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    Russian Prime Minister Vladimir Putin (right) meets his Italian counterpart Silvio Berlusconi (left), 2010

    Berlusconi e la Russia, quell’amicizia che dava fastidio

    © Sputnik. Alexey Nikolsky
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    Tatiana Santi
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    Forza Italia è fra i partiti italiani che si batte per l’annullamento delle sanzioni antirusse e promuove il dialogo con Mosca. Il governo Berlusconi in politica estera puntava sul dialogo e la cooperazione con la Russia, un’amicizia che all’epoca dava molto fastidio.

    Non è un segreto per nessuno che fra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin c'è sempre stato feeling. Inoltre la politica estera del governo Berlusconi era volta a sviluppare i rapporti commerciali e culturali con Mosca.

    Sullo scacchiere geopolitico internazionale storico fu nel 2002 l'accordo di Pratica di Mare, dove Berlusconi fece da ponte fra la Russia e la NATO. Per fare il punto sulla politica attuale di Forza Italia nei confronti di Mosca, Sputnik Italia ha raggiunto l'Onorevole Deborah Bergamini.

    Deborah Bergamini
    © Foto: fornita da Deborah Bergamini
    Deborah Bergamini

    — Onorevole Bergamini, qual è la politica che Forza Italia porta avanti oggi nei confronti di Mosca?

    — La politica di Forza Italia oggi nei confronti di Mosca è una politica che il nostro partito ha sempre sostenuto e portato avanti dalla sua fondazione. Parlo della necessità e l'ordine di considerare la Russia non soltanto uno dei principali partner commerciali per noi, ma soprattutto un Paese che ha una cultura e un patrimonio di valori molto vicino all'Italia. I nostri rapporti sono sempre stati improntati al massimo rispetto e alla collaborazione oltre che agli interessi economici, che sono prioritari per entrambi i Paesi, soprattutto in questi anni di scarsa crescita e crisi economica.

    Naturalmente l'Italia è un aderente al Patto Atlantico, è un Paese da sempre alleato agli Stati Uniti e Forza Italia nella sua storia ha sempre cercato di favorire un dialogo costruttivo fra Stati Uniti e Russia, proprio perché l'Italia ha sempre avuto buoni rapporti con gli Stati Uniti. Voglio ricordare il grandissimo evento del 2002 con il governo del presidente Berlusconi che portò allo storico accordo di Pratica di mare vicino a Roma, laddove il presidente Putin e il presidente Bush si incontrarono e fu sancito un accordo importantissimo dal punto di vista storico e geopolitico.

    Purtroppo oggi le cose stanno andando in maniera molto diversa, Forza Italia continua a svolgere, anche se questa volta dall'opposizione, il suo ruolo geopolitico convinta che il dialogo fra la Russia e l'Europa in primo luogo, fra la Russia e gli Stati Uniti in secondo luogo, siano elementi fondamentali per garantire stabilità e benessere ai nostri popoli.

    — Secondo lei l'Italia chiederà in modo un po' più deciso l'annullamento delle sanzioni antirusse in seno all'Unione europea?

    — L'Italia si è fatta sentire, lo devo dire a onor del vero, anche per quanto riguarda il governo della sinistra che attualmente determina le politiche del nostro Paese. L'Italia si è sempre manifestata in maniera netta contro questo tipo di politiche. Forza Italia particolarmente si è opposta alla politica sanzionatoria nei confronti con la Russia dimostrando che il danno non è soltanto per la Russia, ma soprattutto per i Paesi europei, l'Italia in particolare. Io stessa ho portato avanti in Parlamento diverse mozioni proprio per chiedere al governo di essere più fermo su questo, perché tutti i dati economici dimostrano che c'è stata una penalizzazione molto grave dei nostri interessi.

    Purtroppo all'interno dell'Unione europea non tutti interpretano i rapporti con la Russia nella stessa maniera, è evidente che da parte dei Paesi nordici c'è un atteggiamento diverso nei confronti di Mosca e talvolta le necessità di mediazione, che sono naturali all'interno dell'Ue, non producono i risultati da noi auspicati.

    Noi continueremo come Forza Italia a spingere e a pungolare il governo italiano affinché prenda posizioni ancora più chiare, perché abbiamo capito che le sanzioni non risolvono assolutamente i conflitti che ci sono, ma sicuramente penalizzano le economie dei Paesi che le applicano.

    — L'Italia subisce infatti dei gravi danni per via delle sanzioni.

    Eataly
    © Foto: fornita da Eataly

    — L'Italia è un esportatore straordinario di prodotti legati all'alimentazione, al vino, alla tavola. Il marchio italiano è un marchio di eccellenza riconosciuto ovunque, per via delle sanzioni stiamo perdendo una fetta del nostro export verso la Russia, ma i cittadini russi non rinunciano al piacere di mangiare italiano e quindi imparano a produrre cibo che richiama la nostra tradizione in loco. La Russia produce da sé quello che non può più avere dall'Italia e questo non è intelligente per noi.

    — Diversi esponenti del governo italiano si recano in Russia in visita ufficiale, tra l'altro domani è previsto l'incontro tra Gentiloni e Putin a Sochi. Ai vertici si parla sempre di dialogo, ma alla fine fine le sanzioni e la linea politica rimangono immutate. Perché secondo lei?

    — Credo che sia sincera anche da parte di questo governo la volontà di dialogare e mantenere alto il livello di cooperazione fra Italia e Russia, però ci sono due piani nella politica: uno formale, quello degli incontri istituzionali nei quali esce un'immagine di confronto e di apertura, poi però quando si tratta di prendere decisioni che incidono sull'equilibrio fra gli Stati le cose si fanno più complicate.

    L'Italia è un Paese membro della NATO, dell'Unione europea e naturalmente questo significa che si fanno politiche coordinate assieme agli altri Paesi. È qui che si manifesta un problema evidente, perché in Unione europea ci sono visioni diverse di come condurre i rapporti con la Russia. L'Italia mette il suo e cerca di spiegare quanto la vicinanza storica, culturale e geografia della Russia imponga che i nostri rapporti procedano al meglio. Abbiamo delle sfide enormi da giocare insieme, la prima è quella del terrorismo fondamentalista jihadista, nella quale la Russia e i Paesi europei sono in prima linea. Per noi si tratta del nostro futuro, del futuro dei nostri popoli, non possiamo permetterci una carenza di dialogo fra la Russia e l'Europa.

    La base militare di Sigonella
    © AP Photo/ Andrew Medichini
    Faccio parte del Consiglio d'Europa di Strasburgo e sono molto spiaciuta che la delegazione parlamentare russa non ne faccia più parte, quello era un luogo di sintesi e di negoziazione politica. Abbiamo perso così un altro luogo molto importante della politica, dobbiamo cambiare marcia. Anche i Paesi che hanno difficoltà nei rapporti con la Russia dovrebbero nel loro stesso interesse comprendere che oggi più che mai riaprire il dialogo concreto è l'unica strada per garantire stabilità ai nostri popoli.

    — Fra l'altro la Russia è stata esclusa anche dal formato G8.

    — Noi abbiamo chiesto che la Russia potesse venire a Taormina nella sua rappresentanza più ampia, perché pensiamo che anche quello sia un luogo dal quale si possono trarre solo aspetti positivi con il rientro della Russia. Vedo che nei confronti dei vari Paesi ci sono spesso stereotipi in politica, che rendono più gravi i conflitti. Credo che l'Italia possa giocare su questo, perché sempre ha giocato un ruolo di mediazione, però bisogna che il governo italiano in carica scelga questa come sua priorità. Ci sono formalmente grandi volontà di dialogo, stiamo aspettando però che queste si concretizzino.

    — Berlusconi si è sempre distinto per un approccio di dialogo e cooperazione intensa con la Russia. Secondo lei questo rapporto di amicizia con la Russia può aver dato all'epoca fastidio a qualcuno?

    — Credo che questo elemento abbia pesato sulla estromissione dal governo di Silvio Berlusconi, che nel 2011 è stato costretto a dimettersi sotto una pressione fortissima sui nostri conti pubblici, che proveniva non soltanto dall'interno del nostro Paese, ma anche dalle cancellerie europee e occidentali.

    Sicuramente la grande visione strategica in politica estera che Berlusconi ha saputo concretizzare ha in qualche maniera disturbato assetti precedenti. Berlusconi ha sempre visto molto chiaro nella politica internazionale e ha sempre fatto l'interesse dell'Italia e dell'Europa dimostrando di aver saputo guardare molto lontano. Tutto ciò ha disturbato diversi assetti e Berlusconi l'ha dovuto pagare con l'impossibilità di portare avanti la propria azione di governo. Penso che nella politica oggi più che mai servano leadership forti, autorevoli con una visione chiara di dove debba andare il mondo.

    Purtroppo oggi essere leader in politica è molto difficile, perché si è contrastati nella propria autonomia di manovra. Non basta essere eletti democraticamente, bisogna anche sapersi muovere all'interno di equilibri finanziari globali che fanno la differenza e sono molto pressanti.

    La storia ha dimostrato che la visione di Berlusconi era quella giusta, siamo impegnati per le prossime elezioni politiche, che si terranno presumibilmente all'inizio dell'anno prossimo e siamo certi che i cittadini italiani torneranno a dare la loro fiducia al centro destra e a Forza Italia. Con il nostro partito al governo si ristabiliranno linee strategiche di politica internazionale che faranno bene all'Europa e ai Paesi amici dell'Europa.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    sanzioni antirusse, Sanzioni contro la Russia, Consiglio d'Europa, Forza Italia, NATO, Silvio Berlusconi, Vladimir Putin, UE, Italia, USA, Russia
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