare il pericolo del terrorismo islamico perché è un pericolo che riguardo tutti noi. Diverso è discorso sulla Federazione Russa. Io sono un ostaggio di Pratica di Mare e ritengo che le sfide per la sicurezza siano globali e la Russia sicuramente considera l'estremismo islamico come una minaccia. Quindi dobbiamo cercare di trovare il modo per andare d'accordo con la Federazione Russa e far fronte comune contro la minaccia islamica", — ha concluso l'ex Ministro degli esteri italiano Antonio Martino.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Donald Trump, Italia, USA
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik