00:42 25 Novembre 2020
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Donald Trump, pagato da Putin, farebbe accordi con la mafia di Mosca e darebbe informazioni segrete ai russi. Il presidente americano è nel mirino di tutta la stampa occidentale e l’establishment sogna l’impeachment. Russiagate, come far fuori Trump.

Su Trump dai media americani, e di conseguenza anche dalla stampa italiana, ogni giorno vengono sfornate notizie sensazionali, scoop così incredibili che le fonti e la loro attendibilità passano in secondo piano. Non importa che le notizie siano vere o meno, l'importante è che siano contro Donald Trump, semplice.

Obama per i suoi primi giorni di presidenza ricevette un bel Premio Nobel per la pace, Trump invece, ancor prima di essere eletto, si è ritrovato sul banco degli accusati e oggi l'ipotesi dell'impeachment si fa sempre più reale. Perché vogliono rovesciare Trump? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.

Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.
© Foto : fornita da Marcello Foa
Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.

— I giornali non fanno che parlare del caso Russiagate. Marcello, di che cosa si tratta e che cosa c'è dietro secondo lei? Come interpretare questo scandalo?

— È lo scandalo di cui si parla già dall'ultima fase della campagna elettorale, quando si sono susseguite le accuse secondo cui la Russia avrebbe influenzato in maniera indebita il risultato delle elezioni e Trump avrebbe avuto rapporti compromettenti con il Cremlino.

Queste accuse fino ad oggi non sono mai state comprovate da dati solidi, ma sono bastate per alimentare il fuoco di una propaganda che mira negli Stati Uniti a sfruttare questo filone per mettere in forte difficoltà Trump. C'è una parte importante dell'establishment di Washington che non ha mai accettato l'elezione di Trump e ha pensato in ogni modo di metterlo in difficoltà e oggi appare chiaro che il loro tentativo è quello di rovesciarlo. Ecco perché tutte le notizie vengono strumentalizzate e amplificate affinché questo accada.

— Trump si trova nel mirino della stampa e non solo. Perché Obama appena candidato ricevette subito un Nobel per la Pace e Trump ancor prima di essere eletto e ora da presidente subisce un'accusa dietro l'altra? Perché dà fastidio?

— Da tempo propongo la mia tesi: negli ultimi trent'anni circa sia i repubblicani sia i democratici sono stati accomunati all'appartenenza allo stesso establishment. Che vincesse un Obama o un McCain, sulle grandi linee della politica estera, della politica di Difesa e in buona parte anche della politica economica americana nulla in realtà sarebbe cambiato in maniera sostanziale, perché entrambi erano d'accordo sui punti principali.

Il fatto che Trump abbia vinto rappresenta un evento senza precedenti nella storia recente degli Stati Uniti: pur essendo un miliardario e un uomo di successo, anche controverso, non apparteneva in senso vigoroso a quell'establishment. Se andiamo a ricordare la campagna elettorale, l'establishment avrebbe voluto che al suo posto ci fosse o il fratello di Bush o altri candidati repubblicani, chiunque, ma non lui. Si voleva che da parte democratica venisse eletta Hillary Clinton. Curiosamente molti leader repubblicani non hanno fatto campagna per Trump e se l'hanno fatto, allora controvoglia, comunque tutti speravano che Hillary vincesse.

Quando Trump ha vinto, si è creata una specie di corto circuito, per la prima volta in tempi recenti è andato alla Casa Bianca un leader non appartenente all'establishment. Da qui nasce tutto quello che abbiamo visto poi in questi mesi. Temo sia solo l'inizio di una lunga sequenza di attacchi, mi sembra abbastanza chiaro oramai.

— Secondo lei c'è anche il rischio concreto di un impeachment per Trump?

— Sì, secondo me il rischio di un impeachment c'è ed è molto alto. Questo rischio non si basa tanto sul comportamento di Trump con il Cremlino prima delle elezioni. Secondo me si basa sul fatto che lui, essendo un uomo di carattere però poco esperto alla gestione del potere, commetta in questi giorni degli errori tali che possano permettere alla fine all'establishment di accusarlo di aver violato i suoi doveri di presidente.

Secondo me lo stanno provocando in ogni modo affinché lui commetta questo errore, per poi dire che il problema è Russiagate. Se noi vediamo la sequenza di indiscrezioni che escono quotidianamente sulla stampa americana, capiamo che mirano a creare questo corto circuito e a fargli saltare i nervi. Forse qualche errore l'ha già commesso in questo senso, come per esempio nelle modalità del licenziamento del capo dell'FBI Comey.

Credo che l'impeachment sarà tentato soprattutto da questi eventuali sviluppi piuttosto che dal merito dell'accusa originaria, cioè dei cosiddetti legami illegittimi fra Washington e il Cremlino.

— Ogni giorno esce una notizia più eclatante dell'altra, recentemente addirittura i giornali scrivevano che Putin pagherebbe Trump. Come possiamo definire questo tipo di notizie? Come si svilupperà secondo lei il fatidico Russiagate?

— Quest'accusa mi sembra veramente improbabile. Un conto è dire che Putin o una potenza straniera possa finanziare un leader politico "normale" che non dispone di fondi e che opera in un Paese più piccolo. Dire che Putin finanzia Trump, che ha possibilità economiche infinite, appare inverosimile. La stampa americana è tutta schierata contro Trump e quello che colpisce molto da parte dei media, anche se per me non è una grande sorpresa, è che qualunque indiscrezione da fonte anonima venga pubblicata dal New York Times, dal Washington Post contro Trump viene subito recepita e rilanciata come vera. Qualunque indiscrezione in senso opposto, che magari va a ridimensionare la situazione o a giustificare Trump, viene screditata oppure automaticamente ignorata.

La stampa americana sembra animata da uno spirito di crociata inesauribile, per cui ad ogni costo vuole mettere in difficoltà Trump e riceve continue sponde dall'interno dell'amministrazione americana e dalla stessa intelligence che fanno uscire in continuazione i leaks e delle informazioni anonime che, in teoria, non dovrebbero arrivare alle redazioni con questa disinvoltura.

— Questo riguarda anche la stampa italiana che riprende queste notizie, no?

— Mi occupo da tempo di queste tematiche. Lo schema funziona sempre allo stesso modo. La grande stampa americana, non è un caso che il New York Times e il Washington Post infatti ogni giorno siano i protagonisti di uno scoop, pubblica queste notizie con tale forza che queste vengono riprese automaticamente dalla stampa internazionale e ovviamente anche da quella italiana.

Paradossalmente la velocità di internet e dell'informazione di oggi amplifica questo schema consolidato, perché c'è una fame bulimica per l'ultima notizia sensazionale. La bufera intorno a Trump crea interesse, che poi queste notizie siano vere o false sembra essere un dettaglio a cui nessuno presta attenzione, la stampa italiana finisce per amplificare le accuse della stampa americana.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Relazioni Russia-USA, impeachment, Russiagate, Vladimir Putin, Donald Trump, Russia, USA
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